C'era una volta un uomo che fumava la pipa e quando venne il giorno di andare in vacanza mise nella borsa pipa e tabacco destinazione montagna località Mungacucca, volete sapere come si chiamavano gli abitanti del luogo? Ma è chiaro, si chiamavano Mungacucchi, ora sistemato il resto del bagaglio, praticamente un paio di sandali ciociari, una tshirt firmata Pelè, un paio di jeans rossi e un kway giallo, Zago (è il nome dell'uomo che fumava la pipa) mise in moto la sua Simca 1000 color giallo melone Americano e partì per la sua tanto sospirata vacanza. In sua compagnia il cognato Isidoro e il pesce rosso Armando.

Il tempo era buono, quel giorno c'era la finale del mondiale e perciò traffico zero, la Simca volava con sotto il cofano posteriore un motore taroccato da 1000 a 2000 cc, marmitta tromba, freni Brumba, benzina avion travel, per fortuna il pesce rosso rideva e non parlava, vuoi mettere  il tratto autostradale a tutto gas? E che caz! Zago e Isidoro con questa bomba lungo il percorso avevano pure conosciuto due bonzai con indosso un tunicone color arancione, gli demmo un passaggio perché erano diretti a Cuccamuzzo il paesino attaccato a Mungacucca per una convention popolare, in auto ci fecero cantare tutti i cantici melodici e non se la smettevano più così alla prima stazione di servizio per tappargli la bocca offrimmo una ricca colazione ai due santoni che alla cassa pagarono con due santini, lasciarono i due bonzai alla svelta e Zago e Isidoro arrivarono a Mungacucca giusto in tempo per la cena, parcheggiarono e poi dritti al bistrot “quà se magna nun sè scherza” condotto dal celebre chef Alfio, Romano dè Roma ma trapiantato in montagna per amore di una bionda 8oenne conosciuta a uomini e donne.

-Allora regà che vè porto?

-Alfio per me tonnarelli a cacio e pepe, una sgaloppina fusa e insalatina ruspante.

-Io come lui ma a me come contorno fagioli alla carrettiera.

-Da bere vè porto er solito vino della casa?

-Sì e dopo non scordarti l'amaro di tuo zio.

E dopo cena di filato a letto, Zago si addormentava meglio dopo aver fumato per una ventina di minuti la sua pipa rilassandosi senza pensare ad un casso, invece Isidoro guardava un po' di tv e poi buonanotte ai suonatori, peccato che quella sera chi sa come si ruppe la pipa e Zago rimase in panne ma non se la prese troppo, andò a dormire, tanto domani sarebbe stato un altro giorno.

I due cognati in vacanza per la colazione preferivano farla al bar dei belli, chiamato così perché gli avventori erano tutti brutti.

-Io prendo un caffè doppio e una bomba al cioccolato e tu?

-A me caffè dentro un boccale di birra e mezza crostata di mirtilli.

-Isidoro, sai ieri che mi è successo?

-Un brutto sogno?

-Peggio, mi si è rotta la pipa.

-Ah! e allora? Non si fuma più?

-Macché sai che faccio?

-Eh! Che fai?

-Me la faccio!

-Cosa?

-La pipa, me la costruisco da solo, vedrai che ti combino.

Al tavolino di fianco c'era un brutto che probabilmente da giovane aveva fatto parte del complesso dei Brutos e oltre che brutto era un gran antipatico e rompicoglioni.

-Ma cosa dici! Ti fai una pipa da solo? Con quelle manone puoi solo fare il manovale.

Zago lo conosceva ma non si scompose, finì la colazione, pagarono il conto con dei dollari falsi e insieme al cognato uscì ma prima gli disse.

-Fra tre giorni vengo a fumarti in faccia somarun! 

E uscirono sereni come due bugiardi incalliti.

-Ma tu sai come si fa una pipa?

-No ma ci provo.

I due presero  a noleggio un tandem e andarono  a fare una passeggiata in bicicletta, le biciclette avevano in dotazione le cuffie per ascoltare la musica e le borracce con dentro birra e gazzosa gelata, in cuffia c'era la Bossa nova di Joao Gilberto strana da sentirsi in montagna ma per i due non faceva differenza e così pedalando in perfetto sincro i due andarono allegramente a spasso e dopo qualche kilometro…

-Ma guarda che bel tocco!

-Ma tu hai sempre un chiodo fisso!

-Ma no, guarda là.

Fra le foglie con gli occhi da lince Zago aveva visto un bel tocco di legno e dato si ché finché c'è manualità c'è speranza con un salto prese il legno, lo guardò, lo annusò, lo accarezzò e  con nelle orecchie il sottofondo della girl from Ipanema comincio a ballare armoniosamente e poi..

-Dai rimontiamo in sella che devo mettermi al lavoro.

-Pedalando a ritmo di samba i due tornarono alla base.

-Isidoro, per favore vai dal ferramenta e prendimi due punte da trapanino.

-E il trapanino?

-Quello a mano ce lo facciamo prestare da Toro seduto

Chi era Toro seduto? il ferramenta capellone dagli occhi strabici e così Zago, tagliando, scartavetrando, levigando, assaporando con le mani a tatto la materia ed entrandoci nel profondo del suo animo ligneo, Zago stava creando una bellissima pipa manco fosse il suo Pinocchio, mancava solo un dettaglio, il bocchino come farlo? Con un colpo di genio pensò al bambù, mandò Isidoro a tagliarne una canna, la lavorò a dovere e poi utilizzando il bocchino superstite della vecchia pipa, ripristinò la sua funzionalità, per il tabacco non era un problema ma Zago pensò di darsi la ciliegina sulla torta, al tabacco aggiunse un po' di maria giovanna rimasuglio di un happening di sfigati che lo avevano lasciato su una panchina tempo fa e che Zago voleva farne del surplus per la sua pianta di peperoncino Avana rosa.

-Dai Isidoro miscela la poltiglia che andiamo a collaudarla domani al bar dei belli.

Il giorno seguente i due cognati entrarono al bar ordinando solo un caffè, presero posto al solito posto e accesero la pipa che magicamente fece il suo lavoro e nel breve l'aroma si sparse per tutto il bar, il brutto di ieri che non ve lo avevo detto si chiamava Rino rosicò di brutto ma poi beccata in faccia una mega zaffata di fumo cominciò a ridere, a ridere a ridere così di gusto da sembrare simpatico, Zago e Isidoro si scambiavano la pipa ed ad ogni passaggio rivolgevano a Rino un ampio gesto dell'ombrello ma ormai l'ordine si era ristabilito, Rino si era redento, gli altri avevano applaudito alla geniale manualità del Zago, il barista Pippo offerse bumba per tutti e…

-Pronto Zago!

-Chi sei?

-Siamo i due bonzai che ci avete dato un passaggio vi ricordate? 

-Si e allora?

-Qui in paese ci servono due cantanti di litanie che fate venite?

Mortacci vostra siete proprio sfortunati! (citazione di Peppe capo ultrà in curva quando il proprio portiere para un rigore) oggi non possiamo ma voi aspettateci che arriviamo domani ma se veniamo dopo che magnamo?

-Ma noi digiuniamo

-Ah! Bene preparate un tavolo per due.

Chiaramente Zago e Isidoro rimasero a Mungacucca a fumare la pipa e dimenticarono guai e bonzai. 

Zago è un vero artista realmente esistente e di pipe fatte a mano ne ha fatte oltre 300, la morale della favola è che la fantasia, la manualità, la genialità non va mai dimenticata i tempi sono moderni e il rischio che la creatività si spenga è alto, l'intelligenza artificiale è alle porte, ma finché c'è la manualità c'è speranza e Zago ne è una vera testimonianza.

Dedicato a G.M. Zago un grande artista

 

 

 

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