Sta dentro contenitori trasparenti nel bancone pasticceria e, a vederla, sembra scimmiottare il cannolo perché è costituita da prelibata ricotta, mescolata a grano con ciliegina al centro e scorza d'arancio come sorriso zuccheroso. Generalmente per tradizione si gusta per S.Lucia quando i siciliani rischiano l'intossicazione fra arancine di ogni gusto nel palermitano ed arancini caratteristici del catanese. Ma S. Lucia non è venerata a Siracusa? E dopo l'abbuffata in nome della Santa a sera una porzione di cuccia con la gustosità del cannolo completa il pasto orientato alla esagerazione gastronomica. 
Ma non finisce qui! Perché la variante è l'innovazione del cioccolato. Eccola lì, accanto al biancore della ricotta, la fragranza ghiotta del grano al cioccolato, con scaglie di fondente e cannella a tinchitè. Li, fra le porzioni alla ricotta sembra grano saraceno, nero grano saraceno a ricordarci un gusto eccitante e profumato. Cuccia bicolore, che ci ricorda che nella vita c'è il bianco ed il nero, gli opposti che orientano al bipolarismo e che ci fanno scegliere e tifare per l'uno o per l'altro a secondo della nostra atavica golosità. Peccato di gola,facile da vivere e che ci ricorda quanto è debole la carne quando ci si lascia irretire da una porzione di cuccìa siciliana.
"Stasera me ne mangio una tonnellata", fa Turiddu, guardando la prelibatezza da dietro il bancone della pasticceria e da dietro i vetri della vetrina. Non si ricorda che in tasca ha solo 50 centesimi ed è come essere in possesso di un'elemosina. "Neanche le caramelle ti vengono", risponde Aida con la lingua a penzoloni per il desiderio del dolce. E tutti e due se ne vanno a chiedere l'elemosina all'incrocio, dopo aver fatto un numero da giocoliere, nell'attesa dello scatto del semaforo. E pensano che, se riusciranno a raccogliere alcuni euro, si compreranno la cuccìa in onore della Santa Vergine Lucia.

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