La serata proseguì senza intoppi. Riuscii a conquistare prima la fiducia delle amiche della rossa, il cui nome scoprii essere Sarah con la quale, in seguito, rimasi solo in disparte.

Da un po' di tempo quella era la mia vita, costellata di conquiste notturne, di alcol, di emozioni effimere. Una vita fatta di apparenza e di felicità a momenti. Mentre mi svegliavo nel letto di Sarah, ripensai a Jenny. A quanto mi faceva male. Tornai a casa colmo di malinconia. Lei era lì nel mio studio, seduta sul davanzale della finestra, con le gambe penzoloni. 
- Passata una bella serata?
Questo mi sentivo dire, ogni volta che rientravo da una notte brava.
- Non pensi che, se fossi rimasto con Mamma, la felicità sarebbe tornata piano piano?
- Jenny...come faccio a spiegartelo? Tu non sei da questa parte, non capisci cosa si prova...
La ragazza scese dalla finestra e mi venne incontro. Mi ritrovai i suoi occhi azzurri come il ghiaccio davanti al viso e, un attimo dopo, Jenny mi assestò uno schiaffo fragoroso sulla guancia che, se ci penso ancora adesso, mi fa più male al cuore che alla pelle.
- Anche lei soffriva, anche lei stava male, ma le notti in cui ti svegliavi a piangere e a cercare le pasticche dei sonniferi c'era lei ad abbracciarti, c'era lei a darti tutto il calore e l'amore che ormai pensavi di aver perso. E tu invece? Tu stavi dietro a quelle troie dei bar!
Rovinai per terra, senza forza nelle gambe, sopraffatto dal dolore.
- Jenny, mi dispiace... Io non so come uscire da tutto questo...
E piansi, piansi forte con la faccia fra le mani. Agenore entrò nella stanza.
- Posso essere utile signore?

Alzai lo sguardo verso la finestra, notando che avevo inavvertitamente lanciato una cornice verso il muro.

- Ancora la signorina Jenny?

- Sì Agenore, sempre lei, non c'è altro nei miei pensieri.

Agenore si avvicinò e mi mise una mano sulla spalla.

- La signora Castrais ha telefonato, voleva informarla che per domani ha fissato una messa commemorativa per l'anniversario della scomparsa di vostra figlia. Sarebbe gradita la sua presenza.

- Vedrò cosa riesco a fare...

Mi alzai a raccogliere la cornice. Jenny era sempre lì nella foto, a guardarmi con i suoi occhi azzurri ed il suo sorriso pieno d'amore. E lì sarebbe rimasta per sempre.

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