Non ho soluzioni, non ho vie di scampo. L'adrenalina sovrasta quel poco di lucidità che pensavo di poter sfruttare, la mia testa già sovraccarica e annebbiata dalla corsa non oppone alcuna resistenza, la lascia fare, padrona. Scatta l'ultima difesa, l'autoconforto: almeno ci ho provato. Ma è veramente il coraggio che mi ha spinto a provare? Cosa mi ha portato a questo? Una sorta di ideale o la pura e cruda necessità? Avevo altre possibilità? Forse sì, ma chi ha detto che una scelta debba essere per forza meglio di un'altra, possono essere entrambe pessime, inutili, illusorie. Che poi in fondo è così tanta la differenza tra morire per due frammenti metallici che ti attraversano da parte a parte e farlo per un infantile capriccio dei polmoni separati dalla loro amatissima aria? Anche l'estrema difesa crolla come uno scudo di sabbia.

 

Mi fermo, faccio per voltarmi. Meglio beccarseli nel petto i frammenti metallici che nella schiena, sembra più eroico. Poi la vedo. E' lì, esposta dietro il vetro, esattamente a metà delle scale mobili, una vecchia tuta Sokol-KV2 russa. Mentre lotto con le scale mobili per restare di fronte alla vetrina penso ad un modo per aprirla. Poi smetto e la prendo a pugni. Ne bastano cinque e il vetro si infrange prendendosi comunque una meritata vendetta di notevole profondità sulla mia mano destra sporca di polvere nera. Prendo la tuta e tento goffamente di indossarla mentre le scale automatiche mi trasportano lentamente verso il livello 0. Troppo lentamente, voci slave indistinte riecheggiano nella galleria ormai deserta. Mi dirigo verso il gate con la massima rapidità consentita ad un uomo intrappolato in una tuta spaziale vecchia di un secolo, forzo le barriere e fisso il cancello. Non so neanche se questo oggetto da esposizione funziona, probabilmente no. Provo ad attivare i sistemi principali, qualche spia si accende, altre lampeggiano e molte sono spente; non ho molto tempo e mi accontento, prendo un profondo respiro sperando che non sia l'ultimo e abbasso il casco. Mi trovo davanti a uno dei pochi cancelli ad apertura manuale della stazione, concepito con lo scopo di valvola di sfogo antipanico in caso di eventuali attacchi o blackout, ma in verità altrettanto utile ad un sovversivo in fuga. Sono fortunato, basta una spinta e sono nell'anticamera, aspetto nervosamente che le porte si chiudano dietro di me, sento il mio cuore pompare furiosamente il sangue che sta riempendo il guanto. Un'altra spinta con la mano sinistra e sono fuori.

 

Realizzo che non ho il PLSS, sono fottuto. Come ho fatto a non accorgermene prima? Mio padre amava queste tute di merda ed erano di gran lunga il suo argomento di discussione preferito. Senza lo zainetto ho un'autonomia tendente allo zero qua fuori e il mio respiro sostenuto non contribuisce sicuramente ad un uso parsimonioso dell'aria rimasta nelle bombole. Mi guardo intorno: il nulla. Non posso tornare indietro, il cancello può essere aperto solo dall'interno. La vista comincia ad appannarsi, o forse solo la visiera. O muoio asfissiato qua fuori o mi sparano. La testa diventa pesante. Tre krasnor appartenenti probabilmente a clan diversi sono radunati di fronte al gate e parlottano in russo scrutando l'esterno. Ublyudok khochet pokonchit zhizn samoubiystvom. Più indietro un altro soldato, probabilmente un tenente, sta comunicando via radio. Non possono uscire, non hanno le tute con loro. Una sola nave da trasporto truppe si staglia sull'asfalto, l'enorme stella rossa a sedici punte impressa sulla fiancata sembra attirare avida su di se tutta la luce emessa dai fari che illuminano la pista, rubando la scena all'intero Universo. Devo sforzarmi per distogliere lo sguardo da quella stella di fuoco quasi ipnotizzante, sto respirando il mio stesso fiato. Crollo in ginocchio lasciando cadere la testa all'indietro per ammirare quel cielo giallastro impregnato di cloro, il nostro cielo, oltre il quale si intravedono gli altri pianeti del sistema Gliese 581, e sembrano così vicini che se ne avessi le forze li raggiungerei con un balzo.

 

 

Tutti i racconti

7
7
26

La Felicità

10 September 2026

Passeggiare tra le vie di un piccolo paese di montagna. Assaporare il silenzio che circonda le strade. Ascoltare le storie che raccontano i piccoli vicoli, quelli dove, da bambini, si giocava, spensierati, innocenti, puri, felici. Inebriare l’olfatto con odori buoni, quelli semplici quelli che [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

3
4
25

Esorcismo d'agosto

10 September 2026

Caldo infernale Le montagne bruciano e noi guardiamo il nostro bollente futuro sui social e in televisione ma chissenefrega, non riguarda noi Io faccio surf tra nostalgia, problemi, energia zero e parole che sembrano non finire mai Sento la corazza sulla mia pelle Mi fa paura, proteggendomi Mi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Riccardo: 🤗la forza di quando i pensieri girano vorticosamente in testa.Magari bastasse [...]

  • Lo Scrittore: purtroppo l'acqua non risolve nessun problema, anzi ne crea. il caldo con [...]

18
12
67

AQVA

A true story

10 September 2026

Spesso succede così. Senza che il mondo se ne accorga, qualcuno di noi riceve una notizia. E un giorno qualunque, in una casa qualunque, perde il suo senso di ordinarietà. Ogni cosa non ha più valore. Lo stomaco si contrae in uno spasmo che toglie il fiato. Il cuore impazza. E poi tocca a noi. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Lawrence Dryvalley: Bel testo Paolo, l'aspetto che più mi è piaciuto è [...]

  • Ondine: Titolo perfetto. AQVA.
    Sono agnostica ma aperta al mistero e credo che [...]

7
12
56

Il medico

Storie in 280 caratteri

09 September 2026

Avanti il prossimo! Il medico mi fa stendere subito sul lettino e mi dice che deve fare un esame approfondito. Lo guardo perplesso, vorrei parlare ma lui mi fa un cenno di silenzio col dito. Poi, d'un tratto, senza bussare, entrano due infermieri che lo portano via di forza.

Tempo di lettura: 30 secondi

6
10
35

LA DEA BENDATA

Il destino trova chi vuole essere cercato

09 September 2026

Per me vivere in una grande città e ritrovarmi ogni giorno in mezzo a fiumi di persone non è facile. Eppure non posso andarmene. Sono una divinità e sono costretta a restare ancorata a questo luogo per l'eternità. Non somiglio affatto all'idea che gli esseri umani hanno di una dea. Certo, sono [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Mariluna: Ciao a tutti! Sono contenta che il racconto sia piaciuto. E' nato per gioco [...]

  • Lawrence Dryvalley: Piaciuto molto. Trovo un'affinità con il come Neil Gaiman (scrittore [...]

7
17
75

Alla fermata dell'autobus

08 September 2026

Alla fermata dell'autobus, sotto la pensilina, tre persone aspettano senza guardarsi. Un uomo con la valigetta controlla l'orologio ogni trenta secondi, come se osservarlo potesse imprimere un’accelerazione al tempo stesso. Una ragazza con le cuffie muove le labbra muta, forse canta, forse ripete [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Rubrus: Boh. Nel senso. L'uomo avvicina il biglietto all'obliteratrice, non [...]

  • Dax: carino. like

3
8
35

Daredevil: incapacità di intendere e di volere (3/3)

08 September 2026

Un mese dopo, notte. L'ex manicomio criminale di Riverside State Asylum giace abbandonato sulle rive dell'Hudson. Mattoni anneriti. Finestre murate. I vecchi padiglioni si susseguono nel buio. Un luogo che sembra essersi dimenticato di appartenere alla città. Tau rompe il silenzio. – Sei arrivato. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
6
35

Daredevil: incapacità di intendere e di volere (2/3)

07 September 2026

Mattina seguente, Tribunale Civile di New York. Il giudice entra. Sfoglia poche pagine. – Il ricorso è accolto. La separazione è pronunciata con addebito a carico della resistente. Silenzio. Il marito chiude gli occhi, come se gli avessero tolto uno zaino pieno di pietre. Matt gli stringe la [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Sono disorientato.
    Scritto benissimo, ma mi manca la connessione con le [...]

  • Giuseppe corsi: la mia cultura fumettistica e' essenzialmente alan ford. quando la marvel [...]

3
12
46

La montagna orizzontale

07 September 2026

Mio padre mi ha instillato il gusto della montagna orizzontale, senza manie da arrampicatore o sciatore. Qualche discesa la facevo, ma per non sfigurare con gli amici in settimana bianca. Assetati di piste, alla prime luci dell'alba erano già a colazione. Li seguivo ma faticavo a capire, illudendomi [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • lottimista: zeroassoluto - Grazie

    Riccardo - Meglio non pubblicare perché [...]

  • Ondine: Forse non è un racconto vero e proprio, ma secondo me un'appunto [...]

3
2
33

Daredevil: incapacità di intendere e di volere (1/3)

06 September 2026

Mattina, Tribunale di New York. L'aula è gremita. Si discute una separazione con addebito. Da una parte Matt Murdock, che difende un marito ormai consumato da anni di accuse, scenate e sospetti. Dall'altra Furio, impeccabile nel doppiopetto, rappresenta la moglie. La donna interrompe tutti. – [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
11
42

Un giorno alla SPA (3/3)

06 September 2026

Sabato 25 Luglio 2026, ore 18:15 - le sorprese non sono finite Al termine di questo percorso benessere (mi piacerebbe sapere quali siano, nello specifico, le sostanze stupefacenti assunte da chi ha coniato questa definizione), scopro che ci sono ancora due imperdibili opportunità: la doccia emozionale [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Ondine: Mi sono divertita molto a leggerti. Devo dire che quando ero piu giovane non [...]

  • Federica Cori: Dax, grazie ☺

    Ondine, condivido pienamente su passeggiata al parco [...]

5
12
72

Appunti di scuola

05 September 2026

Sono un insegnante e quello che vi racconto è successo circa un anno fa, nella scuola media dove mi ero insediato da poco. Ho incontrato, per la loro prima lezione con me, una seconda classe piuttosto rumorosa, cosa non insolita in ragazzi e ragazze di undici anni. In fondo a questo gruppo numeroso, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Riccardo: Renato benvenuto! Non hai fatto del tutto centro, come diceva Teo sullo scritto, [...]

  • Renato Arciere: Grazie a Riccardo per i consigli e a Giancarlo per l'apprezzamento. Avrò [...]

Torna su