Oggi sarebbe  stato il tuo compleanno, un peso consistente avresti portato sulle spalle, ma avresti liquidato con la tua aria di superiorità questa realtà, tu non compievi gli anni aggiungevi solo sapienza, ovviamente la tua.

Sei andato via dalla vita il mese scorso, credo solo senza affetti, forse con una mano estranea che ti ha accudito ma senza amore; non sarei corsa al tuo capezzale forse, ma quel residuo di parenti serpenti che avevi non mi hanno degnata di una semplice comunicazione e solo un presentimento mi ha spinta a chiedere tue notizie.

Sono certa che l’unica persona che oggi ti rivolge un pensiero sia io, nessun altro lo potrà fare perché hai cancellato la tua memoria negli altri vent’anni fa.

I tuoi nipoti, che non ti hanno, né hai mai amato, si saranno precipitati a riscuotere il “ dovuto”, e nel momento in cui- e spero che abbiano esaudito le tue volontà- avranno racchiusa la sintesi della tua vita in un’urna, si sbraneranno per i beni materiali che hai custodito e non goduto.

Ti ho amato, forse a modo mio, ho commesso sicuramente errori ma sono stata sempre leale e fedele.

Il tuo mostro interno ti ha consumato l’anima, vedevi nemici ovunque, io ero il tuo gioco e la tua pena, la tua coscienza e il tuo malessere, ma ero e sono stata l’unica a  starti accanto per un ventennio anche se mi avevi privato di me stessa.

Ormai non serve recriminare, non ci sei più, tutta l’amarezza che mi hai donato io l’ho tramutata in  voglia di vivere e perdono, sì perdono per gli errori di entrambi.

Ti auguro un buon compleanno anche lassù da dove magari vedrai che era la tua infelicità a vedere il male negli altri.

Trova la pace finalmente.

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