L’imperatore aveva incaricato il suo fedele suddito, lo shogun della contea di Kioto di andare nelle terre del nord da dove arrivavano rapporti di strani fenomeni che stavano mettendo la popolazione sotto un clima di terrore. Si parlava di nebbie, di rumori metallici stridenti che facevano accapponare la pelle. Questi strani eventi erano stati visti e uditi da molti testimoni. Se prima il regnante si era limitato a sorridere sulle paure del popolo, adesso dopo innumerevoli rapporti dei suoi feudatari aveva deciso che lo shogun della provincia di Kioto era la persona adatta per risolvere questi misteri. L’incaricato, dopo una settimana di viaggio, seguito dai suoi samurai pronti a morire per lui arrivò ai confini di quelle terre. La prima cosa che vide fu la nebbia. Un muro compatto che nascondeva tutto quello che c’era dietro quel bianco lenzuolo che si estendeva a perdita d’occhio. Si accamparono ai margini dove iniziava quel muro lattiginoso e, quando dalla loro parte sorse il sole, la nebbia diventò ancora più visibile. Una coltre grigio chiaro e, al di sopra del muro si intravedeva la gigantesca struttura del ponte che conduceva al palazzo dello shogun delle terre alte. I soldati rimasero interdetti, come si poteva combattere un nemico ammesso che ci fosse, se non si vedeva nulla. Uno di loro, impavido si offrì volontario per attraversare quel muro, il posto lo conoscevano, sapevano che poco dopo c’era un ponte da attraversare, se si poteva arrivare al ponte il resto del cammino diventava facile, anche con la nebbia percorrere un ponte non offriva particolari pericoli. Il coraggioso samurai entrò nel bianco lattiginoso, passarono pochi istanti e, subito dopo, si udì un lungo grido straziante che si perse lentamente nell’aria, come di uno che stava precipitando nel vuoto. A quel punto il comandante, pose fine ai dubbi. Decise di attraversare, tutti uniti, la barriera e a spade sguainate entrò lentamente nel muro di nebbia maleodorante percorsero alla cieca passo dopo passo guidati dal rumore di ferri sbattuti, sembravano catene di dannati. Per loro fortuna arrivò un soffio di aria gelida proveniente dal basso, fu lì che il capo capì che doveva fermarsi. Erano tutti fermi, indecisi, allora il capo ordinò di accendere un fuoco. Camminando, aveva sentito sotto i piedi, parecchi scricchiolii e avevano urtato più volte qualcosa che somigliavano a dei rami spezzati.

« Accendete un fuoco con quanta più legna potete, ma non fate un passo in avanti, tornate indietro a raccogliere legna.»

Dopo un tempo che sembrò infinito, scandito da rumori stridenti e aria gelida che odorava di acqua marcia e di morte, il fuoco riuscì a rischiarare e a rendere visibile tutto intorno al falò. L’amara costatazione fu che era semplicemente crollato il ponte ed era rimasta in piedi solo la struttura d’ingresso. Nel sottostante fiume c’erano i resti di quello che era stato un ponte, nel burrone l’aria era rarefatta, la polvere alzata dal crollo e l’umidità che stagnava giù nel burrone si era condensata in quella che sembrava nebbia. La leggera brezza procurata dal movimento dell’acqua del fiume faceva stridere i ferri contorti. Sembrava avessero risolto il mistero della nebbia persistente e dei rumori strani stavano per tornare indietro, per l’impossibilità di proseguire, quando dalla nebbia davanti ai loro sguardi giunse un grido scomposto, irreale, più che un grido sembrava una risata sguaiata. Nonostante il loro coraggio in battaglia i samurai fremettero al brivido che li percorse. Era stata una cosa improvvisa e agghiacciante. Chi c’era oltre il vuoto, il ponte che era abbastanza lungo, era caduto e il burrone era molto profondo, come poteva starci qualcuno dall’altra parte. Non c’era modo di andare a vedere, non era nemmeno il caso di allontanarsi senza aver risolto quest’altro rebus. Lo shogun taceva, stava pensando come risolvere questo problema, era pensieroso e i suoi uomini si erano stretti intorno a lui aspettando ordini.

«Uomini restate calmi, niente e nessuno che possa venire dall’altra parte, può impensierirci. Per prima cosa alimentate ancora di più il fuoco, deve essere una fiamma molto alta e calda, nessun animale si potrà avvicinare. Poi lentamente due di voi cominceranno a gettare verso il vuoto alcuni tizzoni ardenti e altri metteranno altra legna al fuoco, abbiamo bisogno di molte torce da lanciare in avanti può darsi che con il calore la nebbia diminuisca e ci dia la possibilità di vedere cosa c’è davanti a noi.»

Avute le direttive si precipitarono a mettere in pratica gli ordini. Di lì a poco nel cielo si videro fiamme volare verso il vuoto; sembrava una notte di stelle cadenti. Le fiamme  di quelle torce non produssero risultati significativi. Durante il volo delle torce, per quel breve tratto che illuminavano la scena, si vedeva solo il vuoto del baratro.  Alla fine, si stavano stancando di questi lanci e lo sconforto si stava impadronendo di loro, quando in uno degli ultimi lanci videro chiaramente alcuni uccelli volteggiare nel vuoto. Le loro grida erano uguali al primo urlo sentito e che li aveva spaventati. Erano avvoltoi che giravano intorno ai cadaveri che giacevano sul letto del fiume. Risolto anche quest’ultimo mistero, l’avventura era davvero finita. Riordinarono le loro armature e si rimisero in viaggio per tornare a casa. È la paura dell’ignoto che scatena nell’uomo scenari di paura e terrore. L’essere umano privato delle sue certezze si sente perso e, anche delle cose ovvie e innocue si trasformano in incubi, paure, terrore. Questo ancora una volta dimostra quanto piccola sia la sua presenza sulla terra e quanto poco valga la sua spudorata sicumera. 

 

Tutti i racconti

3
3
122

Dare un colore all’ombra 2/2

01 February 2026

Mentre cercava di capire come entrare senza farsi notare, una porta interna si aprì all’improvviso. Livia si fermò, trattenendo il respiro. Le figure nel magazzino si voltarono, ma non le prestarono attenzione, come se la presenza di estranei fosse normale. Fu allora che notò qualcosa che le [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: Piaciuto. Un racconto armonico, con suspence e coerenza interna, un senso esplicito, [...]

  • Rubrus: PS: benvenuto.

3
1
118

La battaglia del generale Luud 1/2

01 February 2026

C’era una volta un cavallo anziano, dal mantello grigio segnato dalla polvere e dalle cicatrici. Spesso si fermava sotto il grande fico, un albero dalle radici contorte e dal tronco ruvido, impregnato dell’odore di terra umida. Restava immobile, il capo appena chino, a osservare il mondo in silenzio. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
1
117

Dare un colore all’ombra 1/2

31 January 2026

Livia, supina sull’impalcatura, stava passando un leggero strato di smalto sull’affresco. Con un minuscolo pennello, cercava di ridare luce a quel volto annerito dal tempo. Ogni gesto richiedeva precisione assoluta, il solvente steso aveva tempi specifici e doveva essere applicato senza interruzione [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

10
11
225

Ipocondria

31 January 2026

Marta aveva un rituale. Ogni mattina, prima di alzarsi dal letto, apriva l’app del meteo e poi quella del monitoraggio dei sintomi della salute. Non era, questa, una vera app medica, era più un forum chiamato “Corpo e Disgrazie”, dove utenti anonimi si scambiavano diagnosi improbabili e consigli [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Red roses: bravissimo Dario garbato e pieno di speranza

  • Miriam: me gusta mucho

7
14
262

Pedalata assistita

30 January 2026

Ero già avanti con gli anni quando decisi di passare dalla scrivania alla bicicletta. Cresciuto in un’epoca in cui il “maschio” godeva di esagerati privilegi, a fronte di dover sempre essere degno di appartenere al sesso considerato forte, nonostante la mia interiore certezza circa la parità dei [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Virginia Lupo: buongiorno. Un altro bel lavoro. Prima quello del signor Dario adesso il suo. [...]

  • Luigia: Grazie.

4
8
310

Il predatore

30 January 2026

Il canto stonato di un uccello notturno lo stava facendo impazzire. Quel maledetto gracchiava a singhiozzo come un antifurto e non sembrava intenzionato a smettere. Avrebbe continuato per tutta la notte, non gli avrebbe fatto chiudere occhio, anche perché in quel momento era incapace di ignorarlo. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

1
2
71

L'uomo con la cravatta (2/2)

29 January 2026

“Forse è ora di liberarsi da tutta questa burocrazia” aveva detto un collega mentre lui cercava di raccogliere il tessuto della cravatta adagiato sul tavolo. Poi era avanzato l’omino che, lui sì, indossava la cravatta, e lo faceva con eleganza, garbo. Peraltro era un capo di sicuro pregio, lo si [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
6
115

È arrivata la Befana!

29 January 2026

“Tutto pronto.” Ilaria controllò con dovizia ogni cosa, non poteva permettersi un solo errore. Per giorni si era preparata a quell’evento e sbagliare non era contemplato. Non lavorava da mesi e l'esistenza le aveva già scaraventato addosso tutti i demoni che abitano l'inferno. La perdita dell’impiego [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
61

L'uomo con la cravatta (1/2)

28 January 2026

Con una strana lentezza, l’enorme ombra cilindrica si allungò sopra la sua testa. Era di tale estensione che non se ne vedevano i confini, ammesso beninteso che ne avesse. L’oblunga oscurità pareva a tratti puntellare il cielo plumbeo, che in effetti figurava fragile e destinato a rovinare sugli [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

5
7
212

Il bambino del tappeto

28 January 2026

C’era una volta un bambino che viveva sotto i tappeti della casa. Anzi, era nato proprio lì, sotto i tappeti. Un giorno la cameriera, spazzando, sollevò un tappeto. Lo faceva ogni giorno, come tutte le cameriere del mondo: ammassare sotto il tappeto lo sporco con la scopa. Ma quel giorno, quando [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • AliDiNotte: Grazie a tutti ma in particolare ad Adribel :)

  • Lo Scrittore: bella storia surreale e fantastica, mi ricorda un film di animazione molto [...]

5
6
72

Cosa successe quella notte

27 January 2026

La notte scelta fu quella dell’11 aprile 1904. Enrico Fumagalli e Sandro Mariani sarebbero entrati nel palazzo del barone Cesare Rodolfo II Alborghetti con l’intento di derubarlo mentre Pietro Locatelli, loro complice, li avrebbe attesi con un’automobile a motore — cosa ancora rara — in una viuzza [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

6
5
127

Il barattolo 2/2

26 January 2026

Luca tornò a casa, lasciò la bicicletta sul vialetto e, con il barattolo ben stretto in mano, salì i gradini della scala a due a due. Aprì la porta e sentì che il televisore nel salotto era ancora acceso. Forse sua madre si era addormentata. Non dovette attendere molto per saperlo. «Dove sei stato? [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Miu: Mi ha colpito il tono quasi normale con cui viene raccontata una storia così [...]

  • Lawrence Dryvalley: Benvenuto Paolo su LdM! Racconto interessante per l'ambientazione e il [...]

Torna su