In questi giorni ricordiamo un amico morto a febbraio 2022. Per noi era Petardo, il più vecchio, all'anagrafe Claudio T. Classe 1956. Non aveva mai lavorato Petardo, si occupava con ingegno di curare i beni, mobili e immobili che la defunta madre, ricchissima, gli aveva lasciato in eredità. Del padre non è dato sapere. In più il nostro amico godeva di una piccola pensione di invalidità. Soffriva, da qualche tempo di un disturbo molto frequente, il meteorismo, che nei casi più leggeri si manifesta con dolori e crampi all'addome, facilmente curabili con farmaci . Non così per lui. La sua era una vera e propria patologia che lo isolava dalla vita sociale. Non frequentava più la chiesa, lui che era devoto a Maria Santissima, i cinema, i  ristoranti, tutto. E questo perché la sua malattia raggiungeva l'apice con l’involontaria fuoriuscita di peti che, se erano molto fragorosi, frequentissimi e improvvisi, erano assolutamente del tutto inodori. Da qui il soprannome che lui stesso si era dato, un po' per castigo e un po' per cinismo. 
Era stato sposato per qualche mese con una donna bellissima che ogni weekend andava a ballare; fu in un una di queste occasioni che si innamorò di un ballerino cubano, che se non aveva un centesimo aveva però altre "notevoli doti" che a lei pare piacessero e anche molto. Petardo sconvolto aveva deciso di lasciarsi morire di inedia, con il nostro estenuante aiuto riusci' a risollevarsi e a tornare a vivere, chiuso nella sua casa tra il letto, il divano e il pc con il quale investiva, tra un sottofondo continuo di arie non proprio melodiche, i denari della madre. Alla sua morte ci fu un testamento dove pure noi quattro gatti, eravamo stati nominati. Alla ex moglie  innamorato anche in punto di morte, lasciò quasi tutto, a noi una triste lettera di ringraziamento e un assegno che triste non era. Ciao amico, ti salutano il Calvo, che sono io, Souvenir, (Giacomo), così chiamato perché sottrae in ogni dove piccoli oggetti come ricordo, Forchetta, (Alessandro), per il suo insaziabile appetito a qualunque ora del giorno e della notte, Il Bello (Lorenzo), e Barbera, (Federico), per la passione esagerata per il vino.

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