Nel corso delle nostre notti ci sono sogni dettati dalla quotidianità, altri inspiegabili legati al mistero della vita e poi ci sono i sogni nel cassetto, quelli che si fanno ad occhi aperti ai quali a volte ci si crede e a volte no. Ma mica è finita qui a mio parere c'è un altra categoria di sogni e sono quelli impossibili, folli, impensabili che magari in finale alla fine sono gli unici che si realizzano. Amici lettori vedete dietro un sogno quante porte posso aprirsi? E così ora eccomi qua, dopo l'input suggerito involontariamente da Betty a raccontarvi il mio (mi riferisco all'ultimo della categoria ndr). Mi sta venendo un dubbio che sto per parlarvi di qualcosa che già in passato avevo citato, non sono sicuro e voi pertanto se così fosse non fateci caso. Io sogno arrivato all'età di ottantanni di andare a visitare il Giappone, andrò se parlare nessuna lingua al di fuori del mio dialetto Romanesco, avete capito bene, in Giappone parlerò solo in Romanesco e chiaramente poiché sarà impossibile che qualcuno mi comprenda l'unico strumento comunicativo sarà un blocco notes e una penna. Vi faccio un esempio, devo cercare un ristorante dove si mangia bene senza spendere molto, per questa occasione chiederò ad un vigile urbano. 

-Bongiorno, me' scusi cerco n'ristorante n'do' se magna bene e er conto nun è salato. 

Dopo il primo approccio verbale prendo il blocco notes, disegno un ristorante, poche banconote il tutto condito da gestualità manuale e facciale tipicamente italica (ammettiamolo siamo i maestri). A questo punto riuscirà nell'impresa il vecchio pazzo che poi sarei io? Ai posteri l'ardua sentenza che detta così suona un po da vecchio ma in fondo a ottantanni tal'è che dovrò considerarmi. Siete curiosi di vedere se questo sogno si realizzerà? Tranquilli dopo che sarò ritornato vengo qui e ve lo faccio leggere. 

Un caro saluto da uno scappato de' casa 

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29 September 2026

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29 September 2026

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«Ascolta. Mi senti? Ci sei? Devi ascoltarmi bene. Inutile che ti agiti, non puoi muoverti, ascoltami! Tanto il tempo non ci manca. Guarda questo soffitto a pezzi, la muffa, guarda l’intonaco che cade. La vedi l’umidità che mangia gli angoli di questa stanza? Siamo noi, so che per te non è così, [...]

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L'inizio

28 September 2026

Dieci anni fa. Un pomeriggio di luglio, assorto nei miei pensieri, camminavo lungo un dritto viale alberato, in periferia. Una macchina si accosta a me. - Ciao, come stai? Una voce femminile che subito non riconosco. Mi abbasso e poi la vedo. Erano passati mesi dall'ultima volte che ci siamo visti. [...]

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  • Renato Arciere: @Luca C: confermo che non ri conosco. Per il profilo che non vedete, controllerò [...]

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Il mare mi ha rifiutato

28 September 2026

ETTORE — Napoli, 25 marzo 1938, ore 22 La penna gratta sul foglio e io la lascio grattare, perché è più facile scrivere che pensare a voce alta. A Carrelli scrivo che ho preso "una decisione ormai inevitabile", e mi accorgo che la frase suona come una diagnosi clinica più che come un addio. Forse [...]

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    Bravissimo Carlo; un super racconto!

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I SUSSURRI DEL GOSTINY DVOR (2/2)

27 September 2026

Mentre discuteva a bassa voce con la sua dama sulla qualità e il colore dei pregiati filati che la commessa Olga stava mostrando, vide il padrone recarsi nel retrobottega, scomparendo dietro la pesante tenda. In quel momento Elisabetta fece un leggero cenno alla Contessa che, recepito il messaggio, [...]

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C'era una volta settembre

27 September 2026

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IV. La voce Quella notte non dormii. Verso le sette, disteso sul letto della casa dei miei con le persiane ancora chiuse e una striscia di luce grigia che filtrava dal bordo, cominciai a sentire, dentro la testa, una voce che non era la mia. Era, mi accorgo che è assurdo mentre lo scrivo ora, la [...]

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Lavoravo in una pizzeria d’asporto di quartiere, piccola e nascosta, con un’aria vecchia rivestita da un ammodernamento fittizio. Nuovi colori, nuovo mobilio e nuovo personale avevano trasformato una catapecchia in una pizzeria chic ed elegante sui toni del verde muschio, ma la clientela rimaneva [...]

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25 September 2026

Per me, che ho radici salde nell'ateismo ma lo sguardo da sempre incuriosito dal mistero della fede, l'arcangelo Michele ha sempre rappresentato un'eccezione, una figura verso cui nutrivo un'istintiva simpatia. È stato solo muovendo i primi passi lungo i sentieri del simbolo e dell'etimologia che [...]

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