Il sentiero attraversava la grigia oscurità del bosco spoglio e silenzioso, e terminava là dove si apriva uno specchio d'acqua immobile. Quello era il luogo in cui si era cristallizzato un sogno dimenticato.
Prigioniero in quello spazio freddo e opprimente, si muoveva lento e curvo un viandante. L'uomo si trovava in quel posto solitario da un tempo indefinito.
Era strano che non si fosse mai reso conto che, pur errando senza direzione, non si allontanava mai dal lago, perché ogni percorso che imboccava lo riconduceva sempre ad esso. E il tempo continuava a scorrere senza tempo, interminabile.
Tutto questo vagare continuò finché un giorno, senza ragione apparente, l’uomo si avvicinò allo specchio d’acqua e iniziò a fissare la sua superficie immobile. In quel momento i colori e i riflessi iniziarono a vibrare. Si soffermò ad osservarli.
Fu così che si destò dal suo dormiveglia. I suoi occhi sorpresi guardavano spalancati il velo cristallino. Per la prima volta vide quanto fossero meravigliose le enormi carpe argentee che fluttuavano sotto le ninfee rosate, cullate sulle loro enormi foglie; notò perfino una libellula sollevarsi leggera e volare. Ebbene sì, tutto ciò su cui posava lo sguardo stava prendendo vita. Un largo sorriso riscaldò il suo volto.
Intanto una fitta pioggia lavò via l'oscurità anche dal suo corpo e dalla sua anima. La luce calda del sole colorò il bosco e il lago. Uno stormo di uccelli si sparpagliò sopra gli alberi. Le loro voci risuonavano allegre ovunque.
Quell'uomo aveva finalmente sciolto il sortilegio che lo legava a quella prigione. Così si tuffò nel lago ed emerse al di fuori di sé stesso, dal suo cuore.

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Ritratto post mortem del mio amico

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28 September 2026

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L'inizio

28 September 2026

Dieci anni fa. Un pomeriggio di luglio, assorto nei miei pensieri, camminavo lungo un dritto viale alberato, in periferia. Una macchina si accosta a me. - Ciao, come stai? Una voce femminile che subito non riconosco. Mi abbasso e poi la vedo. Erano passati mesi dall'ultima volte che ci siamo visti. [...]

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Il mare mi ha rifiutato

28 September 2026

ETTORE — Napoli, 25 marzo 1938, ore 22 La penna gratta sul foglio e io la lascio grattare, perché è più facile scrivere che pensare a voce alta. A Carrelli scrivo che ho preso "una decisione ormai inevitabile", e mi accorgo che la frase suona come una diagnosi clinica più che come un addio. Forse [...]

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I SUSSURRI DEL GOSTINY DVOR (2/2)

27 September 2026

Mentre discuteva a bassa voce con la sua dama sulla qualità e il colore dei pregiati filati che la commessa Olga stava mostrando, vide il padrone recarsi nel retrobottega, scomparendo dietro la pesante tenda. In quel momento Elisabetta fece un leggero cenno alla Contessa che, recepito il messaggio, [...]

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