Fra tanti negozzi che fanno n'bòn servìzzio prìncìpàrmènte cè nè stà uno che nun tè fà perde er vizzio, stò negozzio dè merce cè n'ha tanta trovi pèrfino la carta pè n'pacchettà  regali vari sìcùràmènte avète càpito bene dèntro stà bòttèga trovèrète àr primo pòsto dietro er banco sali e tabbacchi. Er gestore dèr locale come lò chiàmàmo dalle parti nostre è er tabbaccaro che cjà le sigarette giuste pè ogni gùsto. Dè chi fuma come lì turchi cè nè sò abbastanza e a quelli che esaggeràno purtroppo je viene pure er mal dè panza. Er fumo fà mòlto male, c'è scritto belle e grosso sùr pacchetto mà quàrcùno sè nè frega e fuma lò stesso pè dispetto.Er pròbblema è che tocchèrèbbe fèrmà er rifornimento artrìmènti dè n'brutto male arrivèrèbbe er mòmènto. Meno male che à lì minorenni la sigaretta è vietata ma a lòro paràcùli la cànna nùn jè mai mancàta e sì dòmani lì fùmàtòri vènissèro mèssi alle strette pùre cò là pàja fàrèbbèro lè sigarette.

 

Questo componimento è una mia reinterpretazione tradotta in dialetto Romanesco di una poesia scritta da un anziano purtroppo scomparso che in vita sua non era mai stato un lettore o uno scrittore, la sua vita era stata ben altro ma per chissà quale recondito mistero a un certo momento divenne poeta e prendendo spunto dalla vita di tutti i giorni scrisse numerose poesie che lui amava definire parodie, i motivi per i quali ho realizzato questa rielaborazione sono per rendere omaggio a questo poeta sconosciuto e poi per offrire un esempio ai più giovani che nei momenti che sono presi dalla noia e non sanno che fare magari come questo poeta potrebbero prendere la penna e cominciare a scrivere.

Giovanni Garofalo, grande poeta sconosciuto, dovunque tu sia ho voluto renderti omaggio con la speranza che la tua opera sia di esempio per giovani e futuri scrittori.

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