Ero impiegato in qualità di commesso in un negozio di motoricambi e non potendo permettermi l'acquisto e l’utilizzo di una macchina mi cimentato nell'andare a lavorare a piedi.

Il pubblico esercizio fortunatamente distava circa dieci minuti da casa, inoltre in termini di salute ci guadagnavo in quanto mi tenevo costantemente in forma anche grazie al disbrigo commissioni incaricate dal mio ex titolare, che mi davano la possibilità di girare molte zone di Barcellona Pozzo di Gotto durante la giornata.

Oltre i pro c'erano i dovuti contro ovvero:

1) Le brutte giornate in cui pioveva a dirotto bagnandomi interamente, oppure il solleone estivo causa di veri e propri sfiancamenti.

2) Trovarmi dinanzi certe persone non gradite che non sempre potevo scansare, ad esempio antipatici ex compagni di scuola, conoscenti, zingare con la manaccia tesa per chiedere l'elemosina, oppure i temutissimi Testimoni di Geova.

                   

In quest'ultimo caso, già da lontano senza sbagliarmi riuscivo a identificare gli adepti con certezza: i maschi con giacca, camicia e cravatta e le femmine con delle gonne sotto il ginocchio, oltretutto gli elementi di quest'ordine religioso (se così si può definire) giravano in coppia con in mano la Bibbia riadattata nonché con immancabili riviste "Torre di guardia" e "Svegliatevi!"

Solitamente mi comportavo nei loro confronti in maniera fintamente gentile, dicendo che non ero interessato oppure servendomi di un repertorio di scuse.

Un giorno, dopo essere uscito dal lavoro, due seguaci della setta si attaccarono a me come due cozze sullo scoglio e presi la decisione di liquidarmeli con umorismo.

«Salve, le possiamo rubare un attimo del suo tempo?»

«Siete testimonial di Genova?»

«Testimoni di Geova!», esclamarono insieme con fermezza.

«Mi scusi, ma lei che religione professa?», mi chiese uno dei due tizi.

«Io? Sono satanista protestante!», risposi tra il serio e il divertito.

I due si guardarono tra di loro disorientati, indubbiamente si resero conto che stessi scherzando e senza demordere mi parlarono dell'egoismo umano, fino ad arrivare al luogo in cui ospitavano le congregazioni, il tutto con la classica "geovina" vocina.

«Noi andiamo a pregare e a studiare la Bibbia nella Sala del Regno», mi informò uno dei due, un ometto bassino, completamente calvo e dagli occhiali spessi.

«Sala del Regno? Vi riunite in un castello? Mi sa che vengo a farvi visita. Oh, magari vestito da Principe di Monaco!», dissi divertito.

I geovisti tossirono nervosamente e poi sorrisero, chiaramente di cortesia, a mio avviso intuirono che col sottoscritto non avrebbero ricavato un ragno dal buco. Fecero comunque un ultimo tentativo.

«Secondo lei, chi è colui, l'unico e sottolineo l'unico capace di salvare il mondo?», mi interrogò l'elemento più anziano, un tizio di statura media, dal viso pieno di rughe e dai cortissimi capelli grigi.

«James Bond!», esclamai sorridendo.     

«Arrivederci e grazie!», conclusero in coro i due settatari mentre io mi limitai a salutarli con un ‘Arrivedergine!’

«Eh già, chi meglio di lui? Si potrebbe trarre un film a tema», pensai ironico.

 

Titolo: James Bond - Operazione G.E.O.V.A.

Tag-line: Licenza di eluderli.

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