«Tra duecento metri, alla rotonda, prendi la seconda uscita e resta su Viale Liberazione.» Suggerì il navigatore dell’auto.

 

Raniero Natali era, da sempre, in eccesso di autostima.

 

Questa quantità esagerata di ingiustificata considerazione di se stesso traboccava inevitabilmente nei rapporti con gli altri. E si trasformava in arroganza e sufficienza.

 

Gli “altri” erano tutto ciò che si trovava fuori da lui stesso. Ne consegue che neanche il navigatore poté risparmiarsi il suo biasimo sprezzante:

 

«Core, oggi sei indietro come un orologio fermo. Ducento metri un cazzo! Stamo già dentro la rotonda da n’era geologica. Sveglia!»

 

Il navigatore lo ignorò e, con tranquillità e ritardo, esortò categorico: «Esci dalla rotonda.».

 

Raniero, che da sempre viveva i contraddittori in maniera più che sanguigna, non era tipo da lasciar perdere, quindi reagì prontamente:

 

«Caro mio, se stavo a aspettà te vincevamo ‘na gara de girotondo co’ le trottole. Te devi sveglià! Stamo già sul Viale da trenta secondi!»

 

Si sentì soddisfatto di aver ammutolito quel rincoglionito che, infatti, tacque per un bel po’. Al punto che quando arrivarono alla successiva rotatoria il meschino aggeggio sembrò aver compreso l’antifona e non mise bocca.

 

Raniero, essere superiore, era in grado di leggere i cartelli stradali e quindi dimostrò le proprie sopraffine qualità imboccando senza alcuna incertezza la seconda uscita verso l’autostrada.

 

In quel preciso momento, però, «Tra cento metri, alla rotonda, prendi la seconda uscita per Autostrade» predicò con sicumera il navigatore, ingiungendo con la massima decisione trenta secondi dopo: «Esci dalla rotonda!»

 

Se c’era qualcosa che mandava immancabilmente Raniero Natali fuori dai gangheri era proprio che qualcuno tentasse di tenergli testa. Soprattutto se lo faceva ignorandolo e, di conseguenza, non riservandogli l’attenzione ammirata che lui riteneva di meritare.

 

«Allora non capisci! Stai addietrooo! La rotonda era du’ minuti fa. Cazzo, oggi sei utile come un sacchetto de sabbia nel deserto. Almeno sta zitto e famme concentrà, stronzo!»

 

Il sole estivo illuminava il moderno raccordo autostradale. Dieci chilometri perfettamente rettilinei. Quattro lucide corsie di asfalto arroventato divise, a due a due, da un new jersey di cemento nuovissimo su cui sfrecciavano, con Raniero, poche altre accaldate vetture nei due sensi.

 

La strada sembrava indifferente al conflitto in corso. E fu chiaro che indifferente lo era anche il navigatore che, con il medesimo tono privo di alcuna vergogna, annunciò «Incidente poco più avanti. Prestare attenzione.»

 

Appena un attimo di tensione.

 

Quindi Raniero esplose. D’altronde con lui neppure un congegno poteva avere la meglio: «Oggi stai fuori come un terrazzo! Ma che vai incidentanno, stupido. So’ dieci chilometri de rettilineo tutti visibili e lisci come l’olio. Te sei proprio magnato il cervello, me sa!»

 

Imperterrito, il navigatore insisté: «Incidente poco più avanti. Prestare attenzione.»

 

Questo era troppo! Davvero troppo!

 

Raniero perse definitivamente le staffe e urlando come un ossesso iniziò a colpire con la destra il punto del cruscotto in cui identificava l’essenza di quello “stronzo inutile e pieno di boria” che evidentemente si sentiva superiore a lui.

 

«Te la devi da smette. Te dico che vedo dieci chilometri de strada. Te dico che tutti stanno tranquilli per li cazzi loro. Te dico che non ce sta sto ’ncidente e tu insisti. Sto stronzo d’oracolo del cazzo!»

 

Imperterrito quello ripeté: «Incidente poco più avanti. Prestare attenzione.»

 

Raniero perse il lume della ragione. Il saputone andava messo a posto. Ne andava della reputazione stessa del Natali!

 

Consumato dalla rabbia incontenibile cominciò a colpire con entrambe le mani quello che riteneva il volto del maledetto sapientone, la griglia di areazione centrale posta appena sotto le manopole della radio.

 

Colpì, colpì, colpì senza sosta mentre ripeteva «Sei un coglione, un coglione grosso come una casa, come una montagna! Ma quale cazzo di incidente!»

 

Muovendosi in modo tanto inconsulto, diede un involontario colpo anche al volante sterzando secco verso il new jersey che l’auto colpì a centoventi chilometri orari rimbalzando immediatamente, come una pallina da flipper, mentre si rovesciava più volte, accartocciandosi, fino a fermarsi sul bordo della strada, ripiegata sul guardrail.

 

Nell’aria solo l’eco dell’ultimo “coglione!” di Raniero e lo sfrigolio dei liquidi dell’auto che sgocciolavano sull’asfalto bollente.

 

Quindi una voce sintetica, sicura e indifferente, proveniente dall’interno del groviglio di lamiere:

 

«Incidente proprio qui, ora.»

Tutti i racconti

0
0
3

Senza motivo (1/2)

24 September 2026

I. Ivan — Ottobre 2025 Ladispoli, fuori stagione, è un paese che sembra aver dimenticato di essere una località di mare. Le persiane delle seconde case sono chiuse, gli stabilimenti sono chiusi, gli alberghi pare che non siano mai stati aperti. Anche i negozi su Viale Italia hanno perso quella [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

0
0
3

L'uomo che non aveva paura

Eco
24 September 2026

La paura è un'amica preziosa. Glielo avevano ripetuto decine di volte. Psicologi, medici, persone che cercavano di convincerlo che ciò che era successo quella notte non fosse colpa sua. Aveva undici anni quando uccisero la sua famiglia. Non ricordava tutto. Alcune immagini erano rimaste nitide, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
12
32

Vi racconto la storia della sfogliatella Riccia

un viaggio tra monasteri, vicoli e tradizione napoletana

23 September 2026

La sfogliatella riccia è molto più di un dolce. È una piccola architettura di pasta e ripieno, un intreccio di sfoglie sottilissime che racchiude profumi, consistenze e memoria. Quando arriva sul bancone di una pasticceria napoletana, ancora tiepida e spolverata di zucchero, sembra quasi custodire [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Gennarino: Ondine: Grazie per acer letto e commentato. Buona serata.

  • Gennarino: zeroassoluto: e come si fa a rinunciare? Grazie per il like. Buona serata.

6
7
35

Ho trovato il modo

23 September 2026

Ho trovato il modo di rendermi felice. Ora è inutile che mormoriate come avessi trovato chissà cosa. Animando discussioni e invidie. Non potrete neanche rubarmi eventuali copyright. Non agitate anime con teste che al tocco risultano vuote. Lancerete anatemi sui social, che di sociale hanno ben [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Ondine: Amare se stessi non è un lavoro facile, siamo sulla fune a volte ma [...]

  • zeroassoluto: Quoto lo scrittore (Lorenxo mi pare).
    Star bene con se stessi e FOTTERSENE [...]

6
7
54

Un’altra vita

Spin-off retroscena del racconto "Pedicure"

22 September 2026

Nota per i lettori: Questo racconto approfondisce le motivazioni e le origini della protagonista già incontrata in "Pedicure". «Giacomo è partito?» mi chiese uno dei ragazzini che giocavano a calcio nel cortile del condominio. «Avete di nuovo tirato il pallone contro la sua saracinesca?» «Sì, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Mi associo ai complimenti e all'idea di riprendere la storia con un antefatto.
    Giacomo [...]

  • Ondine: Vada per l'antefatto! :))
    Grazie

3
5
34

Ho incontrato il bambino che ero

22 September 2026

Non lo so. Capita, a volte, di sentire che nell’aria deve succedere qualcosa. Forse non sarà niente di speciale, ma sarà quella cosa che, in qualche modo, ti cambierà la vita. E lo sai e lo senti e quella sensazione è più forte di qualunque altra cosa. Un giorno presi la bicicletta e feci un giro, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Andare in bicicletta lungo l'argine di un fiume, mi ricorda le mie pedalate [...]

  • Amelia: Like. Bel racconto. Molto dolce la fine

6
6
35

Lo scalino bagnato

22 September 2026

Sono passati sedici anni da quando, dopo che si seppe che mio fratello aveva scelto di collaborare con la giustizia, rimasi sola e cominciai a subire diverse forme di prepotenza. Sono una donna diversamente abile e ho sempre voluto vivere liberamente. Venivo insultata, mi trovavo il portone di [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Solitaria77: vi ringrazio a tutti dal profondo del cuore

  • MaricaR: Ciao Solitaria, mi dispiace per la tua situazione e per quello che hai dovuto [...]

3
3
31

Destino Clandestino

22 September 2026

L’unico vero libero arbitrio che abbiamo a disposizione nella vita terrena è scegliere se opporre o meno resistenza agli impulsi egocentrici. Penso che la sorte ci condizioni ineterno, con due sole eccezioni: non ha potere sulla nostra libertà di scelta e non ci può mentire. In quel lontano periodo [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • zeroassoluto: Giustamente tu no, perché lo hai venduto!
    Ma poi del ricavato della [...]

  • U1785: evidentemente il poco libero arbitrio conservato nel tuo destino ha permesso [...]

3
16
61

Franceschieglie 'ru stagnarieglie

21 September 2026

C’era una volta il mio paese, quello del dopoguerra: tanto diverso da oggi che, a parlarne ora, sembra di raccontare una favola. Io, bambino, al calar della sera, obbediente al richiamo dei genitori, lasciavo il gioco a nascondino — che la penombra rendeva ancora più avvincente — e rientravo a [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
10
48

Hai già mangiato? (2/2)

21 September 2026

«Credevo che non mangiavate il maiale» disse Emma guardando il pezzo di carne. «Quelli sono musulmani. In Cina ci sono un sacco di ricette per il maiale». «Ricette della nonna, eh? E magari vuoi che ti faccia usare la mia cucina». «Altrimenti non mi credi». Emma appoggiò la mano sul mattarello. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Ondine: Molto denso per così poche battute, ho come l'impressione che gli [...]

  • Rubrus: To all, grazie. Ero consapevole del problema dei tanti personaggi, ma siccome [...]

5
4
62

Hai già mangiato? (1/2)

20 September 2026

La vecchia Emma aveva fatto scappare cinque badanti. La prima era durata più a lungo, ma, all’epoca, Emma riusciva ancora a tirare la sfoglia. Un velo sottile, attraverso cui, in controluce, si scorgeva la sua mano che conservava i calli da contadina. Poi, però, un ictus; leggero, ma il braccio [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
6
37

Damiano (2/2)

20 September 2026

Cominciò a sentirsi in trappola. Sembrava che nessuno in famiglia potesse fare a meno del suo aiuto. si chiedeva finora come avessero fatto a tirare avanti, lui non c'era stato per quaranta anni. Non era certo questo che aveva sognato. Un sabato mattina, il figlio era a casa, la moglie non aveva [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Ennesima bella prova di un autore in stato di grazia...
    Il [...]

  • Dax: Bello. però mi spiace per il protagonista..Poteva usare l'esperienza [...]

Torna su