Con oggi sono tre anni, ormai, che sto dentro. Il mondo fuori comincia un poco a sbiadire.

Mi hanno chiuso qui quando l’ho deciso io, mi sono fatto prendere. Non che si stia proprio male, ma lo spazio è molto limitato. Pochi metri quadri, tanta gente di tutti i colori, un bagno sempre intasato e un lavandino che cola e ci tiene svegli la notte. Il vitto è un po’ scadente, il caffè una ciofega, però si mangia tre volte il giorno, abbiamo pasti caldi, televisione, infermeria, un piccolo cinema per la domenica. Questa prigione non è peggiore di tante altre ed era quella più a portata di mano.

Sto in carcere perché me lo merito, mi sono guadagnato questa cella. Anche gli altri compagni, ne parliamo spesso quando ci incontriamo nel corridoio, in biblioteca e nella sala comune, dove la televisione è sempre accesa su telegiornali che riportano orrendi fatti di cronaca. Madri che strozzano figli, mariti che accoltellano mogli, medici che ammazzano  pazienti, e poi corruzione, tangenti, malaffare, omicidi, stupri, rapine a mano armata, risse. Non seguiamo nemmeno, non vogliamo più sapere niente, siamo qui per dimenticare quella vita.

Anche lo psicologo, che incontriamo una volta la settimana, ci aiuta molto a comprendere la portata della nostra situazione e a viverla al meglio. Parla di accettazione, di serenità ritrovata, di far buon viso a cattivo gioco. Me lo merito di stare qui, ripeto, per come mi sono sempre comportato fin dal primo giorno della mia vita, con i colleghi di lavoro, con i miei genitori, gli amici, mia moglie e i miei figli. Sono sicuro che qui è dove devo stare. La coscienza mi parla ed ho imparato ad ascoltarla.

La vita fuori, quando ci ripenso, mi spaventa, anche se mantiene un certo fascino romantico: libera, sempre sul filo del rasoio, piena di azzardi e pericoli. Mi mancano il mare, le stelle, i prati, la neve. Qui è tutto un po’ troppo uguale, troppo piatto dall’alba al tramonto. Ma la consapevolezza di meritare questo posto e questo genere di esistenza aiuta a superare i momenti di nostalgia.

Come dice sempre il mio compagno di cella, che fuori faceva l’avvocato: “Ognuno raccoglie ciò che ha seminato”. E io, questo ho seminato e questo raccolgo.

 

Nell’anno 2069 il tasso di criminalità era ormai a livelli così alti da rendere impossibile una vita normale. La corruzione, il malaffare, gli omicidi di mafia, gli stupri, le violenze dentro e fuori la famiglia, erano cresciuti a un livello intollerabile, rendendo le città invivibili e provocando l’esplosione delle carceri. Ciò costrinse i governi ad una rivoluzione copernicana. I pochi cittadini onesti ormai rimasti sulla terra ottennero la possibilità di entrare in carcere al posto dei detenuti, i quali furono rimessi in libertà. Chi lo desiderava, poteva far domanda per essere imprigionato, in modo da vivere protetto da quattro mura sorvegliatissime e non correre più rischi. Le file per entrare si allungavano di giorno in giorno, e, alla fine, solo i migliori, quelli che con interminabili certificazioni potevano comprovare una vita specchiata, meritarono l’ambito posto dentro.

Tutti i racconti

2
1
11

Muto incanto

26 November 2020

“C'è qualcosa dentro di me che accarezza il silenzio di questi giorni lenti, annusati piano, senza verbo da prestare ai distratti passaggi di vento arido, privato dei profumi temperati, svoltati lontano per un po', altrove. Quieta è la mia volontà di affermare la vita, chiacchierandomi addosso, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
2
10

Viaggio in Toscana - 2/2

26 November 2020

La seconda perché mi imbattei in alcuni quaderni di bambini, sicuramente suoi alunni. Su questi fogli scritti con l’inchiostro, pagine intere di A, di B e cosi via. Su di uno di questi, nell’ultima pagina scritto piccolino, piccolino, come per voler conservare il segreto una frase: Tommaso AMA [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

*********************

*********************

Spazio Pubblicitario

*********************

*********************

*********************

*********************

Spazio Pubblicitario

*********************

*********************

2
2
17

Giù dalla torre

25 November 2020

Subito dopo lo stacco pubblicitario. - Allora signor P., tutto bene? Dai, che sta andando benissimo. - - Sì, ma le domande... non pensavo fossero così difficili! - - Beh, il programma lo conosceva già, giusto? - - Già, però un conto è vederlo in televisione come semplice spettatore e un conto [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Giuseppe Scilipoti: Wow un raccontino Sci-Fi in chiave distopica (non molto distante dalla verità, [...]

  • V A N E S S I: Ahauh ahauah... Giuseppe mi fai morire. Postresti scrivere TU il seguito... [...]

3
2
12

Viaggio in Toscana -1/2

25 November 2020

Rientrai a casa quel pomeriggio più presto del solito. Il mio lavoro di ricercatrice nel campo della bioedilizia mi permetteva di avere ampi spazi di libertà. Erano i miei studi mirati alla ricerca di materiali compatibili con l’ambiente, nell’ambito delle costruzioni. Questa materia era stata [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
4
27

Io so tutto, io non so niente

(Eu sei tudo, Eu não sei nada)

24 November 2020

Di una cosa sola era sicura: che tante cose noi sappiamo. Di tante questioni siamo a conoscenza. "Tu che cosa sai?", domandarono. "Tante cose io so.", rispose. E in quel momento si lanciò in una e mille spiegazioni. "So di psicologia, comprendo il linguaggio del corpo. So di astronomia, so di chimica, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
5
20

Frutta martorana e Ossa di Morto

24 November 2020

Durante il periodo di Ognissanti e la Festa dei Morti nelle pasticcerie e nei bar risulta onnipresente la frutta martorana, dolci tradizionali che simboleggiano, nonché ricreano, i frutti tipici siciliani: mandarini, limoni, arance, fichi d'India etc, prodotti morbidissimi realizzati con la pasta [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Patapump: quanto mi piacciono le storie familiari...alle prime righe ero già [...]

  • Giuseppe Scilipoti: x Walter: avendo anche un lato romantico e quindi dolce, uno scritto sui dolci [...]

4
4
20

Diversa da chi

23 November 2020

Diversa da chi Come te riesce a camminare Diversa da chi Come te riesce da sola a ballare Diversa da chi Non ama rispettare E all’occorrenza riesce a calpestare Diversa da chi Non sa apprezzare le mie diversità Facendomi del male Sono diversa perché Riesco ad ammirare il bello della vita Che mi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
3
13

Chi ha rotto il vetro della finestra?

È solo un gioco da ragazzi

23 November 2020

Ciao a tutti eccomi di nuovo amici lettori a parlarvi di calcio per un mio dipinto ispirato a un lavoro fotografico dell'artista Neville Gabie, è la mia reinterpretazione di un luogo dove qualcuno in Irlanda del Nord ha usato un vecchio muro per fare un porta da calcio, nell'immagine non ci sono [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Patapump: a walteruccio non ne caspic ncas di calcio quindi mi fido delle formazioni [...]

  • Walter Fest: Scilipò grazie mille, quello che hai letto è la prima partita, [...]

2
3
16

Mario, Biagio e gli odori (Biagio) - 2/2

Estratto da un romanzo in costruzione - Pag 48

22 November 2020

Biagio annusa l’aria uscendo da casa. S’incammina per via San Jago e poi taglia per una stradina laterale. Gli immobili bassi che si volevano moderni appena pochi anni fa si fondono con le case in pietra della città vecchia. Poco a poco diventano un tutt’uno indistinto, confuso nella stessa meschinità. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

5
9
24

Le cento candeline

22 November 2020

“Sei troppo lento, sbrigati con ste' candeline!", bofonchiò Carmine a Tonino, suo fratello. Alcuni minuti dopo Salvatore, il figlio di quest'ultimo, prese l'accendino e, ad una ad una, accese i cento piccoli cerosi colorati collocati sopra la grande torta di compleanno di Maria, la bisnonna. “Su, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Walter Fest: Ti avevo già fatto i complimenti tempo fa per quella serie di six word, [...]

  • Giuseppe Scilipoti: Caro Walter, cento di questi commenti. Mi mancava la ciliegina sulla torta [...]

4
4
18

Entra

21 November 2020

-Bada dove poggi i piedi Qui non devi aver fretta- -Che ci faccio qui? Non conosco questo posto! Ricordo fossi seduto sulla panchina. Sì, di quelle che corrono lungo il Tower Bridge. Guardavo il fiume e battelli colmi di turisti. Forse ero anche felice. Ricordo che sorridevo ma non ne sono molto [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Walter Fest: Bravo Pata, scritto bene che acchiappa il lettore....devo chiedere aiuto a [...]

  • Patapump: ..grazie Sara, Giuseppe e Walteruccio. C'è un momento nella vita [...]

3
2
12

Mario, Biagio e gli odori (Mario) - 1/2

Estratto da un romanzo in costruzione. Pag 34

21 November 2020

Le vecchie case hanno un odore tranquillizzante. Modeste e squadrate, nessuno vi fa caso né le osserva con l’invidia di chi sogna una bella abitazione. Resistono inosservate per moltissimo tempo finché un escavatore non le demolisce per far posto a un palazzone nuovo di zecca. L’infanzia di Mario [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

Torna su