Nel corso delle nostre notti ci sono sogni dettati dalla quotidianità, altri inspiegabili legati al mistero della vita e poi ci sono i sogni nel cassetto, quelli che si fanno ad occhi aperti ai quali a volte ci si crede e a volte no. Ma mica è finita qui a mio parere c'è un altra categoria di sogni e sono quelli impossibili, folli, impensabili che magari in finale alla fine sono gli unici che si realizzano. Amici lettori vedete dietro un sogno quante porte posso aprirsi? E così ora eccomi qua, dopo l'input suggerito involontariamente da Betty a raccontarvi il mio (mi riferisco all'ultimo della categoria ndr). Mi sta venendo un dubbio che sto per parlarvi di qualcosa che già in passato avevo citato, non sono sicuro e voi pertanto se così fosse non fateci caso. Io sogno arrivato all'età di ottantanni di andare a visitare il Giappone, andrò se parlare nessuna lingua al di fuori del mio dialetto Romanesco, avete capito bene, in Giappone parlerò solo in Romanesco e chiaramente poiché sarà impossibile che qualcuno mi comprenda l'unico strumento comunicativo sarà un blocco notes e una penna. Vi faccio un esempio, devo cercare un ristorante dove si mangia bene senza spendere molto, per questa occasione chiederò ad un vigile urbano. 

-Bongiorno, me' scusi cerco n'ristorante n'do' se magna bene e er conto nun è salato. 

Dopo il primo approccio verbale prendo il blocco notes, disegno un ristorante, poche banconote il tutto condito da gestualità manuale e facciale tipicamente italica (ammettiamolo siamo i maestri). A questo punto riuscirà nell'impresa il vecchio pazzo che poi sarei io? Ai posteri l'ardua sentenza che detta così suona un po da vecchio ma in fondo a ottantanni tal'è che dovrò considerarmi. Siete curiosi di vedere se questo sogno si realizzerà? Tranquilli dopo che sarò ritornato vengo qui e ve lo faccio leggere. 

Un caro saluto da uno scappato de' casa 

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NERINA

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………….” Ma come sara' l’America?”…. Ahmed, dieci anni, seduto sui vecchi gradini della sua anonima casa in periferia,ingannava il tempo lanciando piccoli sassi ai gatti randagi che gironzolavano stancamente nei paraggi e conversando con il suo migliore amico Bashir. La giornata era piuttosto [...]

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Rap Il Canto delle Povere Creature 2/2

Seconda Parte

28 February 2026

Rimasi fermo, con la pelle d’oca. «Rap?» sussurrai. Una creatura più piccola, quasi un’ombra con un cappuccio enorme, alzò un cucchiaio di legno come fosse un microfono. «Sì» disse. «Simm’ ‘parole piccerelle se ci ascolti, diventiamo grandi.» La creatura che mi aveva parlato per prima allargò [...]

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