Cammino in mezzo a loro due e do loro la mano. Sono ancora bambina in questo ricordo e porto le trecce e un vestito a fiori. Chissá chi lo ha scelto per me, forse zia Nella, la sorella di papá che faceva la sarta. « Cristina, aiutami a scendere questi scalini ! », la voce di mamma risuona chiara lungo i vicoli deserti. Siamo in vacanza nel sud della Francia, fa molto caldo. Non ricordo piú che anno fosse.

Mamma era bella, sempre bella me la ricordo, col sorriso sulle labbra e i capelli sciolti. Papá portava il cappello quella volta ed era più basso di mamma. Questa cosa lo disturbava solo quando si mettevano in posa per fare una foto, allora lo vedevo mettersi in punta di piedi. Mi faceva tenerezza. Lui e lei le foto non le avrebbero mai viste ma papá le voleva fare per me, diceva, per i ricordi che avrei potuto conservare quando sarei stata grande. 

 

I miei genitori sono tutti e due ciechi dalla nascita. Sono io che faccio loro da occhi e quando andiamo in giro descrivo ancora panorami, persone, forme. Ho imparato a parlare presto ed ho capito qual è il posto esatto delle parole. Ho imparato anche molto presto a leggere perchè volevo leggere ai miei genitori ad alta voce. Col tempo sono diventata bravissima a descrivere, é una questione di occhio (perdonatemi il gioco di parole !). Da molto piccola usavo già aggettivi e verbi in maniera appropriata e quando ho iniziato la scuola avevo un vocabolario molto ampio. Amo le parole e le infinite combinazioni che abbiamo a disposizione per usarle nel modo giusto. Ci sono cose peró che non riesco a descrivere. Come fai a descrivere il rosso, il giallo, il blu ? Tutto esiste anche senza essere nominato, anche senza essere visto. Papá il motore di una Maserati o di una Ferrari lo riconosce subito, mamma l’alba la sente sul viso quando i raggi del sole le riscaldano le guance, quando mangiamo un biscotto mamma ti sa dire gli ingredienti uno per uno e se sono triste loro lo sanno ancora prima di me, non hanno bisogno di vedere il mio volto soprappensiero. Mamma e papá Dio non lo hanno mai visto ma se é per questo nemmeno io. 

 

A volte scherzano tra loro e mamma domanda a papá se é bella. « Sono bella, Alfredo ? », « Sei bellissima », risponde lui. « Ma che ne sai tu che sei cieco ? » e ride. « Lo so, lo so », dice papá, « me lo sento », e le prende la mano. Ci sono tante cose brutte che non possono vedere e questo é il lato positivo dell’essere non-vedente. Per esempio le immagini che trasmette sempre piú spesso il telegiornale e io gliele descrivo diversamente, meno orrende. Io peró la vedo, la tristezza del mondo, e non vorrei vederla. 

Mi sono chiesta spesso come fosse vivere nel buio. Facevo degli esperimenti, mi bendavo gli occhi e mi muovevo nella nostra casa. Inciampavo e intruppavo dappertutto e il buio mi stordiva. «Che fai Cristina, che cos’é tutto questo rumore ? », non le potevo nascondere niente a mamma, vedeva tutto. 

 

I miei genitori non mi hanno accompagnato a scuola, non sono venuti a prendermi, non mi hanno portato a nuoto o a fare atletica leggera. Ho fatto tutto da sola e semmai ero io che li accompagnavo nelle commissioni quotidiane. Adesso che sono adulta non vivo piú con loro nella stessa casa ma nell’appartamento sottostante con mio marito. Ci vediamo tutti i giorni e due settimane fa, dopo aver ricevuto la conferma dal ginecologo, volevo andare da loro per dirglielo, sí, che sarebbero diventati nonni. « Mamma, che fai ? », le ho chiesto quando sono entrata in casa. Era in soggiorno e stava tirando fuori da uno scatolone le foto di quando ero piccina. Ogni scatolone era contrassegnato con una scritta in braille, il codice per i non-vedenti, che conosco anche io. Toccava le foto con cura e attenzione, ne esaminava i bordi e la forma, alcune le avvicinava al naso per odorarle. Papá era seduto sulla poltrona e fumava la pipa. « Niente faccio, Cristina », mamma mi risponde tutta concentrata continuando a muovere le mani negli scatoloni, «mi dovrai dire quando nasce se ti assomiglia!!!». 

 

I loro occhi si sono girati verso di me seguendo il suono della mia voce che ha emesso una nota di sorpresa. I loro occhi non sono orbite vuote ma scrigni di emozioni. In essi c’è un mare di esperienze e sono occhi di luce e di amore perchè la bellezza puó risplendere anche nell’oscuritá. 

Tutti i racconti

1
1
10

Daredevil: incapacità di intendere e di volere (1/3)

06 September 2026

Mattina, Tribunale di New York. L'aula è gremita. Si discute una separazione con addebito. Da una parte Matt Murdock, che difende un marito ormai consumato da anni di accuse, scenate e sospetti. Dall'altra Furio, impeccabile nel doppiopetto, rappresenta la moglie. La donna interrompe tutti. – [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
3
12

Un giorno alla SPA (3/3)

06 September 2026

Sabato 25 Luglio 2026, ore 18:15 - le sorprese non sono finite Al termine di questo percorso benessere (mi piacerebbe sapere quali siano, nello specifico, le sostanze stupefacenti assunte da chi ha coniato questa definizione), scopro che ci sono ancora due imperdibili opportunità: la doccia emozionale [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Lo Scrittore: che dire, un esordio col botto. Cronaca di una giornata "particolare" [...]

  • Rubrus: Mi astengo: odio il caldo, la mia pressione arteriosa è come un cavallo [...]

5
9
33

Appunti di scuola

05 September 2026

Sono un insegnante e quello che vi racconto è successo circa un anno fa, nella scuola media dove mi ero insediato da poco. Ho incontrato, per la loro prima lezione con me, una seconda classe piuttosto rumorosa, cosa non insolita in ragazzi e ragazze di undici anni. In fondo a questo gruppo numeroso, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
8
28

Un giorno alla SPA (2/3)

05 September 2026

Sabato 25 Luglio 2026, ore 17:00 - l’ora della verità Le porte dell’ascensore si aprono; vengo catapultata in un mondo a me sconosciuto. Mi viene incontro una ragazza, gentile e bellissima: secondo me è Caronte in incognito. La guardo con una diffidenza oltre limite ma lei è super professionale [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

7
11
46

Dentro

04 September 2026

Cosa c’è dentro un niente Forse nulla o forse niente Molti lo usano con speranze, certezze, convinzioni Non mi cambia niente Non mi serve più a niente Non hai in mano niente Niente che possa farti soffrire Niente di quello che dite può farlo sparire Non troverai niente Non sentirai niente Non [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
10
33

Un giorno alla SPA (1/3)

04 September 2026

“Mi hanno obbligato ad andare alla SPA. Tutti pensano sia un sogno, per me è solo umidità!” Cara Laura…è molto peggio di così! Ma andiamo con ordine. Venerdì 24 Luglio 2026, ore 18:00 - preparazione valigia Ho un elenco mentale di tutte le cose che devo portare con me per questo ennesimo weekend [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • zeroassoluto: Ciao Fede!
    Banvenuta...
    Mooolto divertente: già ti vedo!

  • Federica Cori: zeroassoluto, grazie! ☺ tu mi vedi, io mi risogno...sotto forma di incubo! 😆

4
8
31

Poiché sono l'albero più occidentale del giardino

03 September 2026

Poiché sono l'albero più occidentale del giardino posso vedere tutto ciò che succede fuori dalla casa ma posso solo intuire invece quello che succede dentro di essa. Da quando è stata costruita la casa sono lì fermo e immobile. È vero, una pianta per definizione non si muove, ma ciò è vero solo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
17
73

Fuggiva e... basta

03 September 2026

Anche quella mattina Giovanni camminava a passo sostenuto, come quando era in ritardo per l’orario d’ufficio. Prima di andare in pensione aveva sognato che il suo rapporto con l’orologio si sarebbe interrotto, a cominciare dalla sveglia del mattino. Lo aveva pensato sistematicamente negli ultimi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Riccardo: Scritto bene, con quella nota di malinconia che forse sopraggiunge in quella [...]

  • MaricaR: Si vede che doveva andare così per i due, pazienza, "non fa niente" [...]

3
7
27

A 140 Bpm (2/2)

02 September 2026

«Credi davvero che la dissolutezza e l'altruismo si escludano? La bellezza della vita che hai appena vissuto sta proprio nel fatto che eri entrambe le cose. Eri l'uomo che dava una mano ai ragazzi il martedì pomeriggio e quello che si perdeva nei locali il venerdì notte. Imperfetto, disordinato. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Mi piace questo S.Pietro "manovale" come un capobarca o un capomastro.
    Il [...]

  • zeroassoluto: Piaciuto!
    Paraculi anche in Paradiso... non bisogna fidarsi di nessuno!

3
4
28

Tre notturni

02 September 2026

Sbuffa il battello, scricchiola e cigola che il fiume risale a fatica. Dietro l'ultima ansa, finalmente, il villaggio: i vecchi alle reti, festanti i fanciulli, le donne a condire pietanze. E festa sarà. Si udiranno racconti di faune feroci, flore carnivore, paludi e agguati di tribù dalle più [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

7
7
43

A 140 Bpm (1/2)

01 September 2026

Le luci stroboscopiche tagliavano il buio a ritmo di centoquaranta bpm, il pavimento appiccicava di gin tonic rovesciati e l’aria era un concentrato di condensa, profumi dolciastri e sudore. Era il primo venerdì di giugno. L’estate era un’esplosione imminente che si sentiva sulla pelle, un'elettricità [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

9
9
65

Io sono

01 September 2026

Spesso, da giovane fanciullo, nel sonno sognavo di librarmi dentro un lungo e flessuoso tunnel dalle pareti colorate e morbide. Man mano che avanzavo, fluttuando in quella strettoia, il tunnel si allargava sempre di più. Ad un tratto sentivo un fruscio, un'energia delicata e gentile ed allora non [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Phil: Grazie, hai condensato in poche splendide righe l'essenza ei cio che siamo. [...]

  • U1803: bello che tu possa aver ricordato una lontana esperienza, inoltre hai espresso [...]

Torna su