Il mio cuore si è fermato di nuovo. Questa volta il dolore è stato più intenso, più forte ed irruento di prima. Sono un zombie, un attante che gira per casa alla ricerca del suo IO, un’essenza che è stata di nuovo sfruttata, malmenata, depredata del proprio buon senso. Siamo alle solite: in questo mondo, in una realtà disgraziata, solo i peggiori hanno vita facile, chi ha voglia di fare, chi possiede la caratteristica dell’umiltà, ogni volta riceve un pugno in viso. Questo colpo è sempre più violento del precedente ed i segni non vanno via, rimangono attaccati sulla pelle e si sedimentano nello spirito.

Pensavo che la mia vita avesse intrapreso una svolta nuova, diversa, che potesse concedere la forza necessaria per perseverare, per credere di potercela fare, invece il destino ha giocato di nuovo un colpo basso, regalandomi un altro dolore, un’altra delusione. E non serve a nulla analizzare la situazione, non basta trovare i pro ed i contro, quando ti rendi conto che questo è successo perché nel mondo non c’è spazio per uno come me, allora la rabbia sale, il malessere diventa perpetuo e ti trovi a mentire anche alle persone care. “Cosa penseranno di me?” Questa domanda mi assilla da giorni “Penseranno che io sia un fallito? O forse già lo sono?”

Il mio è un lungo esame di coscienza, un lungo e tormentato dialogo con me stesso che sta portando alla luce sentimenti, umori e spettri che credevo di aver sconfitto o quanto meno credevo di aver messo a tacere.

E pensare che alla radice di tutto questo c’è una stupida mail, poche righe scritte di fretta e furia, con tanti refusi e senza nessuna punteggiatura. Una breve lettera, un potente colpo in testa e al cuore, un nuovo dolore, un nuovo tassello da aggiungere ad una vita di sofferenza e di tanti “chissà”. Credevo di essere salito sul treno giusto, credevo che la vita regalasse finalmente una gioia (seppur labile ed intangibile), invece il mio momento non è arrivato, ancora. Sono qui a piangere, a trovare la forza necessaria per andare avanti, ma il dolore è così destabilizzante che mi trapassa da parte a parte.

Sarò un buono a nulla, non sono capace di concretizzare qualcosa nella vita? Credevo in qualcosa, di essere bravo, competente, ma è quando accadono cose del genere che le poche certezze accumulate spariscono nel nulla. Che vita, che disagio, com’è faticoso rincorrere i sogni.   

Tutti i racconti

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Dentro

04 September 2026

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04 September 2026

“Mi hanno obbligato ad andare alla SPA. Tutti pensano sia un sogno, per me è solo umidità!” Cara Laura…è molto peggio di così! Ma andiamo con ordine. Venerdì 24 Luglio 2026, ore 18:00 - preparazione valigia Ho un elenco mentale di tutte le cose che devo portare con me per questo ennesimo weekend [...]

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Poiché sono l'albero più occidentale del giardino

03 September 2026

Poiché sono l'albero più occidentale del giardino posso vedere tutto ciò che succede fuori dalla casa ma posso solo intuire invece quello che succede dentro di essa. Da quando è stata costruita la casa sono lì fermo e immobile. È vero, una pianta per definizione non si muove, ma ciò è vero solo [...]

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Fuggiva e... basta

03 September 2026

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A 140 Bpm (2/2)

02 September 2026

«Credi davvero che la dissolutezza e l'altruismo si escludano? La bellezza della vita che hai appena vissuto sta proprio nel fatto che eri entrambe le cose. Eri l'uomo che dava una mano ai ragazzi il martedì pomeriggio e quello che si perdeva nei locali il venerdì notte. Imperfetto, disordinato. [...]

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Tre notturni

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Sbuffa il battello, scricchiola e cigola che il fiume risale a fatica. Dietro l'ultima ansa, finalmente, il villaggio: i vecchi alle reti, festanti i fanciulli, le donne a condire pietanze. E festa sarà. Si udiranno racconti di faune feroci, flore carnivore, paludi e agguati di tribù dalle più [...]

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A 140 Bpm (1/2)

01 September 2026

Le luci stroboscopiche tagliavano il buio a ritmo di centoquaranta bpm, il pavimento appiccicava di gin tonic rovesciati e l’aria era un concentrato di condensa, profumi dolciastri e sudore. Era il primo venerdì di giugno. L’estate era un’esplosione imminente che si sentiva sulla pelle, un'elettricità [...]

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Io sono

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L’Isola della Gaiola, nascosta tra le acque cristalline di Posillipo a Napoli, è un piccolo gioiello naturale che rapisce lo sguardo e incanta il cuore di chiunque la osservi. Due isolotti rocciosi emergono dal mare con una forza quasi magica, abbracciati da fondali rigogliosi, popolati da una [...]

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Una volta o l'altra ci sarebbe rimasto secco. Così Bruno pensava del vecchio. Lo vedeva arrancare tutti i giorni dalla casa all'orto. Pochi passi, ma nell'ultimo anno erano diventati parecchi. Il Camillo aveva novant'anni, forse novantuno – Bruno non ricordava – e, a quell'età, un anno è lungo, [...]

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31 August 2026

Se lo avessi saputo, ci sarei venuto prima. Eccovi lì, arrivati quasi tutti. Vi siete vestiti bene, non serviva. Non serviva neanche portarmi in questo posto, bastava un bel prato in mezzo al bosco. Bastava una catasta di legna secca. E invece siete qui, in chiesa a guardare una cassa di legno [...]

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La Befana del 1952

Memorie di Carpinone

30 August 2026

Le pere, le nespole, i fichi, le noci, le mandorle, le mele, le pesche e l'uva: a mia memoria, era la frutta che si poteva cogliere, nella stagione giusta, a Carpinone. Poi arrivava il venditore ambulante che proponeva, kaki, arance e mandarini con voce stridula, anche in cambio di patate. Si, [...]

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