«Er finale? Ma che cazzo stai a dì? Sittepiotesfonno!!!»

La guardia giurata della banca, un omone sui 120 chili che fino a due secondi prima era al tavolo della sora Lella in trattoria facendo finta di controllare la filiale sfigata della 'Banca Attivi e Passivi', sente la voce fuori campo (Ah, per gli amici che fanno doppiaggio o scuola di cinema si chiama VFC), inforca la moto Guzzini, celebre molto di più per i componenti da cucina, e parte dietro alla Laverda rubata.

Alfio imbocca Lungotevere contromano, verso Testaccio: «Che me frega, tanto è un sogno!»

«Ma la macchine so’ vere, ‘cci tua!», gli grida dietro il sovrappeso

«e allora sparisci, sei di troppo»

Ecco, Testaccio è dinanzi a loro. Finalmente sono dalla parte giusta della strada, Alfio si guarda intorno

«Ahò, lì c’è er cimitero de Montalbano»

«Sei de coccio, è lo scrittore che è morto, non il personaggio»

«Scusa, come sei pignolo!»

Entrambi fanno una curva di 180 gradi e rimboccano la stessa strada, dopo un paio di minuti si ritrovano sul Lungotevere, però adesso dalla parte giusta.

«LDM, che bella voce che c’hai, devi esse pure ‘na bella gnocca, te posso conosce?»

Sto lavorando, lasciami in pace e guarda avanti!

«Me piace pure quanno s’incazza! Mo’ stò affà le cose giuste, che voi?»

Zitto! devo fare il mio lavoro.

Da dietro si sente Obelix: «A coso, me voi da’ retta ‘so ‘na guardia, me devi sta a sentì!»

Alfio accosta la moto e imbocca il ponte dell’isola, arriva davanti all’ospedale e scende, la guardia vede che è tutto a posto e torna dalla sora Lella per finire l’Amatriciana lasciata in sospeso

«Cavolo, s’è freddata!»

Alfio si avvicina: «Potresti avvertì er giovine che la sua moto è qui, lasciasse perde la roscia, che tanto nun gliela da’ manco pe’ sbajo»

… e sparisce.

 

«Porc, so’ spariti sia quello che la VFC gnocca… però l’Amatriciana mo’ è calda, vabbé, ‘sti cazzi, diciamo che ho sognato tutto e bonanotte!»

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