Lene il suo giuncare 
la mia pelle 
con le sue trepidazioni 
come drappi di luce d'estasi 
sparsi dappertutto su di me
a tinteggiarmi d'ambra, 
oro pregiato per i suoi occhi 
all'imbrunire della sera!
E una florida carezza madreperlacea 
su cui adagiare il suo cuore 
accanto al mio
cinse l'incanto che 
il tempo sprigionava
senza una clessidra
a suggerirci una fine! 
Flamine era l'immensità 
della voce del suo sguardo 
quando mi parlava 
a suon di liuto al chiarore 
delle stelle nascenti nell'indaco 
di quel turbamento 
che desiderava agghindarmi
di sol di porpora 
e coralli da accostare 
tra i petali di rose e i diamanti con cui adularmi 
in quei suoi baci d'amore, brillantini sulle mie labbra timide nella bramosia! 
Ove far scivolare 
ogni desiderio 
delicato quanto profondo 
in fondo alla mia anima 
come gocce di glicine 
in grappoli penduli
ad addolcire i miei occhi, 
per dissetare i miei sensi rapiti dal suo culto imperante! 
E come farfalle bianche 
che si librano in ogni direzione nel mio essere 
ammaliato in quell'incontro 
sublime in piena di letizia 
e di sussulti in quei sussurri 
luminosi e incandescenti
vibravo armoniosamente, mentre pervadevano 
nelle nostre sensazioni 
e nelle nostre parole 
quelle non dette, 
ma dettate dalle nostre mani 
intrecciate pronte 
per accogliere e allacciare 
un unico abbraccio eterno 
ove fermare il tempo,
il dolce sentire 
delle nostre pelli, 
I nostri corpi recitare poemi 
intrisi di passione 
nella danza della dolce voluttà! 
Amanti noi... 
In una notte già vissuta, 
cadde una stella,
sotto lo sguardo pallido
della luna piena di miele, 
un desiderio in 
un unico destino, 
nasce l'amore etereo nell'eterna atmosfera!
E quella fresca folata 
di venticello che disegnava 
le nostre pelli scoperte 
senza arrossire al pudore, 
adagiate sulla calda 
terra della natura 
sotto le folte chiome 
degli antichi ulivi, 
mi spogliava dai 
miei ultimi petali multicolori 
di quei fiori che coltivavi 
unicamente per me, 
affinché il tuo calore d'amore 
mi coprisse il cuore 
fin quando l'alba 
non ci guardasse 
sorpresa coi suoi 
primi raggi di sole
alla luce di questo mondo 
non giudicandoci 
amanti segreti di un ardore, 
che si consuma 
con l'eccitazione 
di una piccola eternità 
in un momento fra tanti
che decanta 
passione al firmamento, 
ma semplicemente chiamandoci urlandoci, 
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Amanti noi 
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