Nonno mio prima di andar via mi hai detto: ''finché c'è vita c'è speranza''.

 

Sento che non è cosi.

Sento di non disporre ne di vita ne di speranza.

Sento di essere arrivato in un punto in cui mi servirebbe un miracolo.

Ma la fortuna non mi ha nemmeno visto da un binocolo. Non sono quella persona che ha ottenuto. Sono sempre la persona che ha rinunciato.

Come si può rinunciare a qualcosa che, seppur tardi maledicendomi, ho scoperto essere simile al respiro?

Come posso vivere sapendo di aver rovinato tutto? Di aver rovinato qualcosa di unico? Qualcosa di raro?

Non appartenevo a questo mondo già prima... Ad ora sento di aver lasciato il sangue su questa storia. Mi sento perso, smarrito e soprattutto follemente innamorato. Perché ora e non prima? Perché ho compreso cosi tardi che l'amore che possedevo era tutto ciò di cui avevo bisogno ?

Vorrei fidarmi di te nonno mio... Sperare in qualcosa di migliore. Ma non si può. Perché per me il meglio è andato. Il meglio che avevo adesso mi odia. Mi ricorda come un episodio spiacevole , come il dolore. Come la peste.

Spero di potermi svegliare un giorno e ritrovarmi la sua mano con la mia, come capitò una mattina di mesi fa per una sorpresa di un mesiversario. Svegliarsi e non aver paura di sembrare in disordine perché per quei occhi eri il meglio, anche con i capelli in disordine, la bava alla bocca. 

Nonno mio ovunque sei aiutami. Vedi tu in che modo ma aiutami, aiutami a superare questo profondo odio che provo per me stesso. Aiutami a uscirne fuori. Dammi la forza. Ti prego.

Darei la mia vita per risolvere a modo mio la cosa nonno.

La mia vita.

Sono morto nonno. E non ti vedo, non ti sento. Avrei voluto tornare solo indietro di qualche mese, 

In quell auto, dove tra stampelle gesso e patatine , avrei voluto aggiungerci un forte si e un lungo bacio. 

Nonno, dimmi tu che devo fare... Perché vedo solo nero. 

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