Sono stato giovane anch'io.

Non ho mai avuto tanti amici, però erano veri e siamo amici tutt'ora; come mi piace dire, quattro gatti. Intorno ai vent'anni ci si sente padroni del mondo e nulla fa paura. In quel periodo ero ben diverso da oggi. Avevo i capelli biondi e la permanente, riccioli angelici che sfioravano le spalle, un tabarro nero di mio nonno, chiuso al collo con una spilla a forma di leone in similoro, e stivali Camperos della Peter Flowers. Alto 183 centimetri pesavo intorno agli 80 chili; oggi vestito non arrivo arrivo ai 65 e sono calvo, magro come un chiodo

Mia moglie, gran bella, donna pesa di più, spero che non mi legga...

Ero innamorato allora di una ragazza misteriosa, appassionata di armi e astrologia. Magrissima, capelli neri che arrivavano al sedere, aveva un fisico androgino, lo strabismo di Venere e denti bianchissimi da pubblicità. Si era innamorata di me perché forse ero l'unico con il quale si sfogava, anche se a me piaceva pensare che provasse qualcosa di vero e di bello. Facevamo l'amore dove capitava, si sa che a quell'età gli ormoni sono fuori di testa: di notte, in piedi contro il muro di una chiesa, semicoricati sui sedili della mitica Citroën due cavalli, quella con il cambio al volante e che non era il massimo della comodità. Ricordo il suo seno, due plum cakes piccoli e soffici con due sbruffi di marmellata all'arancia. Per motivi di spazio era sempre lei a stare sopra, per poi cadermi addosso con i suoi capelli di profumato gelsomino che mi coprivano il viso. Dopo, il mio turgido fiore, dentro di lei sbocciava. Non ricordo quanto sia durata ma ci siamo rivisti per caso in estate, in un autolavaggio. Mi sento chiamare "Non mi riconosci più?" La guardo, solo un attimo e la rivedo nuda. Un minimo di imbarazzo e di reazione fisica che lei coglie guardandomi in basso e sorridendo con quegli occhi che mi avevano fatto innamorare "Vedo che ti ricordi tutto!" mi dice ridendo. Io arrossisco, mi bacia in bocca "Ciao è stato bello vederti, vado perché la mia compagna mi aspetta".

Lo ammetto, ci sono rimasto male anche se qualcosa già allora avevo capito.

Grazie per avermi ascoltato

 

 

 

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