Nulla é eterno. Eppure tanti si arrovellano a cumulare beni in terra, non si accontentano del loro patrimonio ma agognano quello degli altri ed intraprendono lotte e guerre civili per cercare di prendere qualche soldo in più. Eppure li vedi recitare in chiesa durante le occasioni.Si incolonnano per comunicarsi. (Ma con chi non si è capito!) Forse non hanno compreso nulla di ciò che vuol dire "essere cristiano", saper condividere con gli altri ciò che si ha, non desiderare la roba d'altri, specialmente quando é stata donata con tutte le volontà dai genitori. Un genitore non rinnega mai i propri figli e cerca di essere imparziale e giusto con tutti; ma non capisce tanto accanimento per accaparrarsi una fetta più grossa di una torta che ha confezionato. Solo lui sa quanto ha donato e a chi ha donato e perché ha donato alla luce e nei momenti di bisogno dei figli singolarmente. Poi i figli famelici girano come condor in attesa di un evento che possa liberare loro le energie per fare guerra contro il proprio sangue. Non sono mai contenti. E ricattano, abbandonando la madre sofferente sol perché voleva usufruire di una sua proprietà che, a poco a poco,era stata illecitamente occupata da qualcuno per i propri interessi. E nel letto di morte la figlia a distanza non saluta la madre, risentita perché prima di abbandonare la vita terrena voleva espletare il suo diritto alla propria proprietá.

Ed il rispetto per le decisioni genitoriali dove é andato a finire? Come si onora un padre ed una madre? Cosa vuol dire altruismo, fratellanza?

Nessuno guarda più negli occhi il padre se non fa quello che i figli desiderano: cumulare il dio denaro. Nessuno si riconosce fratello e nel silenzio medita vendetta e costruisce impalcature egoistiche per poter dimostrare che é più furbo dei suoi fratelli.

E tristemente si abbatte la sciagura in chi sorride ipocritamente ma cerca di fregare il fratello, facendo i conti ai genitori, avendo sempre fatto i conti ai beni patrimoniali dei genitori e pretendendo con la prepotenza la parte di ciò che ha rifiutato amaramente.

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