La vanita' della paura di vivere. Era questo il motivo del testo che avrei voluto scrivere. Pensavo di finire per Agosto, ma in un lampo, il profano sostituì quel poco di sacro rimasto. Lo ricordo ancora quel foglio, sommerso di polvere, tra simili che mi tennero compagnia nelle notti insonni. Abitavo al quarto piano, non amavo bere il caffe con qualcun altro, uscivo solo per comprare il latte al gatto, un bel tipo quel gatto. In pochi mesi vidi due lune piene, forse una. Non sono certo neanche fossero piene. Cercavo un terreno asciutto dove piantare il mio albero di pere, lontano dagli altri alberi, al di fuori della portata degli uomini. Non volevo che i suoi frutti fossero raccolti. Non amavo da anni e avevo ricominciato a bere, a bere l'acqua fredda dal frigo. L'unico legame era un orologio, un vecchio Casio, disperso o perso per casa. Mi dicevo : "se lo trovassi riempirei quel maledetto foglio!". Tentativi miseri, voglia pari al nulla. Un martedi come un altro distrussi parte degli schemi e delle abitudini. Di corsa per le scale, quasi senza fretta, quasi con la certezza di non tornare. Il sole bruciava la retina. Odiavo fare colazioni normali, con gente normale. Passai davanti al primo bar, mi fermai al successivo. Ripensai allo scritto, tornai indietro. Nessuna ispirazione. Mi avvicinai al frigo per cercarla. Un fallimento. Mi accorsi della stanza: sembrava quella di uno sceneggiatore che non trova la parte giusta da assegnare al migliore attore del cast. Fogli accartocciati e lanciati via come sigarette fumanti e spente in volo. Feci un altro tentativo, l'inchiostro pareva non volesse uscire dal metallico tubetto in fondo al terminale, e precipitai nell'apatico desiderio di dormire. Mi svegliai, colpito da un morbido tonfo, erano trascorsi solo due anni. Il foglio era ancora lì, dove l'avevo scordato. Forse proprio lui emise quel suono. Mi chiamo' e raccolse la mia mano, ancora stretta ad una penna. Passarono sei anni da quell'istante, non ho ancora finito. Le uniche certezze? Compro ancora il latte per il gatto, ho trovato l'orologio e ho gia' scritto il suo finale.

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