Spesso attendendo il tram, si riesce ad avere un momento di sosta per rendersi conto che più il tempo passa, più sembra velocizzarsi. Ricordi che, da piccolo, un anno sembrava un'eternità, forse perché le scadenze erano più lontane e gli impegni erano più evanescenti, in quanto più nascosto era il senso di responsabilità. Un anno durava uno spazio infinito dove era facile vedersi  mentre inseguivi le stelle e cercavi di domandare alla luna il destino e gli sviluppi di un futuro, che pareva nebuloso ma che si costruiva lentamente, con tutte le esperienze che, a poco a poco, si facevano e si stagliavano fra i giorni e le ore. Un anno scorreva come un lungometraggio, fotogramma dopo fotogramma, a volte a colori, a volte con scene in bianco e nero.Ora che l'argento dei capelli, quell'argento cheera caduto dal cielo quando un tempo abbracciavi la luna e ne carezzavi ii lunghi capelli di velluto, ha ceduto al biancore della neve, gli anni scivolano via come sopra l'olio del tempo, scivolavano come in una pista di pattinaggio sul ghiaccio fra il gelo ed il sale. Ed ecco il primo dell'anno, il brindisi per un anno ancora neonato ed indifeso, e l'epifania "che tutte le feste porta via", per vedersi precipitati al carnevale del sovvertimento dei ruoli e la primavera e la risurrezione pasquale. Infine l'estate con i desideri di vacanza, di fuga in un'isola deserta con il partner per vedere sbiadire le emozioni mentre le foglie d'autunno s'incartocciano e cadono e il sole cede il posto alla pioggia, alle  feste novembrine, in preparazione del Natale e della nuova notte di San Silvestro, con il veglione e la fuga dalla routine quotidiana. Per risentire sulle spalle il peso dell'anno trascorso ed il nuovo entusiasmo per il futuro, sempre più corto, sempre più veloce. E quando cominci a sentire un dolorino su, un  dolorino, qua, un altro al ginocchio, un altro alla testa, ti accorgi che il tempo è scivolato. Ti rivedi giovanissimo, mentre corteggiavi le ragazze, forte, gagliardo e rivedi il film della tua vita. Ti vedi aggrappato alla luna, mentre raccogli le stelle e voli nel cielo inseguendo i sogni. Ma, plof, ti svegli e ti ritrovi seduto sulla panchina della fermata del tram e tanta gente che ti saluta dal mezzo che si allontanava. Il tram è passato e tu non te ne sei accorto. Allora riprendi dalla tasca il tuo giornale e leggi qualche titolo, sperando di continuare a volare e a sognare, nell'attesa della nuova corsa.

 

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Operazione “cariola e dintorni”

21 January 2019

I carabinieri di Mariglianella interrogavano la cariola. “Dicci tutto… parla.. confessa… quanti chili di calcinacci hai trasportato ed occultato?” -Non posso, ho la ruota sgonfia e consumata … sono tutta arrugginita… non ricordo niente… e se confessassi per me sarebbe la fine… verrei sicuramente [...]

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Ricatto

21 January 2019

Brilla la luna nel suo ultimo quarto e mi giro nel letto in questo onirico stagno tra ceneri e polvere di estinte illusioni Ho cercato un passato di scolorite memorie sotto un cielo graffiato sopra rose appassite ... e resto in attesa di un altro equinozio sotto il crudo ricatto di una [...]

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Troppo sentire

21 January 2019

Rauini dorme, io sto sveglia e sento il suo respiro, è girata, mi da la schiena, ed è strano perché solitamente mi prende e mi tira a se e dormiamo così, agganciate l’una all’altra, che le sento il cuore e la voglia. Ma oggi no, forse il vino era troppo, forse l’ho fatta aspettare troppo tra acqua/denti/pasticca/tvchenonva, [...]

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ARIA TERSA

20 January 2019

ARIA TERSA Travolti da un mondo impazzito Inondati da una schiuma assordante Non riusciamo più ad ascoltare La voce del silenzio. Frotte di insetti inutili Si accavallano nel nostro pensare. E l’immagine dello specchio Torna Sempre uguale a se stessa A riflettere un sogno incompiuto. [...]

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luna o cocci?

Quando walter fest scrive è jazz!

20 January 2019

Quando non sai che scrivere, scrivi, scrivi senza paura di sbagliare, questa volta faccio un eccezione, scrivo senza carta e penna, stò alla tastiera e scrivo, mò che ci penso mi paicerebbe la tastiera di un piano forte, anzi le corde di una chitarra, anzi no, voglio cantare tanto a parole se stono [...]

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  • Hélène De Lafièvre: Roma è da un po’ che mi chiama, dicono tutte le strade portino [...]

  • Surya: E quando Walter scrive, fa sempre centro! Perché scrive col core e della [...]

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Io lo conosco l'amore

20 January 2019

Ho attraversato il bosco di notte per poterti abbracciare ma tu non c'eri. Ho accompagnato tramonti fino all'alba per scoprire i tuoi occhi timidi ma tu non c'eri. Ho ascoltato i lamenti del vento nelle lunghe giornate passate a pensarti ma tu non eri li. Ho inseguito le ore e poi i giorni per [...]

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Raccontami una volta più piano

19 January 2019

Raccontami una volta più piano. Eravamo nati nello stesso posto o giù di lì, le case scorrevano in sequenza, c'era qualche attività che si distingueva dalle altre e potevi prenderle come veri e propri punti di riferimento quando dovevi indicare qualcosa a qualcuno che si era perso. I nomi delle [...]

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  • Puccia: Ricordi arruffati da districare piuttosto difficile il farlo

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Impressioni

19 January 2019

Sfilacciati giorni scalzi di pensieri si rincorrono incessanti nel respiro assiduo delle ore in una lenta diaspora continua di me stesso come fine sabbia dentro una clessidra ... e dopo una notte di sogni e scarpe rotte guardo le luci d'alba su una falesia bianca mentre nel cielo vola [...]

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Album vuoto

19 January 2019

Cammino rotolando sui miei passi stanchi. Soffia i vento la mia lenta orma e beffarda saluta senza rumore. Abbraccio la salita che mi corre incontro e adagio ripongo le mie pagine vuote. Un quaderno di ricordi che riempir non so.

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  • Ilaria: Bella brava!!! Trovo che sia un piccolo quadro interiore ed esteriore che offri [...]

  • Anto61: Grazie del tuo delicato commento

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LE COLPE DEI PADRI

18 January 2019

Alessandro Perissinotto, scrittore torinese, classe 1964, ci accompagna e ci porta a conoscere ed incontrare vicende della STORIA di Torino dal dopoguerra ai giorni nostri, raccontando delle evoluzioni, in positivo e in negativo, della Grande Madre, la FIAT, che si intrecciano con la Storia, le [...]

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Senza mi ricorderai ?

18 January 2019

" Mi ricorderai " le chiese con un filo di voce "quando non ci saro più? " Lei lo guardò come si guarda un fiore appena sbocciato con infinita tenerezza e sussurrando rispose " Si ricorda chi è passato nel tuo cuore. Non chi è il tuo cuore perché vive dentro finché tu vivrai ". E nella carezza [...]

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Il potere di un sorriso

18 January 2019

Non pensavo di poter volare di nuovo. Tutto era buio, non distinguevo nè le forme nè i colori. Ma il sorriso, quello, non si è mai spento. E anche nell'oscurità l'hai notato. Ora non ho più paura del buio. Ora sono felice E fortunata. Tutto qui.

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  • Puccia: Mi unisco al coro, bravissima il sorriso è una medicina anche se alcune [...]

  • Surya: Grazie a tutti!

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