Erano di un rosso scintillante. Lucide, tacco basso e una piccola fibbia dorata. Bellissime. Amalia le ammirava tutti i giorni in quella vetrina del grande negozio di calzature del paese, all'uscita di scuola. Un paio di  scarpe eleganti - Come sono belle!  - ripeteva a Rosa, la sua amica del cuore. - Costeranno tantissimo - commentava Rosa distogliendo la sua attenzione da qualcosa di inaccessibile alle loro tasche. Amalia e Rosa si vedevano quasi tutti i giorni, insieme percorrevano un bel tratto di strada prima di arrivare a casa, abitavano a pochi isolati di distanza. Si conoscevano fin da piccole, erano cresciute insieme,  cominciavano a nutrire sogni e passioni e a condividere interessi comuni. Ora davanti a quella vetrina Amalia si fermava spesso, d'altronde il rosso, tra le altre cose, era anche il suo colore preferito. La sua famiglia, purtroppo, viveva una condizione piuttosto delicata da un punto di vista economico, soprattutto  da quando era mancato il papà. La guerra non aveva risparmiato quasi nessuno della sua famiglia.  Lei viveva con la mamma, i nonni materni e tre fratellini in un'abitazione a piano terra, in un grande portone dove vivevano anche altri nuclei familiari. Amalia era una ragazzina deliziosa,  esile, capelli ricci, sguardo vivace. Molto scura di carnagione, i suoi occhi neri erano molto profondi, espressivi. Appena tredicenne, aiutava la mamma nelle faccende domestiche. Amava molto studiare, sapeva  però di non potersi permettere di studiare. Aveva da  dedicare il suo tempo alla famiglia. La mamma già molto stanca per la sua giovane età, lavorava in casa, era una brava sarta.  Cuciva vestiti per le poche persone di sua conoscenza cercando così di  sbarcare il lunario. Amalia l' affiancava nelle faccende domestiche. Durante il giorno era  impegnata a cucire vestiti per le consegne del fine settimana. Amalia si rendeva conto delle ristrettezze economiche e questo un po' la rattristava pur ritrovando i suoi spazi personali tra modell di carta,  vestiti, aghi, cotone e bottoni in quell' unica grande stanza, condivisa un po' da tutti. Il suo libro delle letture era invaso da fili e pile di vestiti dalle forme lineari molto semplici.  Gioiva dei piccoli successi della mamma, dei suoi prodotti, dei colori delle stoffe, di quei ritagli dalle forme irregolari e dallo scorazzare  dei fratelli in quella  confusione di colori e stoffe ripiegate.   Tale era un po' la condizione di vita di molte famiglie nell'immediato dopoguerra. La ripresa economica, sociale, culturale era necessaria in un' epoca storica in cui si passava dalla distruzione alla ricostruzione, dalle gravi carenze materiali alla produttività. Lei aveva imparato a rinunciare, a sacrificarsi, soprattutto  a desiderare  in un mondo tutto suo, un posto comodo in cui sentirsi libera per sognare. Tra i tanti, quello di studiare, lavorare e poter comprare alla mamma una nuova macchina da cucito.  Amalia, forse non era mai stata davvero bambina. Fin da piccola si era rimboccata le maniche, fin da piccola si era sentita investita di responsabilità. Sempre attenta, comprensiva e premurosa nei confronti di tutti. I suoi fratellini, il dono più grande ma anche l'impegno più grande. Era lei che prestava loro le cure e le attenzioni di cui necessitavano. La mamma "non aveva molto tempo per le cure tantomeno per le coccole". I nonni erano impegnati a lavorare nei campi e spesso tornavano a casa al calar del sole. La domenica era l'unico giorno in cui si stava davvero tutti insieme. Il giorno più bello. Una festa. Il profumo del frugale pasto domenicale era l'occasione per guardarsi negli occhi e scambiare qualche parola e qualche coccola. Amalia riusciva ad aprire il libro di scuola solo la sera dopo aver accudito e messo a letto i fratellini. Apprendeva in classe le nozioni di base e anche piccole competenze di economia domestica.  Il resto era frutto della sua sensibilità, del suo acume. Erano la sua predisposizione, la sua tenacia a fare di lei una ragazzina modello. Intanto sognava di indossare quelle scarpe rosse che corteggiava da un po' di tempo. Non aveva detto nulla alla mamma per non modificarla. Alice era discreta, taciturna, poco espansiva, ma  amava i suoi figli più di ogni altra cosa al mondo. Non poter esaudire il desiderio della figlia sarebbe stato ingoiare un fallimento. Le  avrebbe fatto male.  La vita non era stata molto generosa con lei, ma era una donna combattiva e una tenace lavoratrice. Sposata giovanissima, senza pretese, abituata a lavorare da sempre. Primogenita di quattro sorelle, aveva perso la mamma all'età di dieci anni. Cominciò presto ad occuparsi delle sorelline come una mamma. Anche da sposata viveva le sorelle ancora come figlie, si preoccupava fi loto anche a distanza.
Amalia fin da piccola non aveva mai chiesto niente. Quelle scarpe rosse sarebbero state bene con il cappottino blu che Alice le stava cucendo in occasione del Natale.















 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutti i racconti

1
2
270

L'Onore

07 April 2026

“Addio mia bella addio L’armata se ne va E se non partissi anch’io Sarebbe una viltà.” Così cantavano migliaia di giovani, spavaldi e sorridenti, affacciati ai finestrini dei treni che li portavano al fronte. Era una viltà non partire, restare a casa, mentre altri andavano inseguendo ideali e [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
2
262

Fillus de anima

07 April 2026

L’appartenenza non è solo condividere la stessa casa. È avere gli altri dentro, come radici nella stessa terra. Un tempo, nelle campagne di Sardegna, bastava uno sguardo per cambiare un destino. Non c’erano firme, né documenti. C’era la parola data e quella bastava. Così nascevano i fillus de [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
5
312

Il bicchiere mezzo pieno

Il mare a giugno

06 April 2026

Matteo abitava in un posto particolare, di quelli che sembrano messi lì apposta per rendere inutile qualsiasi tipo di lamentela. Una terra un po' “storta”, Devia, con il mare talmente vicino che, a forza di guardarlo ogni giorno, aveva smesso di considerarlo una conquista. Stava lì, come una sedia [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
4
89

Prima guida

06 April 2026

L’auto arrivò con qualche minuto di ritardo. Una Panda vecchia, di quelle che sembrano sempre sul punto di spegnersi. Si fermò davanti a me con un leggero strappo del motore, poi silenzio. Dal finestrino uscì un braccio che salutava. «Sei tu quello per Monza?» chiese il conducente. Annuii. Me l’aveva [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • U2108: Descrizione brillante di una esperienza di viaggio particolare. Bravo

  • Dax: Bello. Ma il protagonista è un ragazzo o una ragazza?Guido che guida....like

5
5
71

Il tributo

05 April 2026

L’ uomo emerge dall’oscurità del sottopassaggio. Sale con passi lenti e respiro pesante le scale che lo separano dal binario. Il buio senza luce del tardo pomeriggio invernale sembra una propaggine della voragine oscura che incombe sulla sua anima. Sulla banchina c’è solo la ragazza, con i suoi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Luigia: Ho rimosso il commento perché di questo pezzo si è occupato un [...]

  • Dax: Un racconto interessante... più vhe una bestia è uno.psicopstico....like

5
5
95

Vi racconto la storia dell'abbottonatura (2/2)

La differenza tra uomo e donna

05 April 2026

Tutti i giorni ci vestiamo, abbottoniamo i nostri abiti, le donne a sinistra e gli uomini a destra. Gesti semplici, quotidiani. Ma perché c'è questa differenza tra uomo e donna? Cercherò di spiegarlo in questa seconda parte. La scelta di abbottonare i vestiti a destra o a sinistra risale a pratiche [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: E abnottonate al centro?Like

  • Riccardo: sempre interessanti i tuoi scritti. ciao caro Gennaro 👌

4
11
178

La furbizia delle donne

Ste
04 April 2026

È sicuro che già ai tempi degli Egizi le donne rimproverassero gli uomini, un amico archeologo mi parlava di diverse testimonianze sul tema. Dei greci sappiamo, uno su tutti, Socrate quando parlava della moglie. In epoca romana Giulio Cesare accettò di andare al senato per farsi pugnalare, pur [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • La Gigia: Caro (e stimato) Rubrus, concordo con la maggior parte di ciò che hai [...]

  • Rubrus: Ma certamente! I commenti servono per l'appunto a stimolare un confronto [...]

4
4
375

Vi racconto la storia dell'abbottonatura (1/2)

Come nasce e come si evolve l'abbottonatura maschile e femminile

04 April 2026

L'abbottonatura, un elemento fondamentale nell'abbigliamento quotidiano, ha una storia affascinante e complessa che si intreccia con le evoluzioni culturali, sociali e artistiche dell'umanità. Sebbene oggi possa sembrare un dettaglio marginale, l'abbottonatura è portatrice di significati profondi, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Gennarino: Paolo Ferazzoli PRFF: Gentile amico. Grazie per aver letto e commentato. Sicuramente [...]

  • Gennarino: Maria Merlo: Grazie di cuore. Auguri di buona Pasqua

2
2
84

Finalmente Tu

Poesia D'amore

03 April 2026

Finalmente tu, nei miei giorni di cinigia ipoacusica, dove il cuore non ricorda più la folata d’idioma d’amore a colorare i miei sogni assopiti tra stelle stanche e tremule nel fatuo. Scoppia il risveglio della vertigine, come una fiamma nel pavento che non chiede assenso d’ardere, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
4
226

Il doppio

03 April 2026

Si chiamava Andrea. Si tende, almeno così gli sembrava, a trovare una certa affinità con il proprio nome, come se fosse qualcosa in cui leggere il proprio destino. Da piccolo gli avevano detto che era un nome molto raro e in effetti nella sua classe, alle elementari e poi alle medie, era l’unico [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
5
93

Gita in montagna

Dax
02 April 2026

Mark inciampò nel sentiero sterrato, lo zaino lo sbilanciò e i piedi sdrucciolarono sul pietrisco. Lidia, davanti a lui proseguì indifferente. — Porca puttana! — Agitò le mani e si aggrappò al ramo liscio di un faggio che sporgeva dal bordo del sentiero. — Ma proprio questo cazzo di sentiero [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    qualche strano motivo si è cancellato il mio commento di [...]

  • Miri Miri: Bravo Dax, ancora una volta dimostri il tuo talento, con un racconto di stile [...]

5
6
157

Lumiflora

02 April 2026

Quando arrivai sull’isola di Lumiflora, il sole stava già scendendo contro le alte montagne. La luce del tramonto scivolava sulle rocce come acqua fresca, colorandole di rosso e oro. L’aria aveva il profumo del mare e di qualcosa di dolce che non riuscivo a riconoscere. In quel momento capii che [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Allora... se devi scrivere un romanzo io, come lettore, mi pongo una domanda: [...]

  • Zio Rubone (Ezio Bruno): Scritto bene, complimenti. Per quanto riguarda le possibilità di sviluppo [...]

Torna su