Non appena seppellimmo Mary, decisi di chiudere la sua casa lasciando tutto come quando lei era viva. Ci tornavo di tanto in tanto per far prendere aria agli ambienti.

Entrando la prima cosa che mi colpiva era il silenzio assordante. Non c'era più il suo sorriso luminoso e le frasi gentili ad accogliermi, né l'abbaiare festoso del suo fedele amico a quattro zampe. La sua stanza era la prima sulla destra ed era quella in cui trascorrevo più tempo. Bei mobili, tende di ottimo tessuto, quadri che diffondevano serenità al solo osservarli. Non sono mai entrata in una casa che rispecchiasse così tanto l'essenza di chi l'aveva vissuta. Aprire i suoi armadi con vestiti, borse, cappellini, gioielli, sciarpe e le belle boccette di profumi tutti in ordine, era un po' rivivere il suo mondo fatto di una eleganza raffinata, di classe. Per i primi tempi le sue cose erano ancora impregnate del suo odore… odore di buono, tanto che era impossibile pensare che fosse andata via per sempre.

Indugiavo anche a cercare tra le sue fotografie custodite in belle scatole di colori diversi, che raccontavano la sua vita fatta di momenti magici e momenti bui, rammentando di quando le guardavamo insieme, con lei che mi raccontava di episodi curiosi, storie di famiglia, viaggi, amori, nascite. Io credo che finché mi sarà possibile lascerò intatto e custodirò,  come una vestale, quello che era il mondo di Mary racchiuso tra quelle pareti. Un'oasi di pace ed equilibrio che sono sopravvissuti anche alla morte.

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