"Sei testarda come tua madre", mi hai detto tantissime volte. Sapevi di toccare il mio punto dolente, non per ferirmi, ma per incoraggiarmi a non arrendermi. "Tu sai tenere testa alle cose, e se lo vuoi puoi...", poche parole ma dirette le tue.
Mi piace immaginare di averti ora qui da me. Bere il caffè insieme e discutere sul fatto che io la maschera proprio non la voglio tenere. A modo tuo hai sempre cercato di comprendermi. Abbiamo sempre avuto opinioni opposte. Anche se poi sono state rare le occasioni in cui ci siamo potuti confrontare e in tante cose toh, ti assomiglio pure!
Chissà cosa avresti pensato di quello che accade qui nel mondo e se avresti acconsentito a tutti questi compromessi, per una presunta e limitata libertà.
Tu sei nato in un'epoca dove hai dovuto fare delle rinunce e dove ti sei dovuto adattare a tante circostanze difficili. Sei stato forgiato per la resistenza e alle cose razionate. Hai acquisito una calma quasi impassibile, là dove serviva. Da una parte ti invidiavo, ma dall'altra al contrario mi irritava.
Sicuramente anche in questo contesto storico della nostra vita tu avresti mantenuto il tuo sangue freddo e accettato malgrado tutte le assurdità. E magari mi avresti detto ancora: "sei la solita testarda!".
Tutto sommato, non mi dispiacerebbe sentirtelo dire, pur di averti qui ancora una volta, a bere il caffè insieme!

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