E' la vita di tutti i giorni, la solita vita, la noia era tanta da poter udire il ritmo della voga degli schiavi scandito dai colpi di tamburo del capovoga di una galea romana a bassa velocità. E’ un giorno qualsiasi e si vocifera al posto di lavoro una festa, quella del patrono del mio paese, il Santo Protettore. Allo scadere dell'orario di lavoro, già con il giubbotto messo, esco dalla seconda porta d'ingresso quella d'entrata allo stabilimento vero e proprio, timbro il cartellino alle quattordici in punto poi proseguo un breve corridoio che mi condurrà verso la "libertà" così, superata la soglia della porta d’ingresso mi lascio alle spalle l'ultima fatica della settimana.

Improvvisamente una folata di vento mi assale rendendomi inerme di fronte al gelo, alzo gli occhi verso un cielo tetro ma mi accorgo che quelle grigie nubi, piene d'acqua, sono pallidamente rischiarite da un timido sole. Mi accingo a percorrere la solita via che mi porterà a casa e ad un tratto scorgo in lontananza una figura nera, è il parroco della zona, mi guarda forse un po' con sospetto, guarda tutti i ragazzi in questo modo, ma la sua età avanzata gli ha appannato la vista da renderlo docile nel momento in cui mi ha riconosciuto. Comunque mi avvicino a lui sempre più e lui è sempre lì, fermo nella sua fede sulla soglia del cancello per entrare nel pianerottolo che conduce alla grande porta della Casa di Dio, scorgo che le sue mani tremano forse per il freddo, gli passo accanto e lo saluto con un cenno della testa e lui contraccambia con un poderoso “CIAO” con la voce di un uomo che ha sofferto e che ancora abbraccia forte il dolore di una vita dedicata alla follia degli esseri umani. Comunque il mio cammino non si placa, anche se per la stanchezza riportata dal mondo degli zombie, è il mio posto di lavoro dove siamo tutti effettivamente persone in moto perpetuo, rallento il passo di fronte ai mille gradini che formano lo scalone, così chiamato per la sua mole, osservo stanco la vetta ma gradino dopo gradino cerco di arrivare in cima.

A metà tragitto, tra un cancelletto che dava l'accesso a un orto e un albero di mele di un giardino accanto, improvvisamente si sofferma un cane, un meticcio senza collarino arrivato chissà dove, mi fissa con i suoi occhi languidi dove scorgo una vita tormentata e poi le ferite sul suo rinario, segni di un dolore passato e dove la sofferenza era il suo pane quotidiano. Senza paura gli passo accanto e lui mi porge una zampa malata come per chiedere aiuto. Continuo a salire su questi infiniti gradini ma il meticcio mi segue con lo sguardo sino a quando non percepisce qualcosa che attira la sua attenzione e giù per lo scalone zoppicante, percorre tutti i gradini sino ad arrivare sulla strada dove li scompare dietro ad un porticato. Sono un po' triste, il cane il miglior amico dell'uomo, alcune volte è trattato come un animale da mattatoio, l'egoismo, la falsità, l'indifferenza del genere umano forse, sono come i gradini di questo scalone, interminabili. Ma finalmente arrivo all'ultimo gradino, ahimè, spira un'aria fredda che mi penetra nel sangue quasi a congelarlo, così l'ultimo tragitto verso casa lo faccio con passo accelerato: nessuno poteva fermarmi, la fame e la stanchezza si sono impadroniti di me quasi a farmi svenire.

Arrivo di fronte al palazzo della mia umile dimora, dalla tasca destra tiro fuori il mazzo di chiavi che mi avrebbero aperto il varco per un "mondo di pace" così è detto da me perché la mia dimora, un piccolo appartamento, è il mondo che mi son costruito attorno. Il primo pomeriggio lo dedico solo a rilassarmi sul mio letto afferrando più note possibili dalla musica che più ascolto. Una sensazione di benessere mi sta circondando quando improvvisamente odo un rumore, come se qualcosa di piccolo sia caduto a terra senza rompersi, mi alzo dalla posizione di dormiente e vado a vedere cosa succede. Nella stanza da bagno nulla di fatto, tanto meno nella cucina, forse sarà la stanchezza a farmi dei brutti scherzi, come un militare mi giro di scatto per tornare di nuovo a letto. Senza preavviso odo di nuovo quel rumore un po' sordo, a questo punto ho capito che arriva proprio dalla cucina, penso subito che qualcuno si è intrufolato in casa a mia insaputa.. Prendo con la mano destra un ombrello, che era appoggiato vicino al mio letto, a mo' di arma per una eventuale difesa personale con cui mi accingo a conseguire l'attestato di killer con la durata di una decina di passi. Arrivo sulla soglia della porta della cucina e con gran stupore osservo uno straccio, caduto a terra il giorno prima muoversi. Al momento ero senza respiro e un freddo improvviso mi aveva attraversato, come se fossi invisibile, sino a congelarmi le ossa. Trovo la forza di reagire all'istinto e riesco a muovermi con passi brevi ma decisi. Con mano poco ferma, impugnando la mia "arma" ombrello, alzo lo straccio e con grande sorpresa un gattino, forse nato da pochi giorni, era li che cercava un varco da sotto lo strofinaccio per uscire. Una sensazione di felicità mi assale, forse perché questo piccolo "dono" mi fa tornare in mente il mio Isidoro, un gatto di color grigio fumo con un pelo molto lungo, che come improvvisamente arrivò nella mia vita se ne andò, ma nel mio cuore Isidoro aveva creato un'immensa distesa di amore, gli ho voluto veramente bene. Presi delicatamente con la mano il "dono" a quattro zampine e gli diedi subito un po' di latte tiepido, poi creai una piccola nicchia su di una sedia per il suo riposo. Sì è vero, lo sto chiamando piccolo "dono" perché lo è veramente, è capitato in uno dei tanti momenti della mia vita noiosa e solitaria. Ora posso dire che non ho più fantasmi con cui parlare, ma il “dono” che mi è capitato tra le mani, la dolcezza del suo muso e la delicatezza del suo corpicino creano un disegno eterno nel mio cuore.

 

Tutti i racconti

0
0
3

Gioia Fringuelli, farmacista (3/3)

Ogni riferimento a persone e cose è puramente casuale

25 July 2026

«Signori miei, colpo di scena!», annunciò il legale con un fare teatrale alla Mike Buongiorno «Il benefattore milanese, l'antico amico di Gioia, altri non era che il prozio di Don Teobaldo. Pertanto, il reverendo qui presente è l’erede legittimo della farmacia e di tutto il suo prezioso contenuto!». [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

0
0
2

La fetta di salame

25 July 2026

Se avessi avuto il braccio come Tiramolla l'avrei presa. L'avrei fatta mia. Non resistevo più a non poterla avere. Cosi perfetta e con quel color rossiccio e lentigginoso. Una delizia agli occhi e al profumo. Ma ogni qualvolta tentavo di avvicinarmi, l’invitato al pranzo che a malapena conoscevo, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

0
0
3

Lo sgarro alimentare

Conversazione con Gemini

25 July 2026

Ciao Gemini, ieri sera ho fatto un disastro! Era il compleanno di una mia cognata (ottant'anni tondi tondi) e ci ha invitato al ristorante. Come ben sai dal mio piano alimentare settimanale, la sera del sabato “mi tocca” finalmente la pizza, per cui ero andato al ristorante tranquillo e determinato [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
4
33

Epitaffio

24 July 2026

L'amore, quando arriva, non chiede permesso Entra spavaldo e se ne frega di chi sei, come stai, se devi lavorare o se hai persone di cui occuparti, se hai amici o impegni Se ne frega se lo volevi o no Lui arriva e prende ciò che gli spetta, con violenza Poi, dall'alto della sua arroganza, se ne [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    come recitava quella canzone ?
    Non esistono leggi in amore...

  • Verguiliana: Sarà anche una devastazione...ma a volte è bello essere devastati.😂

6
5
27

Gioia Fringuelli, farmacista (2/3)

Ogni riferimento a persone e cose è puramente casuale

24 July 2026

L'uomo di legge entrò in farmacia con fare guardingo, chiudendosi la porta alle spalle. In meno di tre minuti la notizia del suo arrivo, rimbalzando di bocca in bocca, era già arrivata all’osteria, alla canonica e perfino all'orecchio della Cesira, che in paese era famosa per il suo udito selettivo: [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Virginia Lupo: anche la seconda puntata non mi ha delusa anzi signor Dario sono curiosa di [...]

  • Ornella: Anche questa puntata non delude caro Dario, sono curiosa di leggere il finale.... [...]

1
1
21

Skyfall e il secondo dito

Le B-Roll Girls un mercoledì sera come tanti, sopra la posta

Miu
24 July 2026

Ogni mercoledì sera, puntuali come le bollette, ci ritroviamo nella stanza comunale sopra la posta. Un luogo privo di velleità artistiche: neon tremolante, sedie in cerchio, odore di mosto e un’acustica che definire ostile è un compiacente eufemismo. Noi, le B-Roll Girls, siamo diciotto donne [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

10
10
40

Gioia Fringuelli, farmacista (1/3)

Ogni riferimento a persone e cose è puramente casuale

23 July 2026

Il sole di luglio martellava implacabile i tetti di Pieve di Sotto, un grumo di case di mattoni rossi e intonaco sbiadito stretto tra la Lombardia e l’Emilia. In quel lembo di terra il Po, ormai stanco di correre, si trascinava pigro tra i pioppeti, evaporando in un’afa densa e immobile che pareva [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • An Old Luca: Dario non delude mai!
    vediamo il seguito...
    intanto like.

  • Virginia Lupo: buon pomeriggio signor Dario. È per me una scoperta leggere questo suo [...]

6
6
51

L'uomo in ammollo

23 July 2026

Nel '68 zio Fé lavorava (si fa per dire) nella salumeria di Remigio, un artista capace di confezionare leccornie succulente e, per quanto belle, degne di essere esposte nella vicina pinacoteca, a Brera. Peccato che Remigio fosse antipatico come la cacca ancora fumante di un cammello mentre mio [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

5
10
55

Il bagno pubblico

22 July 2026

Eravamo io, mia sorella e i nostri due figli di tre anni ciascuno; stavamo visitando un bellissimo borgo alle pendici delle montagne abruzzesi, e tra un castello e un belvedere, dopo mezza mattinata, sentivamo tutti e quattro quel poco simpatico disagio che preme sulla vescica e risale nelle viscere [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    gustosissimo racconto che esprime tutta l' irrazionale e sana [...]

  • Letizia: ahahah, grazie mille davvero. I vostri commenti sono più divertenti [...]

4
3
26

QUANDO IL MITO INGANNA LE PAROLE

Falsi Etimologici

22 July 2026

Usiamo spesso dei termini saturi di mitologia senza saperlo, ma altrettanto spesso usiamo parole delle quali siamo certi provengano da un determinato “antico” dato, quando in realtà non è così. Ho riunito in un breve excursus tre “falsi etimologici d’autore” ai quali sono personalmente legata. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Vero_Mythologydecoding: grazie per il.suo commento, di "falsi" c'è ne sono diversi.
    Occupandomi [...]

  • Dax: Interessante e spiegato bene. like in attesa di altri "falsi miti"🙂

8
10
64

Io boomer

21 July 2026

I mancini si sono visti legare la sinistra alla sedia e hanno dovuto imparare a scrivere con la mano destra senza che i genitori si sognassero di rivolgersi al giudice per cacciare la maestra, ma col vantaggio che crescevano ambidestri e ti potevano menare con entrambe le mani a richiesta. Siamo [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

7
7
91

Le B-Roll Girls, il parcheggio occupato e il digiuno intermittente

La storia è vera, parola per parola. Solo i nomi, per ovvi motivi, sono stati modificati.

Miu
21 July 2026

Prima dell’era Furio, prima di Skyfall, prima del secondo dito e delle prove trasformate in addestramento psicomotorio, per le B-Roll Girls ci fu l’era Pia, la precedente maestra con il suo digiuno intermittente. La maestra Pia, una quarantacinquenne riccia, rossa di capelli, secca, perfettina, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

Torna su