Oggi è una giornata uggiosa. Mi sembra di essere tra le pagine di un libro di Zafron, prigioniera in labirinti nebbiosi.

La verità è che sono stanca. Davvero.

Di camminare su strade d'asfalto dritte e rigide, che mi lacerano la pelle dei piedi.

Oggi, quasi quasi, me ne vado da Giovanna. A fare due chiacchiere.

Che poi non sono mai due chiacchiere.

La chiacchiera comporta qualcosa di frivolo e inutile.

Noi non so cosa facciamo in realtà.

Ci capiamo, penso.

Sì ecco ci capiamo.

Conviviamo con i nostri difetti, ci confortiamo e non ci giudichiamo.

Abbiamo imparato a non giudicare noi stesse e quindi a non giudicare gli altri.

Ad avere una sciarpa calda che lenisce le nostre debolezze.

Non abbiamo bisogno di consigli, ma sono di premere il tasto reset, ogni tanto. Così possiamo ripartire e scendere nell'arena.

Se vogliamo piangere piangiamo, senza sentirci deboli.

Il pianto è dei forti.

Sì lo so, sembra strano. Ma ci vuole coraggio per piangere, per amare. Per esserci, nonostante tutto.

E così arrivo da te.

Aprendo la porta entro in un posto dove i capelli arruffati non sono un problema. Dove possiamo essere.

Oggi sto con te.

Da domani riparto.

Ma oggi no. Ho bisogno di te.

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