Gaio Quintilio osservò l’oggetto che l’ausiliario sarmata gli aveva appena portato: era un anello di ferro, piuttosto spesso e grande abbastanza perché potesse passarci il pugno di un uomo. Attaccato c’era una spessa cinghia di cuoio, la cui estremità era stata spezzata. 
«Ce ne sono due» spiegò il sarmata «attaccati ai lati della sella. Un uomo può infilarci i piedi dentro e reggersi alla sella con una mano, usando la spada con l’altra. Serve a tenersi meglio in equilibrio».
Gaio Quintilio fece una faccia arcigna. Sulla cavalleria aveva la stessa opinione della maggior parte dei romani: un corpo molto utile, specie se i cavalieri erano gli altri: numidi, sarmati... tuttavia...
Si grattò il mento.
Tuttavia poteva esserci del vero, in quel che sosteneva l’ausiliario. Dopotutto, lui di cavalli e cavalieri se ne intendeva.
Decise che lo avrebbe portato al comandante Marco Vipsanio Agrippa. Era un tipo in gamba e, evidentemente, favorito dagli dei, dato che era scampato a una brutta malattia. Magari lui avrebbe saputo che farci. Se l’avesse giudicato una sciocchezza da barbari, be’, al massimo si sarebbe fatto una risata: era un tipo cordiale.
E, in ogni caso, lui, il centurione Gaio Quintilio, non sarebbe stato ritenuto responsabile della decisione, qualunque fosse stata.

 

«Quale fu la più grande impresa di Agrippa?»
«La conquista delle Germanie».
«Sii più preciso».
«Di ritorno dal Chersoneso Cimmerico, fu mandato sul corso superiore del Danubio. Dopo che ebbe sottomesso la regione che sarebbe diventata la Pannonia, fu inviato oltre il Reno. Qui evitò di cadere nella trappola di Arminio e, nella battaglia di Teutoburgo, sconfisse il tentativo di rivolta germanico, quindi...».
«E dal punto di vista militare?»
Aurelio Cotta rimase muto. Quel dannato Grammatico aveva deciso di fargliela proprio sudare, la promozione. Sperava che si accontentasse e che, visto che il genero di Augusto gli piaceva tanto, si aspettava che gli chiedesse delle sue imprese di architetto, invece....
«La cavalleria» disse il maestro «Senza di quella non sarebbe mai riuscito a conquistare i bassopiani della Germania Magna. Ma il capolavoro di Agrippa fu realizzato dopo la sua morte. La cavalleria romana, da lui rinnovata, riuscì a colmare il divario con quella partica, e Traiano poté sottomettere l’Impero Sasanide» Aurelio riuscì a trattenersi allo stento dallo sbuffare, anche se forse il maestro non se ne sarebbe accorto, infervorato com’era dal suo stesso pistolotto. «Abbattuto l’Impero dei Parti, Adriano, il suo successore, poté unire il sistema viario romano e la Strada Reale Persiana. Attraverso di essa, arrivarono in Occidente, nel corso dei secoli, i numeri indiani, la carta, la vela triangolare e la navigazione di bolina e, più in là, la polvere da sparo e la bussola». Si arrestò di colpo. «Data di caduta del Primo Impero!» intimò.
«738!» rispose Aurelio, senza riflettere. 
«Non ti pare di avere dimenticato 757 anni?» sogghignò il Grammatico. Come tutti i Cristiani Autentici, Aurelio contava gli anni dalla nascita di Cristo, ma la numerazione ufficiale era diversa, e partiva dalla Fondazione di Roma. 
«1495» si corresse.
«Vabbè, dimmi la data di fondazione del Secondo Impero».
«1557, quando Carlo Magno fu incoronato imperatore dopo la riconquista della Spagna e il matrimonio con l’Imperatrice di Bisanzio» Carlo era stato incoronato dal Patriarca di Roma e Aurelio sperava che il Grammatico lo interrogasse sulle differenze tra le varie chiese cristiane, o su i rapporti tra le stesse e l’Islam – che, dopotutto, era una delle religioni più diffuse nell’Impero moderno, ma il vecchio non sembrava molto interessato. Lui del resto non era neanche un Cristiano Imperiale, ma un pagano, e il fatto che potessero esserci più religioni e più dei non lo disturbava affatto.
«Passiamo alla letteratura. Cosa fu il Rinascimento?»
«Un movimento culturale sorto intorno al 2.200 e volto a recuperare quelle che, secondo chi ne era parte, erano le vere origini della letteratura classica, quella del Primo Impero».
«Ebbe molto seguito?».
«No. Ci fu un contrasto tra la corrente  rinascimentale e quella continuitaria secondo cui la Tradizione era quella incarnata dagli scrittori appoggiati dai vari municipia in cui, allora, il Secondo Impero era frazionato. O dall'autorità centrale, se è per questo». Trattenne un attimo il fiato. «Secondo alcuni, la mancanza di una cesura netta tra il Primo e il Secondo Impero fu la causa della Stagnazione, il lungo periodo di stasi che interessò l’Occidente fino alla scoperta dell’Ausonia Magna».
«Che avvenne nel? E Perché?»
«2411. Ad opera di movimenti apocalittici neoislamici e neocristiani, secondo cui la peste era un castigo divino e solo fondando comunità teocratiche in terre inesplorate sarebbe stata possibile la Salvezza».
«E, per te, il 2411 sarebbe il?» il Grammatico sorrise. Forse non sarebbe andata così male. Era un tipo cui piaceva fare la faccia feroce per non farsi prendere sottogamba, ma aveva senso dell’umorismo.
«1654» sorrise Aurelio di rimando.
Il Grammatico si fece pensoso. «Sì, secondo gli Illuministi, come si fanno chiamare, se le popolazioni barbare non fossero state respinte o assimiliate, ma avessero abbattuto le strutture imperiali, avrebbero portato nuova linfa al corpo morente del Primo Impero e ne sarebbe seguito un periodo di decadenza seguito da una rinascita. Bah... la decadenza l’avremmo avuta, sicuro. Ma la rinascita... D’altro canto, secondo gli Illuministi la Stagnazione dura ancora... a te piacerebbe emigrare, figliolo? In Magna Ausonia, intendo».
Aurelio non poté trattenersi dal sorridere.

«Partiremo l’anno prossimo, con gli alisei favorevoli. La pace con gli Aztechi è cosa fatta e quanto ai nomadi delle Pianure Centrali, non dovrebbero essere un problema».
«Bah... un territorio immenso, semiselvaggio. Siamo lì da più di trecento anni e ancora non l’abbiamo sottomesso. Comunque tu sei giovane. Passiamo alla matematica, adesso».

 

«Niente lode, dico io, niente lode!»
«Aurelio, quello che conta è che hai preso il diploma e adesso potete partire» disse Vinicio.
«Diploma! Per quel che servirà il diploma, laggiù. Poteva anche darmela, la lode, no?».
«Per farti contento? Non è così che funziona».
Si fermarono all’ombra della Torre delle Trasmissioni. Gli operai che, durante il giorno, manovravano gli specchi di segnalazione, stavano dando il cambio ai fuochisti, che avrebbero svolto lo stesso compito durante la notte.
«Siamo nel 2014... cioè... 2771... che cosa vuoi che conti conoscere, ora, la storia del Primo Impero. E negarmi la lode perché non ho risposto bene a quella dannata domanda sulla staffa, poi...».

Tutti i racconti

3
4
23

Primo mare (2/2)

Tratto da una storia vera

19 June 2026

«Già» convenne il vecchio continuando il suo lavoro. «Niente motori, GPS, niente bussole, niente sestante, fari, boe, mappe nautiche. Niente di niente. Da allora non è cambiato molto, in realtà». Si alzò lentamente, come un albero dopo una tempesta. All’uomo parve di sentire lo scricchiolio delle [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
3
21

Eva alla Rocca

Storie di famiglia

19 June 2026

Eva arrivò alla Rocca tutta sudata, anche perché la sacca sulle spalle era piuttosto pesante. Mamma Rosa aveva calcolato tutto in base alla sua robustezza, ma il caldo e la salita avevano reso il carico più gravoso. Aveva già previsto gli abbracci e i commenti delle zie Metilde e Virginia e aveva [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Adribel: Un bel ritorno a casa, si potrebbe costruire un romanzo intorno. Complimenti

  • Lo Scrittore: molto gradevole, specie l'ambientazione, Garfagnana e dintorni, posti dove [...]

3
4
31

Primo mare (1/2)

Tratto da una storia vera

18 June 2026

Era stato il primo mare, quello dell’infanzia, quello da cui s’innalzava il soffio vaporoso di Moby Dick e dove veleggiava Long John Silver cantando: “Quindici uomini, quindici uomini sulla cassa del morto”. Ce lo portava suo padre, anche d’inverno. Passeggiavano finché non arrivavano al molo, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
4
39

Salivo strette, ripide scale antiche

18 June 2026

Oltre la porticina erano corridoi, ricordo, con ampie vetrate affacciate sul cortile lastricato, attorniato da portici ai quattro lati. Ogni mattina, prima che la campana suonasse, la attendevo; e al suo apparire da quell'uscio, il cuore batteva forte e la parola mancava... Anche l’ultimo anno [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
5
46

Eclissi postale

17 June 2026

Sabato mattina di fine Gennaio, plumbeo e gelido come il polveroso piazzale antistante il trasandato ufficio postale destinato a servire il disagiato quartiere popolare periferico. Il freddo pungente penetra impietoso ogni qualvolta un utente apre la porta d’ingresso, omettendo sistematicamente [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
4
39

Qual è la linea tra invadenza e supporto?

17 June 2026

Come si fa a delineare una linea tra supporto ed invadenza? Io penso di non averla mai superata, ma così facendo non mi sono mai nemmeno avvicinata troppo al vero e proprio supporto. So cosa è successo l'altra sera e sentirti stare così male non mi fa dormire. La notte mi assale questo senso di [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

1
1
25

Hala e le Montagne (parte 2/2)

17 June 2026

Il gruppo di guerrigliere avanza verso la casa dove si trovano Yousif e gli altri miliziani dell’ISIS. Gli uomini accerchiati usano le ultime munizioni per provare a salvarsi da una morte sempre più certa. Le guerrigliere della prima fila cominciano a correre e lanciano con precisione le bombe [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

7
8
44

I ricordi del Becchino: Rondini, zanzare e pipistrelli

16 June 2026

Il bollente sole di fine domenica colora l’orizzonte di rosso. Il furgone, accompagnato dallo stridore delle rondini che sfrecciano radenti sulle verdi spighe di grano, procede lentamente evitando buche e curiosi, affamati di notizie da condividere e da dimenticare. Arriviamo all’incrocio dove [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dario Mazzolini: sempre bello, un racconto che mi è piaciuto, ma appunto non è [...]

  • Lo Scrittore: una istantenea grottesca di una triste verità, la vita nel suo procedere [...]

2
3
32

Hala e le Montagne (parte 1/2)

16 June 2026

Tira un vento freddo dalle montagne del Sinjar. Luogo arcaico, roccioso e di tradizioni millenarie. Luogo di curdi, yazidi, turcomanni e arabi, abituati a vivere insieme da innumerevoli anni. Luogo oggi di devastazione, violenza, stupri e cadaveri lungo la strada. Dal catino di Sarajevo alla piana [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: La guerra è purtroppo fento l'essere umano. Non si spiega perché, [...]

  • zeroassoluto: Guerra, guerra, guerra... ritorsioni a non finire per una libertà che [...]

4
7
34

Stasera si vince un milione

Esercizio di scrittura creativa - Il Conflitto

15 June 2026

L'addetto al trucco e parrucco ripassò del cerone sulle guance del politico. Poco più in là un collega scandiva il count down: “Tre, due, uno, ci siamo.” Lele Pai sorrise alla telecamera che lo inquadrava e dopo un breve convenevole si sedette davanti all’ospite per iniziare l’intervista. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dario Mazzolini: piaciuto molto.
    In pratica, assistiamo al classico talk show italiano dove [...]

  • Teo Bo: Grazie per il tempo che mi avete dedicato e per le belle parole con cui avete [...]

7
10
64

12 settembre

La cioccolata di Maria

14 June 2026

Oggi, 12 settembre, ricorre il mio onomastico, il nome di Maria. Un giorno che fino a poco tempo fa era motivo di festa. Mia madre ci teneva tanto a festeggiare; lei, devota alla Madonna, prima di ogni impegno andava a messa per ringraziare e affidarsi alla benevolenza del cielo. Dopo preparava [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

5
6
37

Sedie

13 June 2026

Sedie Sedie di un vecchio cinematografo Ormai accantonate in vecchi magazzini Ma se poteste urlare cosa avete visto, se ne potrebbe fare un film intero Che pianti e strette di mano furtive Che baci appassionati del primo appuntamento Che occhi arrossati e che cuori in sobbalzo Se poteste solo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Sedie, poltrocine, poltrone, e anche quelle di legno pieghevoli delle arene [...]

  • Adribel: Un brano breve ma ricco di storia e di speranze.

Torna su