Provai a muovere le gambe, per allontanarmi da una secca che si profilava vicinissima, molto più scura dell’altro azzurro in cui ero.
Nella profondità del cielo si stagliava lo sperone calcareo su cui la mia casetta s’appollaiava, come un’aquila nobile e indolente, troppo piena di sé per staccarsi dal suo nido. L’argenteo degli ulivi, che mi era sfuggito nascosto sul terrazzamento in basso, mi salutava con mesti, casuali abbracci.
Tutto sommato mi sentivo bene, per nulla affaticato dal flottare assorto e indolente che io concepisco come nuotata.
Il tempo si era ristabilito in fretta, come un infante che fosse repentinamente guarito dopo aver delirato per un giorno.
“Colpa del caso” mi dissi.
---
La sera prima nuvoloni scuri impattavano contro il promontorio, sferzato da una pioggia insistente. Ero partito nonostante il parere pensoso di Anna.
“Ma che ci vai a fare? È brutto tempo non vedi?”
Non le avevo dato il tempo di replicare, richiudendole le ansie nella bocca con un bacio innamorato.
Stranamente aveva continuato a inveire contro la mia testa dura. Un caso cui non avevo prestato troppa attenzione. Ero arrivato al mio rifugio bianco di calce con l’ultimo brandello di sole che mi salutava morente, costretto in un cielo carico di cattivi presagi.
“Un cielo piccolo come il cuore dell’uomo” aveva osservato un mio vicino di casa quando lo avevo salutato.
Antonio era in pensione da cinque anni, ma non aveva dimenticato di aver fatto il bracciante per una vita. Mi risistemava gli alberi, si lagnava del cattivo tempo e leggeva una Bibbia consunta dai suoi occhi. Vissuto da sempre in quel pezzo di cielo a picco sul mare, aveva mutuato il rugoso aspetto degli olivi secolari, tanto che spesso lo scambiavo per un dotto albero, quando lo sorprendevo a rispecchiarsi nella sua Bibbia, appollaiato come una gazza ferita sul suo ramo preferito.
Avevo trovato che le finestre non avevano saputo resistere al fascino del Maestrale: la casa sibilava nel vento come una bianca cassa di risonanza.
Poi si scatenò il fortunale, sincrono alla musica wagneriana che stavo ascoltando. Casualmente.
Gli alberi cantavano lamentosi, mentre la pioggia aumentava di intensità. Prima scomparvero le luci di Molfetta, troppo vicine alle nozze indistinte di mare e cielo. Poi quelle di Barletta. Infine anche l’arco di Manfredonia si confuse in un inchiostro ventoso.
Il mancare della luce in casa non mi colse di sorpresa.
“Colpa dell’effetto serra: siamo diventati un paese tropicale” pensai.
Poi il terremoto degli alberi si diffuse alle mie mura che ondeggiarono, con scricchiolii amichevoli ma sinistri.
Un preludio allo sciabordio del nero che mi accolse, freddo e inevitabile come la morte.
“Colpa dell’effetto serra e del caso” pensai nuovamente. Di una domenica e di un incontro. Di un’amicizia frettolosa e della mia passione per il mare. Della tua testa dura, mi rimproverai riflettendo per un attimo ai numerosi "se" della mia vita.

“Ero capitato da quelle parti per caso” mi disse Antonio, con un sorriso.
Ancora il caso.
Non compresi a fondo il resto della sua spiegazione. Ero bagnato e stavo tremando come un naufrago. Cosa che del resto ero appena stato.
Incamminandomi verso la casetta del mio vicino, rivivevo la disperazione della caduta, piangendo. Fui avvolto in una coperta multicolore, mentre ci chiudevamo la tormenta alle spalle, nella piccola casetta di Antonio, molto più in basso della mia. Mi addormentai.
Al mio risveglio il vecchio stava guardando il mare, che aveva preso un chiarore strano, quasi fosse l’alba.
Mentiva sapendo di mentire: una vecchia pendola mi ricordava come fossero le quattro.
Antonio si muoveva con disinvoltura nella stanza stretta (l’unica della casa, oltre a un bagno che intuivo di proporzioni lillipuziane), completamente tappezzata di prime pagine di vecchi giornali, forse per chiudere la bocca agli spifferi ventosi.
Mi alzai per abbracciarlo, ma mi schivò, mettendosi a sedere di fronte alla Bibbia consunta.
“Ti voglio ringraziare” dissi.
“Ho fatto solo quello che dovevo. Quello che sentivo di fare.”
“E la mia casa?”
“È dove stavi tu prima.”
La logica di quell’affermazione non faceva una piega.
“Hai fame?” aggiunse con un sorriso antico.
“Un po’.”
Preparò in silenzio, muovendosi con una sapienza senza sbavature. Mi trascinai fino al tavolo e consumai un pranzo surreale e solitario, mentre albeggiava. Un pinzimonio di rape e cicoria, contornato da un delizioso passato di fave. Accostò una scaglia di podolico al mio piatto: le porzioni avevano conservato memoria di un passato/presente di ristrettezze contadine.
“Va meglio?”
Sorrisi, notando come la magia dell’olio avesse saturato la stanza: un vero affamato ne avrebbe divorato le pareti, restandone soddisfatto, pensai.
Mi alzai in piedi per la prima volta, sentendomi vivo.
Antonio non lo notò, troppo attento a divorare un passaggio della Genesi, bofonchiando qualche parola di tanto in tanto.
Mi riaddormentai.
Al mio secondo risveglio il sole aveva fatto il miracolo: il promontorio appariva splendente di nuova luce, incorniciato da un mare docile. Il pensiero di essere vivo mi instillò un folle desiderio.
“Vado a casa, grazie di tutto.”
“La tua casa non esiste più. Sta a mare.”
“Appunto.”
Non capì, ma fece finta di assecondarmi, reimmergendosi nella lettura quasi volesse vedere come andasse a finire. Mi guardai bene dal rivelargli il finale.
Lo lasciai li, immerso nella sua Genesi: in fondo si era appena esercitato su di me, riportandomi a nuova vita. Discesi la decina di metri di roccia che mi separava dal mare.
Mi spogliai con calma: avevo la casa di fronte a me, dispersa in piccoli blocchi di affetto legnoso in cui nuotai.


A caso.

Tutti i racconti

2
1
29

C’era una volta un bambino di nome Tommaso

16 March 2026

C’era una volta un bambino di nome Tommaso che viveva in un piccolo paese circondato da piantagioni d’uva. Era curioso come pochi e faceva domande su tutto. "Perché il cielo cambia colore? Perché il pane cresce in forno? Perché il nonno dice che il tempo aggiusta ogni cosa?” Un giorno, nel vecchio [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Bello....sa di uva e speranza. Like

1
1
30

The Rhinoceros in the room

La rilevazione

16 March 2026

Erano giornate difficili, piene di tensioni. Parole non dette, frasi sussurrate, telefono sempre tra le mani. Assenze troppo impreviste e impegni di lavoro confusi. Sara sapeva che qualcosa stava rovinando il loro matrimonio da un po' di tempo, ma sperava che tutto si potesse sistemare. Sperava [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

2
2
71

pensieri comuni in partenza

punti di vista in partenza

Ste
15 March 2026

Eccoti qui, in fila all’aeroporto per il check in. Hai progettato, pianificato il viaggio, hai cercato di evitare tutte quelle scocciature che potrebbero rovinare l’umore… Sta per iniziare la vacanza! Ti guardi attorno, per la maggior parte sono famiglie, gruppi, poi qualche coppia e pochi solitari, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    benvenuta/o su LdM.
    Come placido Leone pigro e sornione osservi [...]

  • Dax: Bello....osservare l'umanità nei viaggi è sempre istruttivo..like

3
5
44

Un gabbiano

15 March 2026

Ho vent'anni, i miei genitori volevano che fossi libero di volare come un gabbiano, mi hanno chiamato Jonathan in omaggio alla libertà. Mia madre mi ha nutrito con le proteine che pascolano libere nelle nostre praterie, ora i miei cento chilogrammi di muscoli la sollevano e la fanno volteggiare [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Bello, tragico....io temo che la e cose peggiorereanno e purtroppo gli USA [...]

  • Faber: Grazie, condivido i tuoi timori, purtroppo.

5
6
105

Ascia Nera - La tomba (2/2)

Dax
14 March 2026

Si tolse il piatto e lo scudo dai piedi. Erano ammaccati, ma ancora utilizzabili. Li ripose nello zaino. La lancia giaceva a pochi passi da lui, spezzata in due. Si puntellò sulle braccia e si alzò in piedi. Lo stomaco brontolò. — Sarà meglio mangiare. Sacco vuoto non sta in piedi. Mangiarono in [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Non ricordo chi abbia dato l'incarico ad Ascia Nera nè esattamente [...]

  • Dax: Ho diluito le puntate... Trom doveva recuperare un oggetto sottratto a lord [...]

6
6
53

Uscita d'emergenza

14 March 2026

Sabina ormai capiva dalla pesantezza dei passi e dal tono più o meno cavernoso della voce se si sarebbe dovuta preparare al solito silenzioso linciaggio. Saverio sapeva bene dove e come colpire senza lasciare segni visibili. La polizia penitenziaria lo aveva liquidato con una generosa buona uscita [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Alfeno76: Buonasera Dax, ti ringrazio

  • Alfeno76: Buonasera Miu, prendo atto.
    Ognuno ha il suo stile e non può piacere [...]

7
4
141

Ascia Nera - La tomba (1/2)

Dax
13 March 2026

Mentre saliva la scala di pietra con ritmo costante, la densa luce rossastra che illuminava l'ambiente fece pensare a Trom di stare attraversando una fornace. La daga appesa alla cintura tintinnava debolmente. Il gatto rosso, Fiammotto, era acciambellato sulla sua spalla. Il tempo si misurava in [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Lawrence Dryvalley: NUOOOooo... COME L'ULTIMA?! The last dance for Dark Axe... 😭

  • Miri Miri: Bravo Dax, sai tenerci sempre con il fiato sospeso. Molto curiosa di legegre [...]

4
5
102

Andrà tutto bene 2/2

La vita ai tempi del Covid

13 March 2026

Per evadere, mi dedico a una maratona di film che nemmeno Netflix regge il confronto: potrei fare un database, ma forse è più facile elencare quelli non visti. E quando chiudo gli occhi, sogno i figli a Roma e mia madre, una novantenne che dribbla il virus meglio di Ronaldo. Ma la videochiamata [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Riccardo: accipicchia! scrivi davvero bene, argomento che ha lasciato il segno certo, [...]

  • Mister Fox: Il tuo racconto mi ha colpito, mi ha dato un pugno diritto allo stomaco.Racconti [...]

6
6
644

In mezzo al prato 2/2

12 March 2026

«Abito qui di fronte. La casa dalla parte opposta della strada. Era dei miei nonni». Il Pedretti annuì, come se avesse capito di che cosa stava parlando la ragazza. In realtà, da buon cittadino, appena aveva notato uno spazio sotto un platano che cresceva nel cortile davanti all’osteria, ci aveva [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
4
462

Andrà tutto bene 1/2

La vita ai tempi del Covid

12 March 2026

I vicini ormai sono diventati rumorosi coinquilini: una coppia di coniugi quarantenni che fanno finta di lavorare da casa, ma in realtà stanno diventando chef stellati di pizze e dolci (la farina è il nuovo oro). I loro figli? Urlano come se stessero salvando il mondo… ma in realtà stanno solo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
4
269

In mezzo al prato 1/2

11 March 2026

Matteo Pedretti non sarebbe entrato nell’osteria se non fosse stato per la luce. Attraversava il vetro smerigliato della porta come se giungesse da una grande distanza. Anche la tinta era diversa. La riconobbe prima di posare la mano sulla maniglia. Lampadine a incandescenza. Erano sparite da anni, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

6
9
721

Lo hai trovato

11 March 2026

Lo hai trovato Lo hai trovato in un libro In una delle ultime pagine di un romanzo che parlava di un viaggio Verso un paese lontano che non avevi mai visto e solo sognato a occhi aperti Un piccolo fiore secco Che molto tempo prima avevi nascosto Per ritrovarlo solo ora che quel libro non aveva [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: grazie ragazzi/e, sempre carinissimi 🤗

  • Rubrus: Be', sì, era relativamente comune una volta mettere un fiore o uno [...]

Torna su