Alberto e Diego stanno uscendo dall'acqua, raggiungono Luana, Ivana e Carla, un po’ distanti Esther e Giulio stanno cantando con Walter “el pueblo unido”

«chiacchiere tra donne?»

«si, malignavamo»

«ne ero sicuro»

«niente di veramente cattivo, credete veramente che quelle due sono venute solo per passare una serata, o cercano anche un DOPO serata?»

«non lo so, però da casa loro, potevano vedere che c’è prevalenza di maschietti, da lontano sembriamo persone serie, sono venute a vedere che aria tira, non mi sembra una cosa brutta, con la storia dei ragazzi si sono parate il culo, ma lasciandosi un margine, se dicevano che i loro ragazzi sono stupendi e non sono con loro perché stanno facendo un turno di volontariato al bambin Gesù, avrebbero soffocato ogni tentativo d’abbordaggio»

«giusto! Ben recitato!»

«devi ammirare il tuo ex, non ha cercato minimamente di approfittare dell’occasione, neanche per ingelosirti»

«non è così stronzo, non ci siamo lasciati per odio… forse sarebbe stato meglio… ma solo per noia»

«come li vedete?»

«In teoria sono coppie sbagliate, quindi saranno perfette»

«spiegati meglio»

«Fabio e Monia sono due animali Alfa, dominanti, devono sempre avere l’ultima parola, usano e gettano i partner a piacimento, mentre Nicky e Biagio sono abbastanza goffi da avere bisogno di uno, o una, che prenda decisioni per loro»

«quindi per rimanere così, dovrebbero andare a vivere insieme tutti e quattro con i due Alfa che prendono decisioni per tutti»

«beh, le due sorelle sono molto legate, non sarebbe assurdo»

«ok, ora che abbiamo deciso la loro vita siamo più soddisfatti, glielo diciamo chiaramente quali dovranno essere le loro prossime mosse?»

Luana alza la manina, come a scuola

«devo dirvi una cosa»

nessuno risponde, ma tutti la guardano interessati

«sto uscendo con uno, ancora non è successo niente, forse è solo un’idea mia, ma da allora non sopporto più di stare con Walter, forse è stato solo un aiuto per una situazione già disperata»

Alberto ride: «Lo immaginavo una donna inizia a vedere i difetti del proprio uomo quando ha una ciambella di salvataggio dietro l’angolo»

«sei proprio stronzo, li vedevo già da prima e mi davano fastidio»

«ma andavi avanti per pigrizia, in fondo è un brav’uomo, ci sono affezionata…»

«vaffanculo!»

si alza ed inizia a camminare nervosamente sulla spiaggia seguita dalle due amiche

«dai, non te la prendere, è da maschi vederla in questo modo»

«non c’è ancora nulla, forse è solo una mia idea per non pensare alla noia della mia vita, sogno tutte le notti di scoparmelo, sì, e allora? Come si può sognare un collega d’ufficio con cui scambi a malapena qualche parola, solo che con lui ne scambio qualcuna in più, non c’è niente di male»

«allora perché sei nervosa? È una situazione per ora tranquilla»

Luana si guarda intorno, sono lontane dal fuoco, abbassa ugualmente la voce

«dieci giorni fa mentre lo stavo sognando ho iniziato a masturbare Walter, lui pensando che fossi sveglia mi ha baciata, quando mi sono svegliata stava togliendomi le mutande, ho capito subito la situazione e mi sono lasciata andare, non potevo dirgli che pensavo ad altro… è stato bello, ho goduto come da tempo non mi succedeva… ma era Oscar che mi stava realmente scopando»

«cazzo, e dopo?»

«la mattina dopo lui era affettuoso ed io mi sentivo una merda, da allora mi sono messa a fare tutto ciò che odiava, in pochi giorni abbiamo deciso di lasciarci»

«aspetta un attimo, ripeti un po’ come si chiama il tizio?»

«ci sei arrivata? Se non fosse una situazione assurda, mi verrebbe da ridere, quando sono arrivate le dolly sisters che hanno coperto M e N io pensavo, “la prossima volta porto Oscar e li faccio impazzire!»

«spero che Walter si trovi una Patrizia»

«Puttana sicuramente»

«non fare la stronza, hai deciso tu di lasciarlo, è un suo diritto trovarsi una Paola, o Pamela»

«Piera, Pina, Peppa Pig, Pietra»

«… e su questa pietra fonderò la mia chiesa della beata fornicazione!»

le risate arrivano alla lucciola che si alza in volo infastidita, si avvicina alle vibrazioni che provengono dalla chitarra

 

“Si discuteva dei problemi dello stato

si andò a finire sull'hashish legalizzato

che casa mia pareva quasi il parlamento

erano in 15 ma mi parevan 100.

Io che dicevo "Beh ragazzi andiamo piano

il vizio non è stato mai un partito sano".

E il più ribelle mi rispose un po' stonato

e in canzonetta lui polemizzò così:

 

"Che bello

due amici una chitarra e lo spinello

e una ragazza giusta che ci sta

e tutto il resto che importanza ha?

che bello

se piove porteremo anche l'ombrello

in giro per le vie della città

per due boccate di felicità".

 

Walter si gira, il gruppo si è diviso in tanti gruppetti, succede sempre così a metà serata, il momento dei pettegolezzi, sente che stanno parlando anche di lui, l’aveva già messo in conto, Esther lo strattona

«la vuoi smettere di pensarci, divertiti, ci siamo noi, abbiamo il dovere di coccolarti, ma se continui ad avere l’aria di chi ce l’ha col mondo intero ti spacco la chitarra in testa! Se ti va di sfogarti, chiacchiera!»

«non lo so, voi donne riuscite a parlare di tutto quando siete insieme, io non ci riesco»

«vuoi che ti lascio solo col chitarrista?»

«no, peggio ancora, tra maschi si parla solo di grandi scopate, non di problemi»

«allora lasciamolo qui e camminiamo, te lo ordino!»

S’inchina, dà un bacio a Giulio e prende Walter sotto braccio

«Perché il chitarrista è sempre lo sfigato? Se un gruppo di persone passa la notte su una spiaggia, il chitarrista finisce sempre da solo»

«smettila, poi a casa mi faccio perdonare!» la lucciola vorrebbe seguirli, ma il buio della spiaggia non l’attira, li manda da soli

«non voglio sapere di chi è la colpa, non ho ascoltato lei e sarebbe sbagliato»

«non è colpa di nessuno, ci siamo stancati, è una continua ripicca, fino ad un paio di settimane fa ancora si resisteva, ora ormai abbiamo sbragato»

«continua!»

«posso dirti una cosa un po’… molto personale?»

«sono le sole cose che ci diciamo noi ragazze»

«l’ultima notte che l’abbiamo fatto, non era partita bene, ci siamo addormentati salutandoci a malapena, poi in piena notte facevo un sogno in cui mi stavo eccitando, mi sono svegliato e lei me lo stava succhiando»

«interessante, continua»

«io quando ho sentito che stavo raggiungendo il punto di non ritorno, mi sono mosso e l’ho baciata, a quel punto è iniziata la più bella scopata del nostro menage, l’abbiamo fatto in tutti i modi possibili, un’ora dopo eravamo sfiancati e sudati, ci siamo fatti una doccia insieme e poi riaddormentati abbracciati. La mattina dopo sembrava che non fosse successo nulla, io ero dolce e lei insofferente»

«scusa, te lo chiedo da donna che sa quanto sia facile fingere con un uomo, la notte pensi che le sia piaciuto?»

«si, urlava di piacere, sembrava la prima volta, in fondo aveva cominciato lei a stuzzicarmi! Anche se lo desideravo, io non le avevo chiesto niente»

«non sai se eri già eccitato prima che lei iniziasse»

«non ricordo, dormivo, non so se ho fatto sogni erotici prima o dopo il suo… intervento»

«il sogno riguardava lei?»

segue un lungo silenzio, lui prende un grosso sasso e lo butta a mare, gli schizzi arrivano addosso ad entrambi

«te lo dico, ma dimenticalo un attimo dopo»

«va bene, lo giuro vostro onore!»

«riguardava te»

rimane a bocca aperta, non sa come reagire

«quando ti sei svegliato, con chi lo stavi facendo con la mente?»

«sempre con te»

«dovrei prenderti a schiaffi, lo sai?»

«sarei felice, se ti può far stare meglio, già mi sento in colpa così»

«evitiamo di parlarne, solo una cosa… può essere che lei si è accorta di non essere l’artefice della tua eccitazione?»

«non credo, non mi sono certo messo ad urlare… il soggetto»

«una donna lo capisce se pensi ad altro… cazzo, sto ripensando alla serata, non mi sembra che mi abbia trattato diversamente dal solito… no, abbiamo anche scherzato… forse ha capito che tu pensavi ad un’altra, ma per fortuna non ha capito chi… cazzo, mi manca solo di litigare con un’amica per un sogno»

«mi perdoni?»

«non lo so, in ogni caso adesso davanti a tutti non potrei incazzarmi, non so, vorrei farti delle domande, ma peggiorerei la situazione, torniamo tra gli altri, vado a fare la simpatica con Luana, spero di non risultare goffa… che situazione del cazzo!» tornano verso gli altri sorridendo per sdrammatizzare la situazione, Walter si butta su un asciugamano vicino ad Alberto, che sta ravvivando il fuoco, e Diego, mentre Esther dà un bacio sulla bocca a Giulio, poi si guarda intorno, come se dovesse decidere in quel momento cosa fare e si dirige verso le altre ragazze

«ce l’hai fatta a venire» è proprio Luana la prima a darle il benvenuto

«che ci fai tra gli uomini, sono pallosi»

«non mi avete chiamato, ve ne siete andate»

«stavi col tuo uomo, non volevamo disturbare»

Ivana interviene

«Luana ha discusso un po’ con Alberto, quindi l’abbiamo seguita»

«qual era il problema?»

«possiamo dirglielo?»

«beh, se era con noi, l’avrebbe già saputo, siamo tutte amiche»

«si è invaghita di uno con cui esce, non c’è nulla, ma lo sogna la notte e, sognando sognando… una notte ha fatto una sega a Walter»

«ma non era un pomp…» si girano tutte verso Esther, lei le guarda paralizzata

«sai qualcosa?» un grosso sospiro e poi

«va bene, diciamo missione compiuta, anche lui si è confessato, ci sono degli sviluppi che a me sembrano interessanti»

«quali?»

«anche lui pensava ad un’altra»

«e chi sarebbe?»

«che ne so? Forse una collega, non mi ha detto il nome, ha detto che tanto non la conosco, comunque è la stessa situazione, le piace ma non c’è nulla tra loro, lui ha pensato che tu quella notte avessi capito che il suo cervello era altrove e ti sei allontanata»

«non so se esserne contenta o incazzata»

«non fare la stronza, devi essere contenta, nessuno dei due tradisce, ma pensa ad altri, la storia tra voi è finita, ma rimanete amici, cosa vuoi di più?»

«sì, entrambi siamo stanchi e fantastichiamo, non poteva andare avanti»

«glielo dici che anche tu pensavi ad un altro, o lo tieni con i sensi di colpa?»

«domani deciderò»

«vuoi che glielo anticipo?»

«è un po’ una vigliaccata, ma forse è meglio, almeno anche lui ha il tempo di rilassarsi e pensare al nostro futuro da amici»

Carla guarda lontano verso il buio

«ma quei due non sono Fabio e Monia?»

«da dove tornano?»

«devo spiegarti le cose della vita?»

«da quanto tempo erano spariti?»

«un’oretta, il tempo necessario per giocare nell’acqua e smettere di giocare»

«Biagio e Nicky?»

«laggiù, chiacchierano, due logorroici imbranati insieme sono il peggior incubo»

«torniamo in gruppo, chiacchieriamo tutti insieme, così i pomicioni non s’imbarazzano quando arrivano»

«quelli? Hanno la faccia come il travertino, si vanteranno entrambi del bottino di guerra»

Esther intanto si avvicina a Walter:

«ti devo parlare» lui la guarda spaventato con l’aria interrogativa, lei gli fa un cenno positivo e tornano a passeggiare nella stessa direzione di prima, quella più luminosa, per non incrociare Fabio e Monia. Nicky e Biagio hanno finito di confessarsi, in due ore scarse sanno l’altrui vita, compresi particolari scabrosi

«che bello essersi trovati, entrambi siamo alla ricerca dell’anima gemella che possa capirci» si sfiorano la punta delle dita

«l’unica cosa di cui ho paura, è che siamo entrambi imbranati, abbiamo bisogno di qualcuno che ci tragga d’impiccio, saremo la coppia più goffa dopo Woody Allen e Diane Keaton su “io e Annie”, i pompieri saranno i nostri amici più fraterni, avremo un numero personalizzato nei rapporti con loro»

ridendo Nicky risponde: «e allora? Forse insieme riusciremo a crescere, cioè, voglio dire… se mai inizieremo una storia»

«buttati, anch’io ho paura, paura di combinare casini, paura di deluderti, paura di…» entrambi si buttano in avanti, il momento è arrivato… purtroppo arrivano troppo veloci, il colpo è abbastanza violento, ridono sommessamente

«fai finta di niente, non ci facciamo vedere, altrimenti dicono che cominciamo subito con i guai… attento, ti esce un po’ di sangue dal labbro, vai sulla sabbia, altrimenti sporchi l’asciugamano»

«grazie amore, hai ragione»

«ci buttiamo nell’acqua?»

«ok, fai finta di giocare ed io ti rincorro»

«agli ordini capo!» si alzano ridendo ed entrano abbracciati nell’acqua, stavolta il bacio è perfetto, gli altri li guardano soddisfatti, la serata sta diventando magica, la Luna sta facendo il suo dovere, Giulio inizia a suonare “la Luna” di Edoardo Bennato.

Esther e Walter stanno tornando indietro, lui fa cenno alla sua ex di raggiungerlo, lei si alza subito, come se non aspettasse altro, quando sono uno davanti all’altra c’è un attimo d’imbarazzo, poi si abbracciano stretti, non è un ritorno di fiamma, ma i rispettivi sensi di colpa si sono placati, sono consci dei loro problemi, forse un periodo di separazione li riavvicinerà di nuovo, per amicizia, affetto… forse di nuovo amore?

Diego, sdraiato, inizia a parlare, come se fosse una riflessione che fa a se stesso

«quando ho fatto il mio discorso, anni luce fa, ero il primo a non credere a quello che dicevo, volevo solo stupirvi con la logica, poi in poche ore è cambiato tutto, il fluido millenario del nostro satellite ha colpito ancora»

Nicoletta e Biagio sono usciti dall’acqua, sempre abbracciati, Diego si alza lentamente, in modo molto teatrale, ci aspettiamo che continui con “io vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo”, invece prosegue con

«ora abbiamo cinque coppie, scusatemi se metto le mani avanti, forse è solo l’infatuazione di una notte, domattina a mente fredda potrebbe essere tutto cambiato, però mi piace come situazione per poter studiare i cambiamenti del destino, la sesta ex coppia si è rasserenata, grazie agli amici sono riusciti a capire gli errori che sono stati fatti, non è abbastanza per poter ricominciare da capo, ma sufficiente per darsi una chance futura. Walter, suonami “if” dei Pink Floyd, solo la base, le parole le reinvento io» iniziano i dolcissimi arpeggi

«se non avessimo potuto stare qui questa sera,

se non fossero previste amichevoli,

se i condizionatori non si fossero rotti,

se il fluido rosa non ci avesse dato gli arpeggi,

se durante il sesso si pensasse a chi si ama,

se Lallo non amasse i manufatti,

se la luccioletta avesse già trovato la sua anima gemella,

se la luna non fosse stata piena,

se su quella stessa Luna non ci fosse stato un piccolo salto per l’uomo, ma un grande balzo per l’Umanità…»

«se la smettessi di dire stronzate da poeta sfigato, potremmo goderci l’alba!»

«che dici scema, l’alba sul Tirreno?»

«ho un’idea, domani ultimo giorno di lavoro, prendiamo la Roma-L’Aquila, in due ore esatte siamo a Silvi Marina dai miei nonni che hanno casa sulla spiaggia, prima andiamo a cena in un ristorantino ignorante al punto giusto, dopo Alberto gentilmente riaccenderà il falò e l’Alphabet Rock Band sarà pronta a vedere l’alba!»

Un siiii si alza a pieni polmoni da 12 persone entusiaste

«Che fai luccioletta, vieni anche tu»

Una lucetta intermittente si alza, sembra indecisa sul da farsi… da lontano un’altra lucetta si avvicina, passa lentamente e si allontana… ancora più lentamente… è un richiamo più importante di una serata con amici.

 

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