Chissà perchè, ma oggi ho proprio voglia di parlare un po' con voi, che mi guardate muti da quella fotografia in bianco e nero - avevate persino chiamato il fotografo più quotato di Trieste, quello con i baffi arricciati all'insù, per farvela fare, mica badavate a spese, bisognava seguire l'esempio della contessa del primo piano che fermava sempre nonna per raccontarle le ultime serate a casa della baronessa Manin o dai quei parvenu dei Lucenti, che però avevano il gran pregio di non lesinare mai nella scelta dei vini - e mi soffermo a guardarvi uno ad uno: il nonno, al centro del fotogramma, elegante e austero, con gli stivali fiammanti e la camicia nera, ritto sulla schiena, la capigliatura corvina pettinata con la riga di lato; la nonna, con i grandi occhi grigi sfuggenti, i soffici capelli castani raccolti in una treccia sulla nuca, un sorriso appena accennato - presagivi già forse tutte le sventure che avrebbero colpito la tua famiglia? - poi la zia pazza, che chissà quando lo era diventata - calava sempre un silenzio non appena cercavo d'introdurre l'argomento e tagliavate corto con un "é stata colpa dei bombardamenti", anche se io sono ancora convinto che queste deflagrazioni avessero un nome e un cognome ben preciso - con un gran fiocco in testa ad abbellire un taglio davvero toppo corto ( e mi domando, pertanto, se fosse stata sempre un po' sopra le righe o quello fosse lo strascico di qualche pidocchio non previsto); la zia severa - che quando ero bambino mi riportava al silenzio con un solo sguardo - con un vestitino a fiorellini, le scarpe nuove e le mani nascoste dietro la schiena e infine ci sei tu, mamma, col tuo dolce sorriso e i tuoi lineamenti perfetti, come sempre in braccio al tuo papà, con cui nessun uomo, neppure mio padre, è mai riuscito a competere, tanto lo avevi idealizzato, e mi sembra di sentirlo ancora che canticchia a te, a te soltanto, la vostra canzone, quella che aveva inventato un giorno lontano, facendoti saltellare sulle ginocchia: "...il leprotto bel bambin,bel bambin,bel bambin...".

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Poiché sono l'albero più occidentale del giardino

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02 September 2026

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Tre notturni

02 September 2026

Sbuffa il battello, scricchiola e cigola che il fiume risale a fatica. Dietro l'ultima ansa, finalmente, il villaggio: i vecchi alle reti, festanti i fanciulli, le donne a condire pietanze. E festa sarà. Si udiranno racconti di faune feroci, flore carnivore, paludi e agguati di tribù dalle più [...]

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A 140 Bpm (1/2)

01 September 2026

Le luci stroboscopiche tagliavano il buio a ritmo di centoquaranta bpm, il pavimento appiccicava di gin tonic rovesciati e l’aria era un concentrato di condensa, profumi dolciastri e sudore. Era il primo venerdì di giugno. L’estate era un’esplosione imminente che si sentiva sulla pelle, un'elettricità [...]

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Io sono

01 September 2026

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01 September 2026

L’Isola della Gaiola, nascosta tra le acque cristalline di Posillipo a Napoli, è un piccolo gioiello naturale che rapisce lo sguardo e incanta il cuore di chiunque la osservi. Due isolotti rocciosi emergono dal mare con una forza quasi magica, abbracciati da fondali rigogliosi, popolati da una [...]

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31 August 2026

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Arrivederci

31 August 2026

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Là fuori

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29 August 2026

Anche oggi la stessa storia. Sempre in coda. Una fila interminabile che si snoda attraverso una rete di strade tutte uguali. Accelerazioni, rallentamenti, soste improvvise. Ogni giorno percorro lo stesso tragitto. Il mio lavoro è semplice. Prendo ciò che mi viene affidato, lo consegno dove serve [...]

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