In attesa dell'autobus. Le automobili sfrecciano come siluri per giungere chissà dove. Sui marciapiedi uomini, donne, ragazzi, ragazze, corrono. Corrono velocemente. Corrono senza guardarsi negli occhi. Alcuni entrano freneticamente nei negozi, altri continuano a correre per raggiungere l'entrata della metro o la fermata dell'autobus. Guardano sempre l'orologio. Quello centrale, lassù in alto sulla torre della stazione,  batte i suoi colpi e la gente sembra accelerare, più delle macchine roboanti dagli scarichi asfissianti. La giornata è una continua accelerazione fra ostacoli urbani e semafori colorati, rilucenti sempre per gli  stessi bagliori. Rosso, arancione, giallo, giallo, arancione, rosso. Sequenza meccanica. La corsa è inarrestabile. La visione angosciante. Dall'altra parte del marciapiede, in attesa dell'autobus noto una bella ragazza. Si guarda allo specchio, rassetta il suo trucco, si spazzola  i capelli biondo oro. Sembra  guardarmi. Mi sorride. Mi sorride. Anch'io in attesa dell'autobus nel verso contrario della strada e nel marciapiede di rispetto le sorrido. Sembra una stonatura in mezzo a tanta egoistica e metropolitana frenesia contemporanea. Mi sorride, sì, mi sorride. Mi azzardo ad attraversare. Il semaforo a comando fa le bizze. Ho premuto il bottone da un secondo. Mi sorride. E quando mi capita un sorriso così soave? Oh, semaforo, non farmi del male! E' verde, attraverso, ma l'autobus arriva inesorabile e porta via quel sorriso. Oh, desolazione, oh, disperazione! Vedo quel bestione d'acciaio portar via il mio sorriso soave di quella ragazza, che continua a guardarmi dal finestrino. Mi sento un ago perso nella sabbia del deserto. Ormai svuotato da ogni entusiasmo, penso: "Chissà mai se quello era un sorriso vero o un tic nervoso". Mi strombazzano. Il semaforo é ritornato rosso. Qualcuno mi grida: "E che fai sogni?" Me lo chiedo ancora. Me lo continuo a chiedere ancora.

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Dare un colore all’ombra 1/2

31 January 2026

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31 January 2026

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Pedalata assistita

30 January 2026

Ero già avanti con gli anni quando decisi di passare dalla scrivania alla bicicletta. Cresciuto in un’epoca in cui il “maschio” godeva di esagerati privilegi, a fronte di dover sempre essere degno di appartenere al sesso considerato forte, nonostante la mia interiore certezza circa la parità [...]

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    Io e la mia autostima siamo molto lieti [...]

  • U1857: Salutami l'autostima 😁❤
    Stefano

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Il predatore

30 January 2026

Il canto stonato di un uccello notturno lo stava facendo impazzire. Quel maledetto gracchiava a singhiozzo come un antifurto e non sembrava intenzionato a smettere. Avrebbe continuato per tutta la notte, non gli avrebbe fatto chiudere occhio, anche perché in quel momento era incapace di ignorarlo. [...]

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L'uomo con la cravatta (2/2)

29 January 2026

“Forse è ora di liberarsi da tutta questa burocrazia” aveva detto un collega mentre lui cercava di raccogliere il tessuto della cravatta adagiato sul tavolo. Poi era avanzato l’omino che, lui sì, indossava la cravatta, e lo faceva con eleganza, garbo. Peraltro era un capo di sicuro pregio, lo si [...]

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È arrivata la Befana!

29 January 2026

“Tutto pronto.”. Ilaria controllò con dovizia ogni cosa, non poteva permettersi un solo errore. Per giorni si era preparata a quell’evento e sbagliare non era contemplato. Non lavorava da mesi e l'esistenza le aveva già scaraventato addosso tutti i demoni che abitano l'inferno. La perdita dell’impiego [...]

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28 January 2026

Con una strana lentezza, l’enorme ombra cilindrica si allungò sopra la sua testa. Era di tale estensione che non se ne vedevano i confini, ammesso beninteso che ne avesse. L’oblunga oscurità pareva a tratti puntellare il cielo plumbeo, che in effetti figurava fragile e destinato a rovinare sugli [...]

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28 January 2026

C’era una volta un bambino che viveva sotto i tappeti della casa. Anzi, era nato proprio lì, sotto i tappeti. Un giorno la cameriera, spazzando, sollevò un tappeto. Lo faceva ogni giorno, come tutte le cameriere del mondo: ammassare sotto il tappeto lo sporco con la scopa. Ma quel giorno, quando [...]

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Cosa successe quella notte

27 January 2026

La notte scelta fu quella dell’11 aprile 1904. Enrico Fumagalli e Sandro Mariani sarebbero entrati nel palazzo del barone Cesare Rodolfo II Alborghetti con l’intento di derubarlo mentre Pietro Locatelli, loro complice, li avrebbe attesi con un’automobile a motore — cosa ancora rara — in una viuzza [...]

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26 January 2026

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26 January 2026

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Il barattolo 1/2

25 January 2026

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  • GiancarloLucca: Si fa interessante

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