Giulia e Riccardo si erano ritrovati in chat. Gli incontri a distanza erano tanti, con coppie miste e astratte, misteriose e nascoste, ma per quella in questione si trattava di un contatto di vecchia data, nomi in codice: Topolino e Topolina.

Dopo alcuni mesi al buio, con un periodo di sperimentale ri-conoscenza per ri-vedersi, decisero di darsi un live appuntamento al Black bar, quello del loro primo addio. Lei, scollata e tacchi a spillo, arrivò in Smart, lui, casco a scodella in testa, in sella alla Harley nera, giubbotto nero con le frangie sulle spalle. Parcheggiarono vicini vicini, entrarono  fianco a fianco senza guardarsi , ma prima di sedersi gentilmente lui le diede il passo e con delicatezza le sfilò l'impermeabile fucsia. Scelsero il tavolo, quello di sempre, al pianoforte calda musica soul.

-Ordiniamo il solito?

-Birra gelata, certo.

-Ti trovo in forma

 -Come sei banale

-E tu invece come mi vedi?

-Hai un nuovo tatuaggio

-Certo, per dimenticarti

-Ti ricordo che mi hai lasciata per quella svampita

-Anche tu tatuata per cancellarmi dalla tua vita?

-Sì, lo vuoi vedere?

Non gli diede il tempo di rispondere, lo trascinò in toilette, si baciarono, si spogliarono, si toccarono, fecero perfino un 69 kamasutrico. Fuori dalla porta la gente aspettava il proprio turno fumando svap ed era tutta una nuvola di aromi misti.

-Ora che facciamo?

-Io ho fame e ti amo ancora

-Anch'io. Aspetta, questo regalino è per te.

-Sei un figlio di puttana! Ti sei ricordato che oggi compio 95 anni, vecchiaccio, non hai perso la memoria!

-Da quando ci siamo lasciati, ho disegnato un cuore sul calendario, smetti di parlare, vieni via in moto con me e andiamo a mangiarci una pizza.

-Ma sta buttando giù pioggia a secchiate!

-Amore, se cade la pioggia che importanza ha, ci bagneremo insieme per l’eternità.

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