Gioia

Le avevano dato questo nome i suoi genitori nella speranza che la sua vita fosse caratterizzata da questo sentimento.

Non che credessero ad auspici o destini segnati, ma come tutti i genitori, la speranza per una vita felice per la loro piccola superava ogni razionale incredulità.

Da bambina, Gioia mostrava un'indole introversa, a tratti scontrosa, ma con un cuore capace di grandi slanci d'affetto per chi riusciva a entrare in sintonia con lei. La scuola era la sua passione. La curiosità la spingeva a voler sapere tutto e, nonostante le difficoltà economiche, i suoi genitori decisero che avrebbe dovuto studiare.

Gioia trovava conforto nell'inverno. Il cielo grigio, il vento, e persino la pioggia le infondevano un senso di protezione. Al contrario, il sole e l'estate la facevano sentire vulnerabile, come un insetto sotto la lente di un entomologo.

Crescendo, continuò a eccellere negli studi. Gli insegnanti la stimavano, vedevano in lei una luce speciale, e uno di loro arrivò persino a profetizzare: "Questa ragazza farà grandi cose nella vita". L'università sembrava confermare quella previsione. I voti erano eccellenti e i professori apprezzavano la sua passione per le Lettere Antiche, una disciplina che risuonava profondamente con il suo animo.

Tutto sembrava giusto, bene organizzato poi arrivò ciò che non si aspettava, a cui non era preparata : rimase incinta.

Lui non era che un episodio della sua vita e come spesso accade non ci mise molto a farsi da parte.

Le rimase la decisione difficile da prendere e la prese senza tentennamenti , era suo figlio e lo avrebbe fatto nascere.

La sua morale era sempre stata chiara e non era mai stata una donna incline a perdersi in "nostalgie da ricchi". Affrontò la situazione con la determinazione che l'aveva sempre contraddistinta.

Con la nascita di Andrea tutto diventò più difficile nonostante l'aiuto che le fornivano i suoi genitori, allo studio dovette affiancare un lavoro presso un ristorante come lavapiatti.

Il lavoro non gli pesava più di tanto e il sorriso di suo figlio la ripagava dei suoi sacrifici.

Arrivò la laurea , certo non più con il massimo dei voti ma con un onorevole punteggio.

Arrivarono le prime offerte da aziende , perlopiù contratti a termine per lavori d'ufficio che non la entusiasmavano.

Si trovò a pensare che quel lavoro serale al ristorante, la consuetudine con i suoi colleghi e con il suo principale che la apprezzava le risultavano preziosi.

Pensò che le era più facile riflettere sui temi universali, come avevano fatto gli autori antichi, quali l'amore, la morte, il potere ed il destino mentre lavava i piatti piuttosto che farlo adempiendo ripetitivi e vuoti iter burocratici.

Gli ultimi anni di università l'avevano messa a contatto con un mondo che la metteva a disagio. Le opinioni erano spesso accettate non per la loro validità o per la capacità di argomentarle, ma perché pronunciate da chi ricopriva posizioni di potere. Gioia ammirava chi dimostrava conoscenza e intelligenza, ma non sopportava chi usava il proprio ruolo per imporre il proprio pensiero.

Certo a volte il suo linguaggio appropriato in ogni circostanza metteva in risalto il suo trascorso universitario ed a volte metteva in difficoltà chi sul luogo di lavoro si relazionava con lei, ma era ben voluta da tutti.

Inoltre rientrare tardi , quando Andrea dormiva già da tempo, le dava del tempo libero per le sue letture preferite.

 I miti greci, i classici latini, l'antichità in genere l'avevano sempre affascinata.

Una letteratura capace di affrontare i grandi temi dell'umanità, capace di decifrare la realtà , di raccontare di eroi, guerre , sangue  lontano dall'accademia e Gioia odiava l'accademia.

Sempre di più si convinse che quella era la sua vita , che non avrebbe mai barattato il sorriso di un suo collega di lavoro con il prestigio sociale che le avrebbe potuto dare un lavoro impiegatizio.

Questa era la sua scelta e come al solito la portò avanti senza rimpianti.

Non era la vita che i suoi genitori avevano immaginato per lei, ma era la sua, e per questo la amava profondamente.

 


 


 

Tutti i racconti

1
2
15

La foresta

17 July 2026

L’oasi era quasi vuota. Qualche auto nel parcheggio sterrato, una bicicletta appoggiata vicino alla staccionata e un cartello della LIPU mezzo scolorito dal sole e dalla pioggia. Di quelli che cercano di spiegarti quali uccelli potresti vedere, anche se poi, alla fine, non ne riconosci quasi mai [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Complimenti all'autore che usando uno stile sobrio trasforma [...]

  • Rubrus: Insomma, una selva oscura solo che, invece di ignorare come ci si è [...]

1
1
7

Murales 1/3

17 July 2026

La seduta del consiglio comunale prevista per le ore 16 del 25 settembre era in pieno svolgimento. Erano arrivati, dopo tre ore di dibattiti, a una situazione di stallo. Il sindaco e i suoi assessori erano fermi su una linea di condotta, mentre l’opposizione ribadiva la sua contrarietà alla proposta [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
3
22

Notte Che Divora

Poesia D'amore

16 July 2026

L’alba cela nel suo grembo scuro raggi di sole che filtrano rancori. Stanco è il mio sorriso senza sale, e assaporo colori che scrivono fuochi a cancellare ogni stella esaudita. La battigia, confessore fedele, raccoglie ancora le mie speranze senza veli che nascondono lacrime. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Walter Fest: Ciao Laura, ci sei per il premio o
    chinotto?🏆

  • Miu: C'è un verso, in questa poesia, che vale da solo tutto il resto: [...]

6
6
31

Sala preoperatoria

Un mondo tra parentesi

16 July 2026

Nell'ultimo anno per tre volte mi sono ritrovata come paziente in tre diverse sale preoperatorie. Ė un mondo a parte. Ė un regno dove si gioca con regole diverse. Il personale che ti accompagna fino al varco ti saluta sulla soglia. Non la oltrepassa con te: lì non sono ammessi. Il tuo corpo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Gì: Grazie per i vostri commenti; è un breve racconto autobiografico. Un [...]

  • zeroassoluto: Condivido tutto e un grazie a tutti gli operatori sanitari e alla loro empatia... [...]

5
10
36

Il genio di Platone e il paradosso della vita moderna

I pensieri che fanno riflettere e ragionare

15 July 2026

Il genio di Platone da sempre insegna la vita. E tra tante cose da lui dette e scritte, amo sempre ricordare questo illuminante pensiero: "Ciò che mi sorprende di più dell'umanità è che ci annoiamo della nostra infanzia per poi desiderare di essere di nuovo bambini, perdiamo la nostra salute per [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Gennarino: Walter Fest: grazie per aver letto e commentato. Non so se oarteciperò [...]

  • Gennarino: Maria Merlo: Carissima buona serata e buona scrittura.

4
3
33

Stev' aspettann' a me

La mia famiglia attraverso Maria

15 July 2026

For 'a porta da casa 'e mamma mia, sporca, scurdata e senza luce, 'a Madunnella steve aspettann' a me... «Sta appicciata 'a Madonna?» Sent' ancora 'a voce 'e mamma mia quann' ascenn' da casa ce spiava: «Sta appicciata 'a Madonna?» E da sta casa, che c'ha visto e' nascere e crescere, addò pe ogni [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
3
64

Il bar di Renato

14 July 2026

Il bar di Renato era un bar di periferia molto frequentato. Renato, un omone amante della birra, accoglieva musicisti e cantanti di strada. Innamorato della musica di qualunque genere, invitava ogni sera qualcuno a esibirsi; dopo aver offerto loro una buona birra d'addio, accompagnava alla porta [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Il Sax!
    Altro che Nicole: il protagonista è il SAX!
    Brava Mary❤

  • Dax: mi spiace per Renato ma Nicole, se lo amava, doveva tornare. Like

3
4
28

Al crocevia del se

14 July 2026

Mi fermo per un caffè al crocevia del se - se fossi se avessi rivolto il saluto la stessa vita inquieta sorridendo vagabondo - l' inconnu passe, viaggiatore della mia sera, felicità perfetta, una chimera forse l' avrei offerta al mare, a chi piu' non ritorna. Viandanti vanno in forma di memoria, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

5
5
51

STORIA DI TOPO MUS (2/2)

13 July 2026

I tunnel scorrevano come viscere illuminate da neon guasti. Sopra sentiva i passi metallici dei droni, le sirene, le voci sintetiche: “Soggetto localizzato. Recupero autorizzato.” Mus saltava tra tubi, cavi, pozzetti e vecchi mosaici sepolti. Ogni tanto vedeva frammenti de città antica incastonati [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
8
41

Un giorno nella vita...

13 July 2026

Il turbinio di emozioni che mi travolse, offuscò decisamente la mia capacità di giudizio. La naturale compostezza del mio carattere, talvolta scambiata per freddezza, fu messa duramente alla prova. Alla fine cedetti e mi ritrovai ad abbracciare, quasi senza ritegno, alcuni tifosi, provando ad intonare [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

7
5
26

STORIA DI TOPO MUS (1/2)

12 July 2026

Roma, quando cala la notte, le strade spesso se svuotano pe’ davvero, la città nun dorme: se trasforma. I sampietrini diventano costellazioni di pietre stellari, i lampioni sembrano soli artificiali, e i tombini… ah, li tombini diventano porte pe’ magici mondi che l’occhio umano manco sospetta. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
5
74

Senza Sal

12 July 2026

“Sal è morto”. “Chi?”. “Quel ragazzone che voleva fare l'americano. ”Ah, l'idiota". “Porta rispetto, giusto prima che partisse per le vacanze avevamo concordato che avrebbe dato una mano in officina al suo ritorno, ma così va la vita". “Vita di merda, beviamo qualcosa di fresco, mi sembra di [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su