Noha, senza dire nulla, si chiuse in camera, accese il monitor, digitò la password ed entrò nel sistema della scuola. Sarah lo imitò. In attesa del collegamento si dondolò qualche istante sulla sedia imbottita e stirò le braccia verso l’alto, in quell’istante il volto scuro e arcigno del professor Mardok apparve sul video.

“Signorina Midnigth, vedo con piacere che deve ancora svegliarsi del tutto. Mi invii il suo compito, per favore.”

Sarah inviò il file del compito che, in un batter di ciglia, arrivò nella casella postale del professor Mardok. Attese un paio di minuti, nel frattempo apparvero sul monitor i visi dei suoi compagni: Jeena in alto a sinistra, Adam in alto al centro, Lena in alto a destra, Sarah al centro a sinistra, Mardok in posizione centrale, Simon alla destra di Mardok, sotto a loro altre due file di studenti, in ultimo Isaac, con i suoi capelli biondi arruffati e il sorriso di chi la sa lunga.

“Bene, signorina Midnight, vedo con sollievo che il suo compito è giusto, potrebbe spiegare alla classe e a me, come è giunta al risultato finale?”

“Stronzo!” Pensò Sarah “Ha capito tutto!” Senza indugiare oltre iniziò una breve, plausibile spiegazione, cercando di sfoderare a memoria le formule che aveva saggiamente imparato. Mardok restò ad ascoltare fino in fondo con gli occhi fissi sul compito della ragazza ed una espressione indecifrabile. Quando Sarah terminò la spiegazione il professore sospirò, tolse gli occhiali dal naso e guardò fisso nel monitor: “Signorina Midnight, apprezzo il suo sforzo, comprendo che la mia materia non è una fra le sue preferite e, in tutta sincerità, ammetto che l’aver imparato le formule a memoria le faccia onore, ciò non toglie dalla mia testa la convinzione che il suo compito sia stato copiato passo per passo da qualcuno che, sicuramente, ne sa più di lei. Per questa volta lascerò correre, considerando l’impegno che ha dimostrato oralmente, nessuna punizione dunque ma mi vedo costretto, nonostante l’esattezza della risoluzione del problema, a darle una scarsa sufficienza.”

“Porca troia!” Sussurrò Sarah, pensando di non essere sentita.

“Ecco, mia cara, questo invece le costerà una grave insufficienza!!” gongolò Mardok.

Sarah ebbe un tuffo al cuore: non poteva permettersi un’altra insufficienza in matematica. Come odiava quell’uomo. Incassò l’insuccesso e tra uno sbadiglio e l’altro, celati dalla mano, attese con ansia la fine dell’ora e l’arrivo dei dieci minuti di intervallo.

Quando Mardok scomparve dal monitor Sarah clicco sull’immagine di Jeena: “Devo parlarti con urgenza.” Le disse.

“Che cosa succede?” chiese con ansia la sua amica.

“Ho trovato delle fotografie, vecchie immagini di famiglia, ho bisogno che ne cerchi qualcuna anche tu, ci sentiamo stasera dopo cena.”

Subito dopo clicco sull’immagine di Adam e di Isaac chiedendo anche a loro di cercare vecchie istantanee e di incontrarsi via web dopo cena.

La mattinata trascorse con lentezza, senza né buone né cattive sorprese dopo il professor Mardok.

Terminate le lezioni mattutine, alle ore 13, Sarah si ritrovò in cucina con il fratello, ordinarono il pranzo, sedettero a tavola e si raccontarono un paio di episodi accaduti durante le lezioni che valessero la pena di essere ascoltati con interesse. Ovviamente Sarah omise il brutto voto in matematica. I loro genitori comparvero circa mezz’ora dopo, consumarono un pasto frugale, chiesero notizie delle prime ore scolastiche e tornarono al lavoro. Sarah tacque anche a loro il suo fallimento.

Alle 14 iniziò la seconda parte delle lezioni. La prima ora chimica, letteratura per altre due ore e diritto costituzionale per finire. Alle 18 in punto Sarah scollegò il computer dal sito della scuola, si sdraiò sul letto, rimbalzando e iniziò a fissare il cielo nero. Dal soffitto della sua camera, realizzato in carbonio e vetro trasparente, posizionato dentro la immensa sfera anni prima dai costruttori, si riuscivano a distinguere nitidamente i due soli. Brillavano intensamente ma la loro luce non arrivava ad illuminare Biblos. La luce solare mancava, mancava più dell’aria stessa. Sarah prese lo zaino ed estrasse, dalla tasca segreta, le fotografie esaminate la sera precedente. Volti che non ricordava ancora, forse il dottor Foster si era dimenticato di rammentarle quei volti… Non ne era certa. Le sfogliò una per una, cercando di catturarne i particolari con più attenzione ma gli occhi cadevano sempre su quelle nuvole ferme nella stessa identica posizione nonostante i luoghi diversi. Ad un tratto scorse un altro particolare che la indusse a riflettere: i bambini crescevano ma il volto di quei nonni ipotetici non invecchiava mai. Pensò che forse in soli quattro anni il viso di una persona non potesse modificarsi così tanto da dimostrare il tempo trascorso, forse la stampa fotografica non riusciva a catturare le rughe degli anni passati. Prese una lente di ingrandimento e la passò lentamente su ogni dettaglio. Apparentemente non era visibile nulla che la potesse impensierire, oltre a quelle nuvole poi il cuore ebbe un sussulto: l’albero! Vi era sempre lo stesso albero in ogni immagine. Nelle fotografie della campagna, della piazza, della fontana. Non riusciva ad attendere oltre. Riaccese il computer e chiamò Jeena. Al terzo beep il volto dell’amica apparve sul monitor.

“Non avevamo appuntamento dopo cena?” esordì la ragazza con voce seccata.

“Si, Jeena, scusami, è troppo importante e urgente. Devo confrontarmi con qualcuno che possa comprendere il disagio che sto provando.”

“Aspetta un momento, ero in linea con Samuel. Lo saluto e arrivo.”

Sarah attese un paio di minuti fino a che il volto di Jeena riapparve più disteso.

“Eccomi, sono in ascolto.”

“Hai trovato qualche vecchia fotografia?”

“In realtà non ne ho nessuna.”

“Come sarebbe che non ne hai nessuna?”

“Ho chiesto anche ai miei genitori, mi hanno detto che non hanno portato nessun ricordo a Biblos. In realtà ho chiesto anche a Samuel e mi ha detto la stessa cosa. Nessuno di noi, a parte te, ha vecchi ricordi del pianeta Terra.”

“Cosa vuol dire?”

“Vuol dire che non è stato permesso a nessuno portare vecchi ricordi durante il trasferimento.”

“Perché io ho tutte queste vecchie fotografie allora?”

Jeena scosse la testa, alzò le spalle e disse che aveva altro da fare.

Tutti i racconti

4
3
26

Gli specchi

14 January 2026

Una fredda domenica di dicembre passeggiavo tra gli edifici chiusi e vuoti del Politecnico di Milano. Mi faceva impressione vedere il campus universitario quasi completamente deserto. Mentre mi guardavo intorno però i ricordi iniziarono a fluire e a prendere spazio, fino a riempire quello sfondo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Molto carino.Like

  • Maria Merlo: L'ho letto davvero volentieri e mi sono un po' ritrovata nella tua [...]

5
4
36

Il triciclo

14 January 2026

"Buongiorno, ispettore, come va?" Chiese il barista dietro il bancone. "Buongiorno, Antonio… lo sai che ormai sono in pensione… non chiamarmi più ispettore." Lanciò uno sguardo che oscillava tra il sornione e il faceto. Da trent’anni circa, prima come ispettore e poi da pensionato, veniva in quel [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Bello....inseguire i propri dedideri dopo tanto dovere. Buona vita ispettore.Like

  • Maria Merlo: Bravo. Like.

2
8
108

L'ultimo incontro

13 January 2026

Il giornale radio comunicò che sulle montagne era in corso la prima nevicata dell'inverno. Parcheggiammo in Via Torino. Scendemmo dall'auto. Il pulviscolo luminoso dei lampioni impediva di vedere il cielo. L'aria era pungente. Entrammo nell'alcova. In ogni angolo della stanza dei candelabri indiani [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Simone Graziosi: Buongiorno a Tutti. Sul sito www.spreaker.com sono stati pubblicati dei podcast [...]

  • Walter Fest: Grazzie un sacco Simo' , certo che andremo a sentirti sur poddecast.

3
4
57

MISERIA E NOBREZA

13 January 2026

“Diz que deu, diz que da’, diz que Deus darà” Le voci un po’ gracchianti di Caetano e Chico, provenivano da una vecchia radio distrattamente collocata su uno dei tanti balconcini, in uno dei numerosi vicoli di quel gigantesco agglomerato urbano chiamato “Rocinha”. Un girone dantesco al contrario [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
5
148

Il furto

12 January 2026

La notte a Milano non è solo un'immagine in bianco e nero. Le luci si allungano, i rumori si sfumano e tutto sembra muoversi con un passo più lento. Mi ero iscritto a un workshop notturno per catturare proprio questa Milano diversa. Reflex pronta, cavalletto piazzato, tutto sotto controllo. Poi [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

1
2
103

Il Signore del Nulla

12 January 2026

Il Signore del Nulla Un giorno qualunque si apre su una crepa invisibile. Tra feste che si deformano, amori illusori e visioni apocalittiche, prende forma il Nulla: non un demone, ma la trama stessa che divora ogni realtà. Era una giornata di primavera, tiepida, quasi banale. Decisi di [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
6
137

La Crystal Pyramid

11 January 2026

Quando Lorenzo S. mise piede a Calerano, il paese stava attraversando la crisi più discussa degli ultimi dieci anni. Luisa, barista e moglie del fornaio, era scappata con il geometra Giuliani – pare per divergenze sui cornetti asimmetrici del marito – lasciando l’intera vallata a corto di caffè [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
6
61

L'uomo Nero 2/2

11 January 2026

Mentre piano piano sprofondava nel sonno, ebbe una nuova visione: qualcosa si muoveva nel muro. Poi lo rivedeva come in un film uscire dal piccolo buco impossibile, troppo stretto perché potesse passarci qualcuno. Invece ne usciva quella figura, alta, irreale, come se non appartenesse davvero a [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
3
139

Il silenzio

10 January 2026

Dopo tanto rumore finalmente il silenzio. Le orecchie fischiano. Il cuore batte forte. Il respiro è affannoso. Il corpo trema lievemente. Respiro. Piano piano. Il corpo ringrazia. Si calma. La mente ringrazia. C'è silenzio. Arriva la tanto ricercata pace. Il fischio nelle orecchie si placa. Inizio [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Dax: Bello...il silenzio a volte è un balsamo. like

  • Amelia: Grazie PREF e grazie Dax. Esatto, il silenzio è sia fonte di pace che [...]

3
5
44

L'uomo Nero 1/2

10 January 2026

A scuola Marco cercava di concentrarsi, ma senza successo. Continuava a pensare a Giulia e a come riuscire a farsi notare da lei. Aveva già terminato i compiti nell’ultima mezz’ora di lezione, persino quelli facoltativi. Sicuramente la professoressa Di Giovanni, l’insegnante di matematica, lo avrebbe [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
4
137

La casa di Jeeg 2/2

09 January 2026

«Ancora con ’ste fregnacce! Ascolta, vieni con noi e ti facciamo conoscere tante di quelle donne che ti scordi tutte ’ste minchiate!» Sbottò Sandro. All’improvviso il ragazzino partì di corsa e, al grido di: «Trasformazione… Jeeeeg…» si lanciò verso un buco nella siepe. Accorsi dall’altra parte [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: sa più il pazzo a casa sua che il.savio a casa degli altri.
    Mi ha [...]

  • GustavLebo: Ciao Walter Fest non sono romano ma ho vissuto qualche anno nella città [...]

4
7
128

Al Cèster

09 January 2026

È sabato e sono le undici di mattina. Ho voglia di uscire e andare al bar a prendere un caffè. In un piccolo paese come Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena, non c’è molto da fare. In fondo credo che sia così un po’ ovunque nelle province italiane: spesso l’unica alternativa al nulla [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

Torna su