La televisione, la peste del ventesimo secolo, ormai condiziona la nostra vita in ogni momento della giornata, possiamo dire senza smentita che è lei a gestire la vita di ognuno di noi. Non c’è un attimo in cui la televisione non sia presente con i suoi imbonitori, i lustrini e i fiumi di parole che attirano come falene alla luce. Ore e ore di chiacchiere inutili, deleterie, le senti, ma non capisci nemmeno cosa dicono.

Fra l’altro una cosa che ci si chiede è perché la pubblicità debba andare in onda a orari prefissati e quasi in contemporanea con altre emittenti. S’interrompe qualsiasi programma o discussione in corso perché in quel momento si deve mandare la réclame di pannolini, detersivi e macchine super che quasi nessuno di chi sta ascoltando potrà mai comprare, chi può farlo di certo non sta lì a guardare la pubblicità. Una volta la pubblicità andava in onda nell’intervallo fra un programma e un altro perché era considerata come un riempitivo, oggi invece si sono invertiti i ruoli, il riempitivo è il programma e va in onda fra uno spot e un altro. Sono di moda alcune tipologie di trasmissioni, i talk show, dove un gruppo eterogeneo di persone dibatte su argomenti di attualità. A dirla così sembrerebbe una cosa buona, forse anche interessante, il problema è che alla fine tutto si riduce a un gran chiacchiericcio dove, per fare spettacolo, perché di quello si tratta, si deve urlare, accapigliarsi, per dare l’impressione di partecipazione sentita, secondo gli esperti è quello che piace al pubblico. I dubbi su quest'affermazione non sono pochi. Sanno bene ma evitano di dirlo che la gente, ormai, è talmente assuefatta a restare in casa la sera che qualsiasi cosa ci sia in programmazione, rimane comunque lì a sorbirsi quello che passa il convento. Ovvio che più i programmi sono stupidi e insulsi più saranno seguiti, non perché piacciono davvero, ma solo per pigrizia mentale. Dopo una giornata di lavoro, di stress, di lotte, con la necessità di portare a casa un minimo di reddito, chi vuoi che si preoccupi di cosa danno in televisione. Uno vale l’altro! In molti programmi si corre, si cerca di dare un ritmo per creare, ad arte, una falsa tensione e soprattutto si urla, si urla a più non posso. È incomprensibile questa moda di presentare urlando. Si apre il sipario e la tizia o il tizio di turno, arriva urlando come se andasse a fuoco la casa, solo per dire “buonasera”.

 

 

 

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