«Qui si mette male».

Wells rilesse il foglio che teneva in mano. Fortuna che si portava dietro il bloc notes e che nella biro c’era abbastanza inchiostro.

Da diciotto mesi la stessa storia. Ogni giorno, alla sette di sera, a Coldhurst, Galles, quattrocento abitanti, internet si spegne. Niente web, niente smartphone, tablet, wi fi… Ogni sera. Da diciotto mesi. Si accorse della ripetizione e decise di lasciarla. Oggigiorno la gente era distratta. Si è tirato in ballo di tutto: guasti nella rete, hacker, basi militari segrete, tempeste magnetiche, fughe di gas naturale, emissioni radioattive, affioramenti minerari dalle proprietà misteriose. E, naturalmente, spettri, demoni e alieni. Niente da fare. Ogni sera, alle sette, Coldhurst andava off line e vi rimaneva per due, tre ore. A volte fino a notte. Poi, dopo diciotto mesi... ancora? Si chiese Wells… ma sì, ancora... il colpevole. Una Tv Bush da 16 pollici comprata nel 1974 dal signor Jack Logan E che ogni sera il signor Logan, in compagnia di un piatto di minestra e una coperta sulle ginocchia, accendeva. Finché non si è trovato sotto le finestre di casa un gruppo di tecnici con uno strano aggeggio. L’aggeggio era uno spettroscopio e, secondo lo spettroscopio, la Tv Bush del 1974, non essendo schermata, emette uno S.H.I,N.E. Un Single High Level Impulse Noise che spegne il web nel raggio di un paio di miglia abbondanti. A questo punto i tecnici hanno chiesto al Signor Jack Logan di spegnere di televisore e di non riaccenderlo. Mai più

«E lui li ha mandati a quel paese» disse ad alta voce Wells alzando lo sguardo verso Logan.

Il vecchio se ne stava davanti al cancello di casa accanto a un cespuglio di rose morte.

E con una doppietta sotto il braccio.

Qualcuno alle spalle di Wells cacciò un urlo e un insulto. Tutti e due insieme. Ci voleva una certa pratica.

Logan caricò l’arma e alzò il cane.

Anche lui aveva una certa pratica.

«Per la miseria, Logan! Te ne possiamo comprare una mezza dozzina di dannati televisori. Nuovi» latrò Shoestring, Capo della Polizia della Contea. «E tu, Miller, datti una calmata. Anzi, facciamo una bella cosa. Datevi una calmata tutti quanti e tornatevene a casa!». La folla, più di trecento persone, e sarebbero state una folla anche in un posto molto più grande di Coldhurst, rispose con un brontolio minaccioso.

«Ci mancava solo l’assembramento, ci mancava» mugugnò Shoestring «Ci manca solo che qualcuno abbia il covid, ci manca».

A quello avrebbero pensato dopo, rifletté Wells Il problema più immediato era che la gente di Coldhurst stava preparandosi a un maledetto linciaggio.

«Diamogli fuoco!» ringhiò una voce acuta dalle retrovie. Impossibile dire se fosse una donna o un ragazzo. Impossibile anche dire se volesse dare fuoco alla Tv Bush, al cottage di Logan o allo stesso Logan. Probabilmente non importava.

Un giovane poliziotto che sembrava un panetto di burro avvolto in carta nera caracollò verso Shoestring «Niente, capo» disse «le radio non funzionano. Colpa di quel maledetto televisore. Non riusciamo a chiamare i rinforzi. Dobbiamo tornare in centrale e usare il fisso».

Shoestring urlò qualcos’altro, ma Wells non lo stette a sentire. 

Superò la barriera formata dalle (tre) auto della polizia in dotazione a Coldhurst e si diresse verso Logan.

Shoestring strillò a Wells se si credeva un dannato negoziatore da dannato film americano, ma Wells lo ignorò e continuò ad avanzare nella terra di nessuno, marciando verso il vecchio.

Logan puntò il fucile verso il reporter.

Wells alzò il bloc notes e la penna e urlò: «Li vedi, Logan? Lo sai che cosa sono questi?».

«Ci vedo benissimo» ringhiò Logan «Vedrò anche tutti i buchi che ti farò in pancia se solo muovi un altro passo!». Era un tipo massiccio. Grosso, ma non grasso. Non aveva niente di senile. 

«Sono un bloc notes e una penna» rispose Wells «Niente diavolerie moderne. Sono un reporter all’antica. So persino stenografare». Be’, non proprio. Aveva studiato stenografia. Quanto allo stenografare…

«Ai miei tempi erano le segretarie a stenografare» disse Logan.

«I tempi cambiano».

Il vecchio non rispose. Si era fatto silenzio, o quasi. Il brusio della folla era un temporale lontano.

«Che cosa vuoi, Logan? Un televisore non vale tutto questo casino» disse Wells.

«Che cosa voglio? Voglio essere lasciato in pace, ecco che cosa voglio. Hai presente il detto “fermate il mondo, voglio scendere?” Be’, io sono già sceso. Voglio curare le mie rose, guardare vecchie foto e piangere mia moglie. Il mondo può andare dove gli pare. All’Inferno, probabilmente».

Wells non disse niente.

«Ma il mondo è venuto a cercarmi» proseguì Logan «Gli dà fastidio persino che guardi i vecchi film con John Wayne, quando passano in Tv».

«Mi piace il Duca» rispose Wells. Ecco chi gli ricordava Logan: John Wayne. 

«Mi chiedi che cosa voglio?» urlò Logan «voglio vivere da uomo libero, senza che un maledetto algoritmo mi dica che cosa devo bere, mangiare, guardare, leggere, indossare… che mi dica persino che cosa devo desiderare prima ancora che io lo desideri. Ci hanno rubato il desiderio, ragazzo. Ci hanno rubato l’esistenza. Oggi, se non sei sul web, non esisti. Morte civile. Lo sai che cosa vuol dire, no?».

«Puoi farlo. Puoi vivere come meglio credi. Ma non puoi impedire agli altri di vivere come loro vogliono. Non puoi impedire loro di lavorare, di...».

«Io ho lavorato per cinquant’anni!» lo interruppe Logan «Avevamo il negozio di ortofrutta del paese, mia moglie Ethel e io. Lo sapevi?».

Wells lo sapeva. Aveva chiesto in giro. Forse un reporter moderno avrebbe consultato il web, ma lui, Wells, era della vecchia scuola e aveva ascoltato un po’ di chiacchiere di paese. E poi, a Coldhurst, il web funzionava male. 

«Sai» proseguì Logan «durante il lockdown, quando la gente aveva paura di andare nei centri commerciali e nei supermercati, il negozio è tornato ad essere pieno di gente. Ma sono arrivati i maledetti riders con le maledette app e l’hanno fatto chiudere. L'hanno ammazzato. Come hanno ammazzato Ethel».

«Non è stato il web a uccidere tua moglie, Logan».

«Sì invece!» urlò il vecchio «è un pezzo che il dannato pianeta ci dice di darci una regolata, di prenderla con calma, che non è un bel posto quello verso cui stiamo correndo e che correre non è una buona idea. Ma noi abbiamo fatto finta di niente. Abbiamo detto che potevamo fermare il virus lavandoci le mani mentre cantavamo “tanti auguri a te”. Così il Covid si è portato via la mia Ethel e… e, quando avevo il negozio, io ti ho fatto credito un sacco di volte, Miller!».

Accadde tutto in batter d’occhio. (segue)

Tutti i racconti

6
5
185

Vera dei miracoli

11 April 2026

Vera ha i capelli biondi come paglia bagnata, un groviglio che il vento sembra non abbandonare mai. I suoi occhi grigi, troppo grandi per quel viso sottile, hanno la stanchezza delle cose dimenticate: spicchi di cielo d’inverno, limpidi e immobili, così profondi da temere di cadervi dentro. Vera [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • U2130: un testo che mi è piaciuto, una trama che cattura nel dialogo o meglio [...]

  • Miu: Di questo racconto mi è arrivato soprattutto il rapporto tra Vera e [...]

3
5
59

Io Soram e tu

Una cotta impossibile, un filosofo danese e il dramma assoluto di essere adolescenti.

Miu
11 April 2026

Avevo tredici anni, facevo la terza media in una scuola privata, portavo una divisa blu, il colletto inamidato e soffrivo già di una forma acuta di angoscia. Non era ancora quella metafisica. Era più concreta, più scolastica, più umiliante. Si chiamava Lucio, aveva quattordici anni, i capelli biondi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dario Mazzolini: Questo racconto è un ritratto arguto e tenerissimo della sproporzione [...]

  • Miu: Forse ho dato un’impressione troppo"‘alta": in realtà [...]

6
6
227

Dov'è la fede di un marito fedifrago?

10 April 2026

Marco aveva smesso da tempo di indossare la fede. Nessun orologio, nessun bracciale, nessuna collanina. Tutto lo infastidiva. Sara si era dispiaciuta per un breve periodo, ma poi lo aveva accettato con tranquillità. Si era sempre detta che contavano i sentimenti e non i simboli. Ora però, dopo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Gì: @dax è davvero così. Un lutto che Sara fatica ad accettare perchè [...]

  • Miu: Bell'immagine quella delle due fedi.

3
6
151

L’amore che resta Capitoli 5 e 6

10 April 2026

Capitolo 5 — Le dimissioni (dentro di me) C’è stato un tempo in cui non riuscivo a stare ferma. La fermezza, per me, era vuoto. E il vuoto faceva paura. Allora mi inventavo dei gesti. Piccoli, segreti. Gesti che sembravano amore e invece erano ansia. Una volta sono andata sotto casa sua con una [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
7
401

Tutto il giorno stanco

09 April 2026

Era tutto il giorno che era stanco, aveva anche una certa età ormai e non si aspettava più nulla della vita. Aspettava solo Sorella Morte, che lo avrebbe liberato da quella stanchezza e, alla fine, da tutte le stanchezze. Ma c'era ancora qualcosa. C’era un sole abbagliante là, sulla piazza davanti [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
2
79

Amani (2/2)

il bambino di bronzo

09 April 2026

I due eserciti nemici decisero, in quel preciso momento, davanti all'ingresso della vecchia metropolitana, di congelare i propri rancori. Adesso avevano quasi capito che stavolta sarebbe stato diverso. L'aria era estremamente fredda, il vento radioattivo sembrava sospeso. Molti di loro tolsero [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
3
709

La Versione sTramba

Centrale paranoica n°10

08 April 2026

Hi, qui è la Centrale Paranoica... colpo grosso stanotte!! Sapete chi è il grande capo qui al Transcend Village? Come no!? È lui, il Dott. Stella. È a capo di un sistema di cura e protezione psichica dei picchiatelli tanto avanzato e tecnologico e tuttora mai replicato da nessuno. Immaginate: ogni [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

2
5
293

Amani (1/2)

il bambino di bronzo

08 April 2026

Il cielo era rimasto grigio per così tanto tempo che nessuno ricordava più il colore dell’alba. Non era un futuro distopico, quello immaginato mille volte nei film. Non era una vecchia serie televisiva. Fumi inquinavano l'aria, liquami di ogni genere l'acqua. Le città erano scheletri di cemento [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
3
302

L'Onore

07 April 2026

“Addio mia bella addio L’armata se ne va E se non partissi anch’io Sarebbe una viltà.” Così cantavano migliaia di giovani, spavaldi e sorridenti, affacciati ai finestrini dei treni che li portavano al fronte. Era una viltà non partire, restare a casa, mentre altri andavano inseguendo ideali e [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: Perché nessuno parla oggi della grandezza e della lungimiranza di uomini [...]

  • Dax: Triste verità...la guerra fa piangere tanti e ridere pochi, di norma [...]

9
12
347

Fillus de anima

07 April 2026

L’appartenenza non è solo condividere la stessa casa. È avere gli altri dentro, come radici nella stessa terra. Un tempo, nelle campagne di Sardegna, bastava uno sguardo per cambiare un destino. Non c’erano firme, né documenti. C’era la parola data e quella bastava. Così nascevano i fillus de [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
6
335

Il bicchiere mezzo pieno

Il mare a giugno

06 April 2026

Matteo abitava in un posto particolare, di quelli che sembrano messi lì apposta per rendere inutile qualsiasi tipo di lamentela. Una terra un po' “storta”, Devia, con il mare talmente vicino che, a forza di guardarlo ogni giorno, aveva smesso di considerarlo una conquista. Stava lì, come una sedia [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • An Old Luca: Piacevolissomo e rasserenante.

  • Rubrus: Carino. Giugno e luglio sono i mesi migliori per andare al mare. Via via che [...]

4
9
106

Prima guida

06 April 2026

L’auto arrivò con qualche minuto di ritardo. Una Panda vecchia, di quelle che sembrano sempre sul punto di spegnersi. Si fermò davanti a me con un leggero strappo del motore, poi silenzio. Dal finestrino uscì un braccio che salutava. «Sei tu quello per Monza?» chiese il conducente. Annuii. Me l’aveva [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

Torna su