Era una notte buia e tempestosa quando il telefono iniziò a squillare furiosamente. Andrea si tirò fuori dalle coperte con lo sguardo allucinato: cosa cavolo ...! A fatica riuscì a rispondere.

Dall'altra parte un «Sono Laura, forse è un po' tardi, scusami, dormivi?». Dalle finestre il vento sibilava e la pioggia batteva.

«Ma no, figurati». … e certo, ero qui che facevo il mio solito punto a croce delle due di notte ... però Laura, per lei altro che punto a croce farei …

«Lo so che è tardi ma ... ho pensato a te e ti ho chiamato. Ho fatto male?»

E lui, aggiustandosi inconsapevolmente i capelli «Ma che dici? Hai fatto benissimo» … ha pensato a me, alle due di notte, anche io di notte ho pensato a lei, e mica una volta sola, alle sue gambe bianche, a come le incrocia di continuo e, senza accorgersene, apre e chiude le porte di un mondo in cui potrei perdermi ...

«È che, ho pensato che tu … ma davvero non ti disturbo?»

«Guarda, sono rientrato adesso» ... figurati, mi sono fatto una lunga di divano, tele e birra e da almeno due ore dormivo alla grande, ma per Laura chissene, sono sveglio che più non si può ...

«Quindi potresti uscire? Fuori c’è un tempaccio».

«Uscire? Venire da te?» … cazzo, tempaccio o no mi catapulto giù dal letto e schizzo verso il bagno … Laura, ma allora anche tu, nel tuo letto, da sola, hai inseguito un desiderio, le mani sulla pelle, il ritmo che si fa più intenso, il piacere che arriva ma non basta, spossatezza e frustrazione, e ora mi hai cercato, e io per te ci sono, sempre ...

«Grazie! Ma no, non da me, sono proprio vicino casa tua».

… O dolce creatura, penso alle notti che avrei voluto venire da te ma non ne ho avuto il coraggio, e tu, apparentemente così altera, sei qui, sotto casa, bagnata di pioggia, a offrirti senza orgoglio … «Scendo subito, arrivo, dove sei?»

«A due isolati, sono con Elena e Carla, eravamo a bere qualcosa. Cavolo, abbiamo lasciato le luci accese e ora la macchina non parte più! Mi sono ricordata che abiti in zona, meno male, lo sapevo che potevo contare su di te, sei un amico.»

Il vento sibilava, la pioggia batteva.

 

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