Vai via,

adesso che il giorno

è finito per davvero,

non rimanere lì, 

di nuovo incredula,

nel posto in cui sognavi

di essere 

un riparo divenuto pericolo,

un castello trasformato 

in vecchio rudere.

 

Vai via,

adesso che il viso  pesto

si volge verso le stelle,

non indugiare lì, 

rannicchiata in un ricordo,

a implorare un miracolo 

di resa o resistenza,

a rivendicare un pezzetto

di felicità che ti sembra 

ancora giusta.

 

Vai via,

adesso che hai finito le lacrime,

e la fitta tra le costole 

brucia meno dei graffi

che hai nel cuore,

non fermarti lì, 

impacciata nel tuo disordine,

a raccogliere scuse 

prive di parole, a sostenere il peso

di occhi incalzanti  che ti chiedono

di scegliere.

 

Vai via,

se non vuoi farlo per te, fallo per me.

Per disperdere le ombre

pronte a seguirmi anche in un dopo 

di cui ho già paura.

 

Madre, andiamo via…

 

Non farmi alleata del tuo dolore,

non lasciarmi ammutolita davanti

ai predatori che fiuteranno

i miei vuoti.

 

Mostrami una via d'uscita 

a un labirinto di attese inutili,

di promesse imbrattate

di sangue.

 

 

 

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