C'è un uomo per terra sul marciapiede. Nessuno se ne cura. Mi fermo.

È un uomo ben curato. Mi guarda. Qualche lacrima esce dai suoi occhi.

-Mia moglie mi aspetta a casa, dice. Non ha nessuno tranne me-.

Conosco di vista quell'uomo. Lo vedo sempre entrare nella piccola rosticceria vicino a casa. Ogni giorno entra per comprare qualcosa per sé e per sua moglie.

-Mi riporti a casa-, dice, -mia moglie mi aspetta-. Gli dico di stare calmo.

Stavo venendo da te prima di imbattermi in quell'uomo.

L'ambulanza arriva in un attimo. E lo portano via. Il sacchetto della spesa è rimasto lì per terra. So dove abita  quell'uomo.

Mentre mi dirigo verso casa sua tu mi telefoni e mi chiedi dove sono. Ti dico che arriverò in ritardo. Un imprevisto.

Mi mandi a cagare e so che sarà l'ultima volta che lo farai.

Arrivo alla casa dell'uomo. La porta è aperta e dentro, in salotto,  c'è una donna seduta in poltrona con un deambulatore vicino a lei.

Mi siedo nella poltrona vicino alla sua.

-Sei tornato finalmente dice. Ce ne hai messo del tempo.Hai preso il vitello tonnato?-

La guardo. Tiene tra le mani una foto con lei più giovane. Riconosco anche l'uomo. Sono abbracciati e sullo sfondo c'è l'insegna di un cinema. La locandina reca il titolo: "La fiamma del peccato" di Billy Wilder.

Allora l'hai preso il vitello tonnato? chiede ancora.

Io mi appoggio il sacchetto sulle gambe. Mi rilasso sulla poltrona.

-Sì stai tranquilla-, dico.

Poi chiudo gli occhi.

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