Ormai l'umanità è spacciata.

L'esercito e i civili via via si "uniscono" alla loro parte, migliaia e migliaia di orde di famelici zombie appaiono inarrestabili, le armi e le trappole riescono a malapena a contenerli. Stranamente risultano veloci e per di più imprevedibili. 

«Morto un morto se ne fa un altro!», diceva sempre Enric, il mio migliore amico, prima di morire o comunque prima di diventare un non morto morto. Perdeva pezzi e ciò che è rimasto di lui è unicamente poltiglia. La granata è stata necessaria, non ho potuto fare altrimenti.

Da giorni ho trovato rifugio in un faro funzionante, sbarrando l'entrata al meglio delle mie possibilità. “Sotto i riflettori" ovviamente i cadaveri in continuo movimento, che con quei versi  spaventosi sono per lo più fonte dei miei incubi, talmente sconnessi da sembrare innaturali e soprattutto violenti. Spesso durante le terrificanti visioni oniriche mi appare il volto sfigurato nonché insanguinato di Camilla, il corpo pieno di pallottole e col braccio amputato. Mai e poi mai le avrei fatto del male. Dio quanto l'amavo!

Immancabilmente mi risveglio strillando. Da un lato dormire è peggio che stare svegli. 

Chissà, probabilmente il morso sul collo causato da uno di quei mostri mi ha procurato degli strascichi irreversibili, nonostante alcune settimane fa, in un improvvisato ospedale da campo, mi avessero somministrato in extremis un siero denominato Z-Type.

Lo Z-Type, preso in tempi brevi sembra riesca a debellare il virus in corso, però non mi stupirei se il liquido iniettato tramite siringa al sottoscritto non avesse fatto effetto in maniera efficace. Potrei risultare zombie per un quarto o qualcosa del genere.

Lancio rabbiosamente il fucile a pompa Spas-12 sopra il tavolo, che assieme alla Beretta 92-FS tenuta in fondina ed alcune granate di tipo Mk2 mi hanno aiutato a sopravvivere. Mi libero anche del gibernaggio carico di munizioni.

Sprofondo su una sedia e resto a pensare agli avvenimenti accaduti e alle persone care che ho perso per via dell’epidemia zombiesca, oppure che ho necessariamente neutralizzato per forza di causa maggiore. Tra le varie cose realizzo il mio essere smodatamente paranoico, in quanto ho voluto abbandonare il precedente rifugio e di conseguenza i miei compagni per restare da solo. Non sopportavo più i loro sguardi, le loro voci e in particolar modo il finto positivismo di alcuni. Oltre che temere per la mia incolumità, infatti non sono rari i casi in cui inaspettatamente avvengono degli assalti all’interno dei nascondigli stessi, generati da persone che si tramutano improvvisamente in zombie, per non parlare di chi perde il lume della ragione sparando all'impazzata a tutto ciò che si muove. Vivi compresi.

Mi è venuta una fame tremenda e ho troppa voglia di carne. Ho delle scatolette di Simmenthal ma non è la stessa cosa.

Adesso è naturale chiedermi: lì sotto i non morti desiderano banchettare con me o contro di me?

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