Tutto ciò che ci avevano detto era di stare alla larga dalla polizia. Ovvio, chi mai avrebbe voluto essere avvicinato da una divisa? Un consiglio stupido a nostro avviso. Talmente inappropriato che neanche cinque minuti dopo ci eravamo sentiti in dovere di non seguirlo.

Venimmo subito avvicinati da una divisa. Di quelle blu, blu scuro. Di quelle che se ne stanno lì tutto il giorno e che non aspettano altro che fermare due sprovveduti, in quel caso eravamo noi gli sprovveduti. Parola più adeguata non poteva esserci. Sprovveduto lascia intendere che eravamo sprovvisti di qualcosa, in quel caso dei documenti. A dir la verità io avevo tutto con me, il mio amico no. 

Ci dirigemmo verso le divise blu consci della nostra negligenza; di più il mio amico, io come ho già detto ero a posto. Più ci avvicinavamo e più la loro svogliatezza era percepibile. Probabilmente lo erano anche più di noi, cercavano solamente di dare un senso alla loro giornata lavorativa. 

Iniziarono a parlare, io riuscii abilmente a estraniarmi dalla conversazione che stavano avendo, le mie capacità linguistiche in quel paese straniero erano ridotte, per non dire nulle. Non avrei potuto difendermi in alcun modo. Non che ce ne fosse la necessità, io ero a posto. 

Rimasi intorno a loro in piedi, incurante delle parole che la combriccola si stava scambiando. Il mio amico cercava invano di spiegare la, secondo lui, ottima idea di lasciare i documenti a cinquecento chilometri di distanza per preservarli da furti. Secondo tutti gli altri invece era stata una pessima idea, me compreso. Per dimostrare la forza della loro divisa blu si impuntarono e nessuna obiezione venne concessa. Mi vennero restituiti i miei documenti, al mio amico invece offrirono un passaggio in caserma. Il loro superiore sarebbe stato contento e forse li avrebbe considerati meno svogliati.

Fui così costretto a visitare la città da solo. Eppure eravamo stati avvertiti di stare alla larga dalla polizia.

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