Il mio cuore si è fermato di nuovo. Questa volta il dolore è stato più intenso, più forte ed irruento di prima. Sono un zombie, un attante che gira per casa alla ricerca del suo IO, un’essenza che è stata di nuovo sfruttata, malmenata, depredata del proprio buon senso. Siamo alle solite: in questo mondo, in una realtà disgraziata, solo i peggiori hanno vita facile, chi ha voglia di fare, chi possiede la caratteristica dell’umiltà, ogni volta riceve un pugno in viso. Questo colpo è sempre più violento del precedente ed i segni non vanno via, rimangono attaccati sulla pelle e si sedimentano nello spirito.

Pensavo che la mia vita avesse intrapreso una svolta nuova, diversa, che potesse concedere la forza necessaria per perseverare, per credere di potercela fare, invece il destino ha giocato di nuovo un colpo basso, regalandomi un altro dolore, un’altra delusione. E non serve a nulla analizzare la situazione, non basta trovare i pro ed i contro, quando ti rendi conto che questo è successo perché nel mondo non c’è spazio per uno come me, allora la rabbia sale, il malessere diventa perpetuo e ti trovi a mentire anche alle persone care. “Cosa penseranno di me?” Questa domanda mi assilla da giorni “Penseranno che io sia un fallito? O forse già lo sono?”

Il mio è un lungo esame di coscienza, un lungo e tormentato dialogo con me stesso che sta portando alla luce sentimenti, umori e spettri che credevo di aver sconfitto o quanto meno credevo di aver messo a tacere.

E pensare che alla radice di tutto questo c’è una stupida mail, poche righe scritte di fretta e furia, con tanti refusi e senza nessuna punteggiatura. Una breve lettera, un potente colpo in testa e al cuore, un nuovo dolore, un nuovo tassello da aggiungere ad una vita di sofferenza e di tanti “chissà”. Credevo di essere salito sul treno giusto, credevo che la vita regalasse finalmente una gioia (seppur labile ed intangibile), invece il mio momento non è arrivato, ancora. Sono qui a piangere, a trovare la forza necessaria per andare avanti, ma il dolore è così destabilizzante che mi trapassa da parte a parte.

Sarò un buono a nulla, non sono capace di concretizzare qualcosa nella vita? Credevo in qualcosa, di essere bravo, competente, ma è quando accadono cose del genere che le poche certezze accumulate spariscono nel nulla. Che vita, che disagio, com’è faticoso rincorrere i sogni.   

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La voce delle bestie (3/3)

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La voce delle bestie (2/3)

05 January 2026

Giorgio spense il sigaro, si alzò e andò al lavandino. Aprì il rubinetto, riempì un bicchiere e Giorgio si chiese quanto fredda potesse essere quell’acqua: era un pensiero irrazionale, perché veniva pur sempre dall’acquedotto, ma la sensazione di essere in un posto diverso, in un tempo diverso, [...]

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Storia di Giovanni che si trasforma in salamandra 1/3

05 January 2026

Allo zoo Un bambino indicò la piccola creatura nella teca: pelle nera lucida, attraversata da striature gialle, che brillava sotto il vetro. Era venuto quello stesso mattino con sua madre, tutto emozionato all’idea di vedere gli animali dello zoo, ma rimase subito deluso. «Mamma, guarda che brutto [...]

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La voce delle bestie (1/3)

04 January 2026

Faceva freddo, ma non così tanto. È l’umidità aveva pensato Umberto attraversando il cortile. E poi: in campagna fa più freddo che in città. Aveva allungato il passo, frantumando una pozzanghera gelata. Il ghiaccio si era rotto con uno scricchiolio che lo aveva riportato indietro di anni. Da quanto [...]

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Il bambino 2/2

04 January 2026

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9 domande e mezza all'artista che vede l'immensità a luce spenta

... per poi illuminare di bellezza lo spazio

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01 January 2026

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