Lo chiamavano Mister Tie perché aveva un’aria vagamente inglese e cambiava cravatta ogni giorno.

Ne aveva di tutti i tipi: in tinta unita, a pallini, a righe, fantasia, con nodo Windsor e Mezzo Windsor, St. Andrews, in cuoio, in seta, in lana, in poliestere, in raso, in tessuto misto, sobrie cravatte Regimental, scioccanti residuati degli anni ’70 sgargianti come un semaforo, funeree strisce di stoffa che avrebbero intristito un becchino, corti lenzuoli che lo facevano assomigliare ad Ollio (e che, quando era in vena di scherzare, agitava a mo’ di saluto), aggressive listarelle di tela col nodo minuscolo, patacconi col nodo così largo che la testa sembrava scomparire, evanescenti veli che si sollevavano alla minima brezza, pesanti pendagli che sembravano corde per un’impiccagione, lunghissimi modelli extra large che lo costringevano, nell’annodarle, a giochi di prestidigitazione, esigui, quasi timidi modelli che gli arrivavano sopra l’ombelico e molte altre ancora.     

Ne aveva comprate tante, tantissime ne aveva ricevute in regalo e tante altre ne aveva ereditate o raccolte qua e là.

Considerati i giorni di ferie e il numero di cravatte a disposizione poteva permettersi di sostituirne una al giorno per più di un anno e mezzo e, quando era ora di ricominciare il ciclo, altri modelli se ne aggiungevano, uscendo dalle scatole discrete che si affastellavano, ordinate, nell’armadio, sicché ogni stagione, seppur simile, non era mai uguale a quella precedente, proprio come il volgere degli anni.

Di cravatte parlava coi colleghi accanto alla macchinetta del caffè: quale fosse l’abbinamento migliore, come eliminare le macchie, perché non riporle mai (mai!) col nodo già fatto, perché invece comprare una custodia per cravatte, quando portarle in tintoria, quali conservare per le grandi occasioni, come armonizzarle con la pochette (da usare sempre con estrema cautela), coi calzini (che poi non era un dogma), quali usare per fare colpo sull’interlocutore o l’interlocutrice, a quali mode non cedere e quali seguire, quali sedicenti innovazioni fossero, in realtà, riproposizioni di modelli usati trenta o anche settanta / ottanta anni prima, chi, tra le comuni conoscenze, avesse gusto e chi no, come si potesse individuare, dalla cravatta di un uomo, le sue preferenze, il suo carattere e, forse persino, come grazie a una bizzarra e personalissima forma di divinazione, il futuro.

D’altro non parlava, come se, in quel nodo che gli stringeva il collo, sempre inappuntabile e sempre diverso, fosse legata la sua vita.

Andò avanti così finché la banca non chiuse.

Per essere precisi, fu la finanziaria presso la quale l’avevano trasferito a chiudere, ma il senso non cambiava: era un mondo più instabile e sregolato quello verso cui si andava, un mondo di caffettani e camicie cinesi senza colletto.

Per lui, Mister Tie, non sarebbe stato un dramma: vicino all’età della pensione, poteva contare su un futuro tranquillo, parco, un po’ solitario.

Tuttavia, di notte, mentre il giorno del congedo si avvicinava, il pensiero gli andava alle fedeli strisce di stoffa riposte nell’armadio e che contava al posto delle pecore senza, per questo, poter dormire. Lui poteva anche andare in pensione. Le cravatte, no.

Doveva trovare una soluzione.

 

Qualche giorno dopo, guardandosi allo specchio, una voce interna (forse la stessa voce che, per più di trent’anni, ogni mattino gli aveva detto di alzarsi e andare al lavoro) gli disse che era una follia. 

Si mirò e rimirò allo specchio, girando e rigirando, muovendosi, chinandosi, stirandosi, voltandosi, mettendosi di profilo e tentando persino un saltello che, in quella sua nuova mise, pareva uno sciame di farfalle che si leva in volo.

Sì perché Mister Tie aveva fatto cucire insieme tutte le sue cravatte fino a ricavarne due vestiti, uno, composto coi tessuti più pesanti, per l’inverno, l’altro per la bella stagione.

Ora li guardava e riguardava, senza mai saziarsene, e gli sembrava persino di sentire tutte le sue cravatte, strappate alla posizione che, per anni, avevano occupato, profondersi in esclamazioni di sorpresa e gioia che qualcun altro, più superficiale, avrebbe detto essere null’altro che il fruscio, l’una contro l’altra, di stoffe diverse.

Alla fine Mister Tie smise di pavoneggiarsi, fece tacere quella voce interna (che, per quanto ne so, da allora non si è più fatta sentire), uscì dal palazzo, prese la prima strada che gli capitava e s’incamminò, uscendo da questa storia.

Tutti i racconti

20
9
71

Tempo perso

Memorie de uno villico

19 April 2026

Lo giorno 7 de ottobre 1582, nello bosco che circondava da ogni lato lo castello de Monte San Senzaterra, si combatterono, ponendo alcuno limite alla loro ferocia, due opposte fazioni de cavalieri. L'una detta de li Servitori de lo Real Ordine Celeste, l'altra nota come Comunione de li Servitori [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
4
33

L’ultimo giorno di Archimede

19 April 2026

La mia città sta morendo. Lo capisco dal silenzio tra un rumore e l’altro. Dopo quasi due anni di assedio, Siracusa è stanca. Le mura hanno resistito, le macchine che ho progettato hanno tenuto lontani i Romani più a lungo di quanto chiunque credesse possibile. Ma anche la scienza, che coltivo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
93

Il gatto Tommasino

18 April 2026

La carne del canarino allegro mi aveva fatto veramente bene. Il mondo mi appariva giocondo. Quando il carrozziere mi ha presentato il preventivo per aggiustare la macchina, con grande serenità ho scelto di lasciarla alla meno costosa perizia del braccio meccanico dello sfascia carrozze. Guardandola [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Continua, con altre appassionanti vicende, la personale guerra contro [...]

  • Rubrus: Da gatto Silvestro a Renfield passando per Branduardi? Piaciuto.

5
6
259

Password n° 2047

Domotica prossima ventura

18 April 2026

Non cambi la password da troppo tempo: aggiornala. 2.11.1969 Nella password ci devono essere delle lettere. 2 novembre 1969 È imprudente usare come password la propria data di nascita o quella dei propri cari. Creane una che non sia facilmente decrittabile e che non sia a te strettamente collegata. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Zio Rubone (Ezio Bruno): Ah, le password! Io che sono un po' più vecchio ho iniziato a usare [...]

  • Riccardo: Rub molto simpatica.Anche gli omissis hanno avuto forza scrittoria..😅
    Vero, [...]

3
2
47

Modena, 1971

17 April 2026

C’è una foto di Luigi Ghirri che, appena la vidi, mi fece provare una sorta di sentimento, un’aria di famiglia. Qualcosa che aveva a che fare con la mia storia, ma anche qualcosa che la raccontava — la mia storia — più di un racconto: bastava quella foto. Lì c’era tutta la mia storia. È una delle [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Smoki: Anche io ho sempre pensato che Ghirri fotograsfasse la quotidianità [...]

  • Dax: Like

7
10
143

Un istante

17 April 2026

Il 12 luglio del 2005, in un anonimo paese di una regione qualsiasi, Francesca entrò in un bar, diede un’occhiata in giro, comprò un gratta e vinci, uscì e scoprì di aver vinto trenta euro. Non una gran somma, ma abbastanza per acquistare un pallone da calcio e rivelare così a suo figlio il regalo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • La Gigia: Grazie Teo, era prprio mia intenzione lasciare il racconto "sospeso", [...]

  • La Gigia: Grazie Dax, magari è andata proprio così... chissà.

2
1
141

La menzogna

16 April 2026

Clèone sapeva che Arianna mentiva. E sapeva anche che lei sapeva di essere scoperta. Eppure continuava, mescolando il vero al falso con sfacciata sicurezza. «Era la settima ora», ripeteva ostinata. «Ero alla stoà, tra i rotoli e i filosofi.» Ma non alla settima ora. Clèone lo sapeva da fonte sicura: [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: povera Arianna...non meritava di morire😢, magari di essere cacciata di casa [...]

2
6
144

Dolorosa: il prezzo del dolore (2/2)

Parte 2: nesso causale

16 April 2026

Gotham, stazione abbandonata "Havermire", ore 05:07 am Un vecchio terminal ferroviario. Negli anni ‘40 era un nodo cruciale per l’economia della città. Ora è solo una carcassa di metallo, tagliata dai graffiti e dagli anni. Emily è seduta su una sedia, al centro del vuoto. Emily: «Tre notti [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Giuseppe corsi: ganzo! il pacco della cena autobiografica non interessa a nessuno.la psicologia [...]

  • Rubrus: Mi sembra il tipo del SK detto "buon samaritano" (tra l'altro, [...]

2
3
154

La linea 2/2

15 April 2026

Poi qualcosa successe anche al lavoro. Il capo lo sorprese una mattina seduto alla scrivania, con lo sguardo perso nel vuoto con una pila di documenti intatta. Sembrava che la sua mente fosse altrove, agganciata a qualcosa che nessuno poteva vedere. In realtà, stava pensando al libro e a quella [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: Ah però, un libro "diabolico".Like

  • BrunoTraven: Già forse è vero Dax:) Grazie dei commenti a entrambi... Grazie [...]

2
4
127

Dolorosa: il prezzo del dolore (1/2)

Parte 1: salvo caso fortuito e forza maggiore

15 April 2026

Antefatto: Daredevil, alias Matt Murdock, è il nuovo guardiano di Gotham. Batman, prima di morire, gli ha lasciato Tau, una IA in grado di simulare la voce del padre, deceduto anni prima. Gotham, ore 10:30 pm, zona Grey Haven Piove da ore. Non la pioggia sottile di Hell’s Kitchen. No. Qui è [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
1
67

La linea 1/2

14 April 2026

Aveva scelto quei libri in biblioteca senza un motivo particolare. Voleva leggere qualcosa del genere appartenente al cosiddetto fantastico. Quella copertina lo aveva attratto subito. Vi era raffigurato un uomo con un cappotto, che teneva per mano un bambino anch’egli vestito con un cappotto nero. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: Bello. Si può fire, letteralmente,innamorato di un libro😂.Like

7
5
86

La maga Malvina

Una maga strampalata che cura i malanni dei bambini insieme ai suoi fedeli amici Giulia la gatta e Carletto il folletto.

14 April 2026

In un luogo assai lontano c'era una volta, moltissimo tempo fa, un villaggio su una collina un po' bislacca, ma assai carina con un imponente castello, decisamente strano e un po' mattarello. Il maniero, infatti, era solito cambiare colore a seconda del proprio umore... Ieri rosso, oggi verde [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Davvero carina. like

  • Teo Bo: Originale e simpatica l'idea di raccontare in rima le imprese di Malvina. [...]

Torna su