Uscito dalla stazione percorro la Main Street verso sud.

È tutto come ricordavo.

Giù in fondo risplende Mary che mi aspetta sugli scalini di casa.

L'ampio cappello incornicia boccoli dorati e labbra come ciliegie.

Quanto ho sognato la mia città natale... 

 

 

[NdA: raccolto l'interessante invito di Rubrus a comporre uno scritto che narri una storia diversa dalla sua, partendo dal medesimo dipinto “Summertime” del grande artista newyorkese Edward Hopper ma aggiungendo anche di mio una seconda ispirazione e cioè la canzone country “Green, Green Grass of Home” del 1965, presento questo microracconto che non nascondo mi ha emozionato mentre lo scrivevo… Spero susciti anche in voi lettori una qualche emozione; ognuno poi ci mette il suo vissuto ovviamente. Ringrazio ancora il Prof Rubrus per questa bella iniziativa che spero abbia continuità nel concetto e per avermi dato la possibilità di conoscere (prima solo vagamente sentito) lo straordinario artista EH. Invito quindi tutti ad ammirare il quadro citato oltre che ad ascoltare i tre minuti della toccante canzone per contestualizzare al meglio il racconto (entrambi facilmente ottenibili con una ricerca sul web). Grazie.

 

[pubblicato originariamente sull'account Twitter @LDryvalley in data 13/06/2024]

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