In un giorno di cui non ricordo la data.

 

Scrivo da un centro di prigionia di Tripoli, uno dei tanti lager gestiti dalla polizia libica. Sono eritreo  e mi chiamo Mihullah. Sono arrivato in Libia un anno fa insieme ad altre 250 persone.

La sete, la fame ci avevano debilitati. Non sentivamo più il nostro corpo, anzi era oggetto solo di prepotenze e di maltrattamenti continui. I guardiani del campo ci picchiavano perché avevano paura che noi scappassimo e non riuscivamo a ribellarci. Subivamo con rassegnazione le botte per poi richiedere i  soldi per accompagnarci in occidente. Siamoo schiavi in cerca di libertà.

Questo ha alimentato  i mercanti di schiavi, pronti a vedere un guadagno sulle sofferenze degli emigrati. Abbiamo vissuto come animali, ci hanno trattato come animali perché nel cuore dell'uomo serpeggia il razzismo.

 

Altro giorno

 

Ci vogliono vendere come schiavi perché ai libici piacciono i soldi.

 

 

Altro giorno

 

Ci imbarchiamo su una carrretta  diretta  verso la Sicilia.

 

Altro giorno


Sono un eritreo. Il mio spirito aleggia sulle acque del Mediterraneo, quel mare rosso invisibile perché i nostri corpi sommersi sono pasto per i pesci. Avevo venduto tutto pur di partire. Ora sono spirito che aleggia nel mare e il mondo non è cosa buona perché intossicato dalla violenza e dal razzismo. 
Sono Mihullah e sono acqua, onda del mare che s'infrange fra gli scogli di una terra che non ho mai raggiunto.

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Zolfo - 1/2

19 March 2019

Mi immergo nell'acqua sulfurea, chiudo gli occhi e mi distendo. L'altezza è quella giusta, sfioro il pelo della superficie e mi appoggio sulla ghiaia del fondo. Il cielo, nonostante sia inverno, è assolutamente azzurro e limpido, sulla pelle la sensazione calda dell'acqua. Nelle orecchie il ritmo [...]

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MA… DOV’È FINITO?

19 March 2019

Due giovani ragazze brune entrano nell'Osteria ALLA STAZION D'ORO, segnalata dalle Guide più conosciute. Il locale è piccolo: una stanzetta fronte strada e un'altra, altrettanto piccola, in cima a una ripida rampa di scale. Cucina in basso 'a vista'. Si mangia casereccio, si servono piatti che [...]

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Che gli dico a quelli

fine partita

18 March 2019

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Abraxas – Riti dell’oltretomba

18 March 2019

“Abraxas - Riti dall’oltretomba”: terzo lungometraggio di Roger A. Fratter, regista indie bergamasco che si cimenta da più di vent’anni anni nella cosiddetta cinematografia di genere, rivivendola con peculiare dedizione e competenza, richiamando attraverso i suoi lavori gli antichi fasti di quel [...]

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Il ragazzo d'oro - 2/2

17 March 2019

Dalle casse fuoriuscì la voce del front man dei New Trolls che cantava: «Quando tornava mio padre sentivo le voci, dimenticavo i miei giochi e correvo lì. Mi nascondevo nell'ombra del grande giardino e lo sfidavo a cercarci: io sono qui». Prese un lungo respiro. Guardò fuori. Buio. Era l'atmosfera [...]

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Rapido romanzetto

17 March 2019

Rotolandomi come un ramarro rugoso dell'Isola di Rarotonga, nella rena di una spiaggia di Rapallo, mi ricordai di dover raccogliere le adesioni per l'organizzazione della "Fiera del rutto libero" di Rivisondoli, subito dopo la "Sagra della bibita gasata" sponsorizzata dalla ditta romana di aria [...]

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agiochi di ieri, di oggi e di domani

16 March 2019

i giochi di ieri non erano mai al chiuso, perlopiù avvenivano in strada. Ricordo che all'uscita di scuola giocavo con i miei compagni ai quattro cantoni, moscacieca, nascondino e tante altre forme ludiche con variazioni sul tema e ogni volta si inseriva una variante nuova allo stesso gioco. Come [...]

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Il ragazzo d'oro - 1/2

16 March 2019

– Basta! A pallone non ci giochi più! – sbottò Claudio, suo padre. Quarantacinque anni. Burbero. Alito alcolico. Grasso. Si pulì la bazza con un tovagliolo. Trasecolò due dita di Tavernello. Ruttò. – Ma babbo. Lo sai quanto ci tengo, – miagolò Alan. – Lo sa... – Niente sa, – lo interruppe lui. [...]

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Gertrude si difende

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Così dicendo s’intrufolò in un buco nella parete della cucina, quello che serviva per far uscire i cattivi odori, e scomparve. Gertrude si allontanò per un attimo per poi tornare quasi subito, si mise seduta davanti alla porta e aspettò. Passarono più di dieci minuti prima che la maniglia della [...]

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Quando posso

poesia

15 March 2019

Quando posso torno al portone dove non abiti più. Malgrado la vita che ci ha portati lontani il mio polo magnetico resta qui. Qui, dove si dipartono il Nord, il Sud, l'Est e l'Ovest perché tutte le storie del mondo dovrebbero iniziare con l'amore.

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Il libro magico - 1/2

il pericolo in arrivo

14 March 2019

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Parodia di (Pensieri e parole) di Lucio Battisti

14 March 2019

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