Inesorabbilmente er tempo passa che lo possino ammazzallo e cancella tutto o quasi perchè  la memoria, ogni tanto pè fortuna, fioca, fioca te fà brillà dentro la capoccia n'ricordo der passato. Oggi ve vòjo riccontà dè n'pedalino bucato cucito a mano, n'quarcosa semplice, banale, insignificante che 50anni fà era normalità e adesso solo antichità, ma prima de annà avanti ve darò nà spiegazzione. N'amica mia dice che pò esse nostalgia e io cò la penna la correggo che n'vece stò ricordo è solo la constatazzione che grazzie a la modernità semo annati troppo avanti, nun vojo dìì che er progresso nun sia necessario, mica sà matto però voi fatece caso, guardateve n'torno, riflettete davanti a quello che vedete n'televisione, tutti sembrano pazzi non trovate? E nel dire questo sò pure generoso perchè peggio avrei potuto dire, daje ammettemolo stamo a mannà pure stò pianeta  allo sprofonno e qui me fermo perchè stò ricordo mio era iniziato semplicemente cò n'pedalino bucato cucito a mano, ecco nà vòrta quanno n'pedalino a forza de struscià sulla punta e sul tallone delle scarpe, n'zomma se bucava sempre sur ditone e sur carcagno ma mica se buttava come fàmo adesso, prima normalmente cò ago e filo a mano se cuciva la magagna e se riparava er buco con amore  così s'arisparmiava e nun c'era spreco.Questo però alla fine sarebbe n'piccolo dettaglio perchè seconno me la cosa più importante rapportata ai giorni d'oggi era che prima, tante cose se facevano a mano e l'essere umano cjaveva la sua connotazzione, la mano 'opra era n'portante, dè valore e rappresentava la vera essenza dell'essere umano adesso e voi cò me spero sarete d'accordo, c'è esaggerazzione n'tutto, er commercio dicono che è globale, cjavemo troppo mentre sò pure tanti quelli che se moreno de fame quanno n'torno tanta robba bona dentro la spazzatura tutti  buttamo, ma mica ho finito amici mia, questi sò tempi che semo virtuali, nun se parlamo, nun se guardamo più nell'occhi, tanto a breve parleremo cò li robòt e le machine se guideranno da sòle.Lo sò che tutto è normale e pure doveroso er progresso avanza e nisuno lo fermerà ma nun credete che ce stà quarcosa che nun quadra? Perciò amica mia questa nun è nostalgia, la paura mia è che si nun famo n'passo n'dietro prima o poi faremo er botto.

Tutti i racconti

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Franceschieglie 'ru stagnarieglie

21 September 2026

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21 September 2026

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Hai già mangiato? (1/2)

20 September 2026

La vecchia Emma aveva fatto scappare cinque badanti. La prima era durata più a lungo, ma, all’epoca, Emma riusciva ancora a tirare la sfoglia. Un velo sottile, attraverso cui, in controluce, si scorgeva la sua mano che conservava i calli da contadina. Poi, però, un ictus; leggero, ma il braccio [...]

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Damiano (2/2)

20 September 2026

Cominciò a sentirsi in trappola. Sembrava che nessuno in famiglia potesse fare a meno del suo aiuto. si chiedeva finora come avessero fatto a tirare avanti, lui non c'era stato per quaranta anni. Non era certo questo che aveva sognato. Un sabato mattina, il figlio era a casa, la moglie non aveva [...]

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Estati d'altri tempi

20 September 2026

Da ragazzina abitavo vicino al mare, in un luogo allora sperduto, dove il silenzio veniva rotto soltanto dalla risacca delle onde. Le uniche “anime” che si vedevano erano quelle dei pescatori e delle loro donne che, quasi ogni mattina, ripetevano l’atavico rito: gli uomini lasciavano le barche [...]

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L'etrusco: otto piccole uova (2/2)

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19 September 2026

Cerveteri, Italia, 610 a.C. Il sole ormai alto nel cielo accompagnava il frinire ininterrotto delle cicale e un corvo gracchiò. Con infinito amore Vail offrì a Theflia il vino preparato da Zenia e bevve con lei, avidamente, da un mestolo colmo fino all'orlo. La sorte sembrò favorirli. Theflia [...]

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19 September 2026

L’uomo si trovava al decimo piano della direzione generale della società. Sostava davanti alla porta dell’ufficio del personale. Nei quaranta anni in cui ci aveva lavorato non aveva mai varcato quella soglia. Nel corridoio lungo e illuminato a giorno era in attesa di essere ricevuto. Un usciere [...]

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L'etrusco: otto piccole uova (1/2)

Dalle indagini di Sebastian Hood

18 September 2026

New York City, giugno 2025 Clarissa si morse le labbra. Aveva zittito la suoneria del cellulare durante la visita alla Morgan Library, ignorato i messaggi WhatsApp e le telefonate, tutti registrati sotto lo stesso nome: Frank Carusino. Nemmeno da ‘Armando’ dove aveva cenato con Jessica, l'amica [...]

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Un Pomeriggio

18 September 2026

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Innamorarsi (2/2)

17 September 2026

E poi era successo. Passeggiavo assorta per le vie del centro, guardando la punta delle mie scarpe che con ritmo regolare toccavano il marciapiede, volevo visitare una mostra ed avevo tempo, la folla mi sfiorava ed i suoni mi raggiungevano ovattati. Senza accorgermene ero arrivata all'ingresso [...]

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Il cimitero

17 September 2026

I cimiteri mi piacciono. Non per le solite ragioni decadenti, per quella fascinazione letteraria verso la morte e i morti. Mi interessano soprattutto come architetture: spazi ordinati, geometrici, spesso rimasti ai margini della città mentre tutto intorno cambiava. Abito in un paese della Bassa [...]

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Ordinaria amministrazione

17 September 2026

L’assistente sanitaria aiutò l’anziano a distendersi sul letto e gli aggiustò il pigiama. Dalla bocca smunta e quasi senza denti apparve una smorfia golosa e ancestrale mentre una mano rattrappita e nodosa si allungò verso la scollatura del camice bianco. L’assistente corrugò la fronte e serrò [...]

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