Amici lettori ora andrete a leggere un testo breve che se lo avesse scritto un inteligenza artificiale sarebbe stato perfetto nell'atmosfera, affascinante, pieno di charme e appunto perfetto nella forma e nel contenuto e invece lo' scritto io e quindi volutamente lo' voluto inperfetto e sbonballato perché a me piace l'umanità anche nei suoi limiti e difetti ma ora non divaghiamo, solo un attimo che vado a bere un bicchiere d'aqua e ritorno da voi……eccomi amici cari, amici belli, insomma il punto che vi appunto è il bello scrivere e l'inteligenza artificiale riguardo cio sarà per tutti noi di grande utilità, gli chiederemo un testo cualsiasi e lei lo scriverà per noi, farà pure un sacco di altre cose e certamente non possiamo fare a meno di apprezzare il progresso tecnologico quindi che altro dire? Lasciamolo fare, io da parte mia comuncue cercherò sempre la bella scrittura, ho dei limiti naturalmente ma in fondo erare è umano sono millenni che noi, frà pregi e difetti agiamo così e non vorrei cambiare, diventerò fuori luogo? Obsoleto e considerato inadeguato? Anche ignorante? Io non vorrei cambiare ma so' già che devo adeguarmi al sistema che realizzerà testi grammaticalmente e formalmente perfetti, l'inteligenza artificiale come amica, mamma mia che bellezza. Signori miei ora mi rendo conto che in cuesta discuisizzione vi potrei annoiare cosa che assolutamente non voglio fare perciò vado a raccontarvi una storia , la storia di Eusebio il ciclista  che un giorno in bicicletta decise di fare il giro d' Italia ma mica la gara, macché intendo dire che un giorno  guardò la sua bicicletta da corsa rossa con il manubrio all'ingiù, gonfiò le gomme, la spolverò e poi in sella saltò partendo all'avventura infatti per mangiare e dormire si sarebbe arrangiato. Bene partì da Torino e poi prese la strada che portava di là, per di là intendo direzzione Milano e poi la strada lunga che costeggiava il Po, porompòppo guardando sapete un po'  tutte le ville del Palladio porompoppo', un vero spettacolo e intanto pedalava e arrivò a Venezia, quì si fermò a mangiare una frittura, bevve un fiasco di Vernaccia ma i soldi non aveva e così si sdebitò raccontando barzzellette, tutti risero e gli lasciarono perfino la mancia, dopodichè da Venezia scese a sud prendendo la litoranea che senbrava essere in discesa in realtà vedendo il mare sulla sua sinistra gli senbrava di non faticar tantè che lungo il percorso salutava tutti con la man e la gente gli lanciava salami, pane e cioccolatini, da quelle parti qualcuno nella boraccia gli mise pure del Lambrusco e così arrivò a Bologna dove per prima cosa si fermò in trattoria a mangiare i tortellini, con le mance veneziane ci scappò pure un paninazzo con la mortadella, poi tutta una tappa da Bologna andò a Pescara, poi a S.Benedetto bucò ma riparò la gomma con il chewing gum è un classico lò sì sà ma valà I.A. non lò sà e così ripartì direzzione Bari ma poi doveva tagliare per la Basilicata e così coast to coast si bevve una bibita e mise le ali per tagliare il percorso, oh! Mo' scrivo in prima persona perché mi sento protagonista di una epica inpresa però quì i minuti passano e se non mi bastano come fò? Insomma con un bel salto sono arrivato in Calabria e non posso fare a meno di passare lo stretto, faccio presto perchè tolgo le ruote, metto lo scafo e il motore fuoribordo, un lanpo e stò a Palermo, giro al volo per Trapani e Caltanissetta, a Catania e monto sull'Etna che quel giorno la lava buttava e se non mi tolgo di mezzo al volo mi brucia le chiappe oibò mè nè vò e ritorno a Catanzaro prendo di filato un chilo di licuirizzia, otto peperoncini che metto sotto la sella e la bici vola come Coppi e Binda la prossima tappa è sulla costa amalfitana e mi ubriaco di limoncello e infatti dormo sulla bicicletta russando come un ghiro ma tanto anche di questo I.A. che nè sà? Lei non mangia, non beve, non dorme e non va in ferie, perciò arrivo a Napoli che vedo ma non vorrei morire infatti mi prendo un caffè insieme a un tizzio che fà il posteggiatore, per un oretta gli dò una mano, facciamo finta che siamo un cieco, un muto e un sordo e facciamo un sacco di grana, lui mi dà là mia parte e prima di andare prendo la tromba e suono come Dalla Lucio mentre lui suona la chitarra come Jimi Hendrix tantè che mò il sindaco non mi vuole far andare perchè i turisti si sono ammassati e applaudono come fossi il maschio angioino ma lo convinco che mi aspetta il Papa e allora si fà il segno della croce e mi mette in mano di S.Gennaro un santino, prendo tutto e parto a razzo Roma mi aspetta a fontana di Trevi i turisti non lanciano le monetine nell'aqua e invece le danno a me, divento ricco ma  il tempo passa tutto dritto mi butto per la Pontinia becco una buca e salto tre quartieri così vedo il Papa in finestra che mi benedice e dice che sono matto io in cambio ammollo una mozzarella di bufala alla prima guardia svizzera che mi parla ma non capisco un casso, rido e mi dirigo a Civitavecchia mi inbarco per la Sardegna, certo che questo giro d'Italia è da pazzi, ma chi mè lò ha fatto fare, tutta colpa di Pata e Pump vabbè ma non tergiversiamo a Cagliari vado al mare tutto vestito tanto sono matto che cè di male? Mi presento mi chiamo Eusebio anbasciatore della pace e girando in bicicletta apprezzo la terra Sarda che è troppo bella e così metto la vela e un elica alla bicicletta e pedalando sbarco a Livorno, taglio per Pisa salgo sulla torre vedo l'orizzonte e bacio l'Italia che sé desta, mi sono rimasti pochi baiocchi in tasca e mi prendo un doppio gelato con panna, quanto manca all'arrivo? E che ne so ma non chiedetelo a I.A. che tanto non lo sa e così prendo l'Aurelia e vado in su, le ruote della bicicletta sono diventate ovali le prendo a martellate, rimonto in sella e in battilocchio sono a Genova e quindi succede un fatto, compro un gratto e vinco un miliardo invece che a ritornare a Torino giro a sinistra per Montecarlo, lo so I.A. non se lo aspettava ma che c'è posso fa? Io ciò la fantasia che ma dato madre natura, sta cosa che ho scritto sarà pure na cazzata ma è un vero essere umano che se l'è inventata, in conclusione se penzate che sono un po cojone lo accetto pure ma tanto I.A. quello che faccio io non lo po' fa'……to' mi so pure rimasti ottocento caratteri e così voglio salutar, Savina, Bibbi, Pata e Pump, Scilipo', lo scrittor, Rubrus, pure Lobo' che da poco arrivvo', Oddio come se chiama quell'altro?Ah! Si, zio Rubbone, un salutone pure a Laura che je vojo bene ma penzo che è de' coccio, pure Betty c'è sarebbe e Adribel nun mancherebbe,  adesso scusatemi se manca qualcuno nei saluti in appendice, alt! Un momento, la mia dedica speciale è per chi leggendo insieme a me sé messo a ride, basta mo' a scrive non ce la faccio più, prendo fiato e un altra volta ritornerò, non sono una inteligenza artificiale sono solo una persona normale.

 

 

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