Verso nella ciotola i croccantini 'Zampe Belle', misurandoli con un bicchiere di plastica.

Ho comprato la confezione da cinque kg in un hard discount, devono durare almeno un mese.

Hanno un odore molto cattivo, ma il gatto di pezza non dice niente. Ne mangia un paio, si ferma, poi ne mangia altri tre. Alza la testa e dice un miao di pezza, poi ricomincia a mangiare. A guardarlo accucciato sulla quattro zampette, provo un misto di tenerezza e di senso di colpa, e mi viene un po' da piangere.

- Non preoccuparti, è solo per stavolta - gli dico - Poi ti compro di nuovo i Purina che ti piacciono tanto, promesso.

Il gatto di pezza finisce di mangiare e viene a strusciarsi alle mie gambe. Prova a fare delle fusa, che si congelano nel freddo della casa. L'ultimo conguaglio dell'azienda del gas mi ha fatto decidere di rinunciare al riscaldamento.

Lo prendo in braccio - Oggi ho fatto due colloqui, hanno detto che mi faranno sapere presto. Sono andati molto bene secondo me. Magari ci affittiamo una casetta con due stanze e una cucina separata e cerchiamo un fratellino per te.

Prima che Il gatto di pezza possa rispondere qualcosa, squilla il cellulare.

- Scusa un attimo. È un numero privato, forse sono quelli del colloquio - gli dico con un sorriso - Pronto?

- Ciao, non ho soldi sul conto, mi hai fatto il bonifico?- È la mia ex moglie, da molto tempo mi chiama solo il venticinque del mese.

- Ciao, come stai?

- Sto bene, ma devo pagare l'affitto.

- Senti, questo mese non ce la faccio. Mi potresti dare un po' di tempo, sai, per sistemarmi un po'.

- Sempre la stessa storia con te.

- Solo un paio di settimane, poi ti pago tutto, te lo giuro.

- E io che dico al padrone di casa?

- Per favore abbi pazienza, è un periodaccio.

- È da quando ti conosco che è un periodaccio,

- In fondo tu un lavoro ce l'hai, non hai bisogno per vivere dei miei soldi.

- E allora?

- Potresti risparmiare un po' sulle spese, come facciamo noi.

- Io sgobbo per mantenere il lavoro, che ti credi? E ho diritto a concedermi qualche divertimento.

Copro il microfono del telefono per non far sentire al gatto di pezza la conversazione, però lei ha urlato davvero forte.

- Non volevo offenderti, intendevo solo che hai comunque un'entrata fissa.

- Certo che ce l'ho, non mi sono fatta licenziare.

- Ti ho detto mille volte che l'azienda è stata chiusa, non è colpa mia.

- Se fosse successo a me, stai sicuro che mi sarei data subito da fare per trovare un altro lavoro. Ci vuole dignità per andare avanti.

- E uscire col tuo capo fa parte dell'avere dignità?

- Ehi vaffanculo, dammi i soldi che mi devi o te ne pentirai.

- No, aspettta, scusami, fai finta che non abbia detto nulla.

- Ti dò tre giorni, poi mi prendo quel gatto schifoso che tieni in casa, il giudice me lo affiderà senza batter ciglio.

- Non puoi farmi questo.

- Tre giorni, poi lo faccio diventare imbottitura per cuscini, così ti passa la voglia di criticare quelli con cui esco.

Riattacca. Io rimango in piedi a guardare il telefono muto. Lacrime di rabbia e frustrazione cadono sul pavimento.

Il gatto di pezza ha sentito tutto e si è andato a nascondere sotto il divano.

- Vieni bello, vieni, non aver paura.

- Miaoo?

- Si si, passerà tutto.- Lo accarezzo, è tutto rovinato sulla schiena, bisognerebbe farlo ricucire da qualcuno bravo, ma non me lo posso permettere.

- Si sistemerà tutto, presto finiremo in un paradiso di pezza e staremo sempre insieme, al caldo. Non ti preoccupare, avrai i croccantini migliori e nessuno ti farà del male.

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