Io e mio padre siamo cosi

L’unica immagine che mi è venuta per esprimerlo

Cosi differenti in tutto

Cosi poco padre e figlia

Cosi distanti 

Come il giorno e la notte

Eppure

Seduti a quella tavola

Con quella tovaglia da trattoria a quadretti bianchi e rossi

Ci siamo io e lui

Uno di fronte a l’altro

Non parliamo

Ci separano quei bicchieri che abbiamo davanti

Il mio pieno d’acqua

Il suo di vino rosso

La sua bottiglia da poco aperta è ormai quasi finita

Ed il suo volto è paonazzo

Il mio smunto

E quella buccia di limone nel bicchiere sembra voglia fuggire anche lei

Mio padre

Il suo unico pensiero, quello di crollare per non pensare più

Almeno per quella giornata

Il mio

Solo quello di sognare

Un campanello che squilla

Io che apro

Ed una mano tesa che mi porta via

Siamo proprio come acqua e vino

Anche se provassimo a mischiarle

Avremmo una unione che non ha senso

Una vita senza sapore

Un gusto che si interrompe al solo sollevare il bicchiere

Siamo così differenti

Eppure

 Entrambi siamo li

In quella casa

In quella stanza

Seduti a quel tavolo

Con due bicchieri davanti

Senza parlare

Dell’acqua

E una figlia

Del vino

E un padre

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