Mentre discuteva a bassa voce con la sua dama sulla qualità e il colore dei pregiati filati che la commessa Olga stava mostrando, vide il padrone recarsi nel retrobottega, scomparendo dietro la pesante tenda.

 

In quel momento Elisabetta fece un leggero cenno alla Contessa che, recepito il messaggio, si rivolse a Olga con un sussurro discreto: “Ho bisogno che tua sorella Tatiana venga a palazzo. Stasera.” La ragazza, visibilmente intimorita, lanciò un’occhiata preoccupata verso la tenda e chinò lievemente il capo in segno di assenso.

 

Appena in tempo: il mercante riapparve con un rotolo di velluto color rubino tra le mani e uno sguardo indagatore puntato sulla povera Olga, come se sospettasse qualcosa di poco lecito.

 

L’abilità della Contessa, che chiese prontamente di vedere gli ultimi merletti arrivati, permise alla giovane di voltarsi verso il ripiano dietro di lei, nascondendo così il forte rossore che le aveva acceso il volto.

“Ecco Eccellenza, questi sono gli ultimi merletti di Vologda, arrivati ieri mattina” disse Olga con una leggera incertezza nella voce.

 

Dopo aver scelto sete e pizzi, la Granduchessa uscì velocemente, lasciando che la sua accompagnatrice si attardasse ancora qualche istante per definire il giorno della consegna al Palazzo di Marmo.

 

Con il sopraggiungere della sera, il mercante Semenov, visibilmente stanco ma soddisfatto delle vendite del giorno, mise il lucchetto alla sua bottega e congedò con fare brusco e frettoloso Olga e Tatiana.

 

Come al solito, le due sorelle presero la via di casa.

 

Ma, una volta attraversata la strada e guardatesi attorno per assicurarsi che nessuna guardia facesse caso a loro, deviarono il percorso e si diressero verso la residenza Konstantinovic.

 

Intanto, nel salotto verde al primo piano del Palazzo, la Granduchessa e la Contessa commentavano sottovoce gli ultimi avvenimenti, ingannando l’attesa.

 

Appena giunta, Tatiana fu introdotta dalla cameriera come era ormai d’abitudine. Infatti non era la prima volta che Elisabetta ricorreva a quei servigi proibiti e severamente puniti in tutto il territorio dell’Impero.

 

La giovane accennò un goffo inchino e indietreggiò quanto bastava per raggiungere lo sgabello a lei destinato e opportunamente posizionato lontano dalle poltrone dorate.

 

Dopo essersi assicurata che nessun servitore potesse origliare, la Contessa Lamsdorf chiuse la doppia porta.

 

Ora, nel silenzio ovattato della stanza, interrotto solo dal crepitio del legno nel camino, Tatiana estrasse da una tasca nascosta tra le pieghe della gonna un mazzo di carte consunte: i tarocchi russi.

“Tatiana,” esordì la Granduchessa, “prima di usare le carte, dimmi quali notizie circolano.”

 

Grazie al suo lavoro, la ragazza intercettava informazioni delicate, tanto preziose quanto l’oro, ben consapevole che veicolare quei sussurri significava mettere a repentaglio non solo la propria vita, ma anche quella di tutti i suoi familiari.

“Vostra Altezza, si parla di un malcontento che divora gli animi di contadini e operai. Si stanno organizzando per portare fiamme e barricate fin sotto i palazzi.”

 

A quelle parole la padrona di casa strinse il bracciolo della poltrona senza però mutare espressione, mentre la Contessa parve smettere di respirare.

 

Un silenzio opaco calò nell’ambiente.

“Tatiana,” riprese Elisabetta indicando il mazzo con l'indice, “taglia le carte. Dimmi se questo fuoco raggiungerà San Pietroburgo prima che la neve si sciolga.”

La giovane eseguì con apprensione e dita tremanti. La studiata lentezza divenne necessaria per poter tradurre al meglio, in parole, le figure sulle carte.

“Vostra Altezza, i tempi stanno maturando in fretta. Se non ci sarà un cambio di rotta, le barricate arriveranno. Vedo che altra neve dovrà cadere prima che ciò accada, ma quando giungeranno i giorni della sofferenza dovrete essere forte perché la vostra famiglia ne sarà travolta.”

 

Per la seconda volta l’atmosfera del salotto perse vitalità e tutto apparve più sbiadito.

 

Preso atto del responso infausto, la Contessa, con un cenno della testa, si apprestò a congedare Tatiana, che uscì con la stessa incerta riverenza con cui era entrata e raggiunse Olga che per tutto il tempo l’aveva attesa fuori dalla cancellata.

 

Elisabetta Mavrikievna, sotto lo sguardo impotente della sua dama di compagnia, si abbandonò allo schienale della poltrona.

 

Fissando la fiamma nel camino e pensando alla folata gelida che già da tempo si era intrufolata tra le colonne del Gostiny Dvor, sapeva che la profezia si sarebbe avverata.

 

L’Impero era in pericolo.

 

Cosa avrebbe potuto fare lei per deviare la corsa del vento?

 

La sua mente andò alla sua famiglia, a suo marito, ai suoi amati figli.

 

Le mani tremanti le coprirono gli occhi grigio-azzurri.

 

Ne era convinta: avrebbero assistito, inermi, al compimento di un destino tragico che nessuna forza al mondo avrebbe più potuto arrestare.

 

Le marché, témoin muet et impuissant du destin d’une dynastie et d’un peuple millénaire

Tutti i racconti

0
0
4

I SUSSURRI DEL GOSTINY DVOR (2/2)

27 September 2026

Mentre discuteva a bassa voce con la sua dama sulla qualità e il colore dei pregiati filati che la commessa Olga stava mostrando, vide il padrone recarsi nel retrobottega, scomparendo dietro la pesante tenda. In quel momento Elisabetta fece un leggero cenno alla Contessa che, recepito il messaggio, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

0
0
2

C'era una volta settembre

27 September 2026

Pianeta Terra. Pomeriggio spietato di un’estate barbara. Una musica sudamericana molto nenia e poco ritmo si insinua dalle finestre a bocca spalancata del quartiere, forando quella cortina di gradi indicibili che questo settembre ha deciso di sfornarci senza posa. Il ventilatore di casa accusa [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
4
29

I SUSSURRI DEL GOSTINY DVOR (1/2)

26 September 2026

Il Gostiny Dvor di San Pietroburgo – il 'Cortile dei Mercanti' – rappresentava, in quell’inizio di secolo, il cuore pulsante degli affari. Era la vetrina voluta dagli Zar per ostentare al mondo la magnificenza di un Impero che appariva all'avanguardia e inarrestabile, anche se, a ben guardare, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Solitaria77: Mi è piaciuto, si legge bene e riesce a farti entrare nell’atmosfera [...]

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    Benvenuta/o su LdM.
    Interessante la storia, piacevole la scrittura.
    Personaggi [...]

5
8
36

Non so cosa scrivere, ovvero la nascita di un racconto breve

26 September 2026

Non so cosa scrivere. Non è banale. Cioè, qui si devono pubblicare racconti e io non so cosa scrivere. Guardo il cursore che lampeggia sulla pagina bianca e penso. Quindi sono. OK, brutta battuta. La realtà è che penso alla soluzione definitiva, all'assenza di idee: penso a un evento vissuto. In [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
7
42

Senza motivo (2/2)

25 September 2026

IV. La voce Quella notte non dormii. Verso le sette, disteso sul letto della casa dei miei con le persiane ancora chiuse e una striscia di luce grigia che filtrava dal bordo, cominciai a sentire, dentro la testa, una voce che non era la mia. Era, mi accorgo che è assurdo mentre lo scrivo ora, la [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • zeroassoluto: Emulazione, solo emulazione di film, tv e fatto di cronaca.
    Non si nasce [...]

  • Rubrus: Oh, andiamo... e da dove verrebbe questo fantomatico "virus" ? Da [...]

7
8
36

L'altezza del finestrino

25 September 2026

Lavoravo in una pizzeria d’asporto di quartiere, piccola e nascosta, con un’aria vecchia rivestita da un ammodernamento fittizio. Nuovi colori, nuovo mobilio e nuovo personale avevano trasformato una catapecchia in una pizzeria chic ed elegante sui toni del verde muschio, ma la clientela rimaneva [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Solitaria77: Bello, mi è piaciuto. Sembra semplice, ma alla fine ti fa pensare. Quel [...]

  • Rubrus: Occhio che, come hanno già notato, la molla che spinge la protagonista, [...]

3
10
43

Dal Tribunale alla Giustizia Divina

Il viaggio della Bilancia

25 September 2026

Per me, che ho radici salde nell'ateismo ma lo sguardo da sempre incuriosito dal mistero della fede, l'arcangelo Michele ha sempre rappresentato un'eccezione, una figura verso cui nutrivo un'istintiva simpatia. È stato solo muovendo i primi passi lungo i sentieri del simbolo e dell'etimologia che [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Brava Veronica... quindi femmina!
    Fai bene a preferire il passato: oggi [...]

  • Rubrus: Sono pienamente d'accordo: il mito è la prima risposta alla necessità [...]

4
5
49

Senza motivo (1/2)

24 September 2026

I. Ivan — Ottobre 2025 Ladispoli, fuori stagione, è un paese che sembra aver dimenticato di essere una località di mare. Le persiane delle seconde case sono chiuse, gli stabilimenti sono chiusi, gli alberghi pare che non siano mai stati aperti. Anche i negozi su Viale Italia hanno perso quella [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • MaricaR: Dal titolo ho il timore che la storia finisca male. Uno di quegli omicidi fatti [...]

  • Dax: Queste vicende sono così assurde
    . Togliere la vita, togliere tutto [...]

7
15
58

L'uomo che non aveva paura

Eco
24 September 2026

La paura è un'amica preziosa. Glielo avevano ripetuto decine di volte. Psicologi, medici, persone che cercavano di convincerlo che ciò che era successo quella notte non fosse colpa sua. Aveva undici anni quando uccisero la sua famiglia. Non ricordava tutto. Alcune immagini erano rimaste nitide, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • MaricaR: Dai confessa! Sei stato tu a ucciderlo :-) 😂😃😂

  • Eco: 😧 Scriverò solo in presenza del mio avvocato. 😎

5
12
37

Vi racconto la storia della sfogliatella Riccia

un viaggio tra monasteri, vicoli e tradizione napoletana

23 September 2026

La sfogliatella riccia è molto più di un dolce. È una piccola architettura di pasta e ripieno, un intreccio di sfoglie sottilissime che racchiude profumi, consistenze e memoria. Quando arriva sul bancone di una pasticceria napoletana, ancora tiepida e spolverata di zucchero, sembra quasi custodire [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Gennarino: Ondine: Grazie per acer letto e commentato. Buona serata.

  • Gennarino: zeroassoluto: e come si fa a rinunciare? Grazie per il like. Buona serata.

7
8
45

Ho trovato il modo

23 September 2026

Ho trovato il modo di rendermi felice. Ora è inutile che mormoriate come avessi trovato chissà cosa. Animando discussioni e invidie. Non potrete neanche rubarmi eventuali copyright. Non agitate anime con teste che al tocco risultano vuote. Lancerete anatemi sui social, che di sociale hanno ben [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Quoto lo scrittore (Lorenxo mi pare).
    Star bene con se stessi e FOTTERSENE [...]

  • Walter Fest: A Riccà io nun cjò capito un caxxo, comunque vado a fiducia e [...]

7
8
60

Un’altra vita

Spin-off retroscena del racconto "Pedicure"

22 September 2026

Nota per i lettori: Questo racconto approfondisce le motivazioni e le origini della protagonista già incontrata in "Pedicure". «Giacomo è partito?» mi chiese uno dei ragazzini che giocavano a calcio nel cortile del condominio. «Avete di nuovo tirato il pallone contro la sua saracinesca?» «Sì, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

Torna su